I mercati prevedono che la BCE incrementi i tassi d’interesse due volte nel corso del 2026 per fronteggiare gli effetti della crisi iraniana sui prezzi di benzina e gas, e quindi sull’inflazione.
Naturalmente si tratta di una cretinata perché l’approccio corretto sarebbe invece di abbassare imposte indirette e accise.
I maggiori tassi non danno beneficio su un’inflazione da costi. In effetti la potrebbero peggiorare in quanto immetterebbero potere d’acquisto nell’economia mediante i maggiori interessi pagati sui titoli di Stato.
Dato che però i sacri vincoli di Maastricht non si possono toccare, a compensazione dell’effetto tassi sul deficit c’è da attendersi qualche sforbiciata che so sugli investimenti pubblici, o magari qualche imposta in più.
La strategia perfetta per creare stagflazione,
insomma.
Churchill diceva che gli USA fanno sempre la cosa giusta dopo aver esaurito tutte le altre possibilità. La BCE invece sperimenta tutte le possibilità di fare errori. E poi basta.
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