Non conosco l'autore ma apprezzo il suo lavoro di selezione delle FREGNACCE più tipiche della scuola di pensiero (?) euroausterica.
Basta con l'Eurocrisi
Blog dedicato al progetto Moneta Fiscale / Certificati di Compensazione Fiscale - MF / CCF), soluzione per la crisi dell'Eurozona. Progetto reperibile in questo post. Cronistoria degli eventi rilevanti qui. I CCF sono anche noti come Certificati di Credito Fiscale.
domenica 24 maggio 2026
venerdì 22 maggio 2026
“Debito buono” ed equivoci connessi
Provo a far chiarezza su un concetto introdotto da Mario Draghi che ha contribuito (come se ce ne fosse bisogno) a creare confusione sui temi di finanza pubblica: quello di “debito buono”.
Il debito buono sarebbe quello che genera più risorse di quante ne assorbe. E’ un concetto, in effetti, mutuato dalla finanza aziendale e dalla gestione degli investimenti finanziari.
Se il debito mi permette di generare valore, di ritrovarmi con più risorse di quante ne avevo all’inizio, l’operazione è positiva. Quindi bene indebitarmi al 5% per acquistare un impianto che rende il 15%, o un titolo azionario che paga il 3% di dividendi e si apprezza dell’8% all’anno.
Quando si ragiona in termini di macroeconomia, bisogna invece fare riferimento alle risorse fisiche, non finanziarie, a disposizione del sistema economico. E le risorse fisiche sono lavoro, impianti e materie prime.
Uno Stato che emette la sua moneta può spendere e mettere al lavoro risorse fisiche per produrre beni e servizi. La prima domanda da porsi è: queste risorse fisiche sono al momento utilizzate o inattive?
Se sono al momento inattive, la quantità di beni e servizi messi a disposizione della collettività aumenta.
Se sono al momento già attive, la maggior spesa pubblica netta le rialloca. L’operazione, quindi, può essere positiva o negativa in funzione di quanto sia più o meno efficiente (in termini di contributo al benessere sociale) il nuovo utilizzo delle risorse rispetto all’utilizzo precedente.
E il debito?
Il “debito” non c’entra nulla. L’emissione monetaria non crea debito se lo Stato gestisce liberamente la propria moneta.
Il vincolo del debito pubblico non ha nessun fondamento né logico né economico. Ha il solo effetto di creare una limitazione artificiale all’azione dello Stato.
Nell’interesse di chi?
Sicuramente, non del benessere collettivo.
martedì 19 maggio 2026
sabato 16 maggio 2026
Convegno a Milano, 17 maggio 2026, h 14
giovedì 14 maggio 2026
In un’economia che cresce
In un’economia che cresce, che si sviluppa, è perfettamente normale e in effetti necessario che le grandezze finanziarie si incrementino nel tempo.
E perché questo incremento abbia luogo, le possibilità sono sostanzialmente due.
O il deficit pubblico genera una parte significativa dell’incremento.
Oppure l’incremento è ottenuto solo attraverso l’espansione del debito privato.
Il che rende il sistema molto più fragile, molto più
volatile, molto più instabile.
sabato 9 maggio 2026
L’espansione fiscale ha i millenni contati
Le frasi fatte euroausteriche sono spesso così insensate da risultare involontariamente comiche. Un posto di rilievo nella classifica dell’insensatezza spetta alla seguente: “un’economia che si sviluppa di pari passo a persistenti deficit di bilancio pubblico è un modello insostenibile, che verrà presto meno, non prima di aver prodotto sciagure e cataclismi”.
In un’economia che si sviluppa, è perfettamente naturale che la quantità di mezzi di pagamento, di detenzione del risparmio finanziario, di moneta, cresca costantemente.
E la via più efficace per incrementare mezzi di pagamento, mezzi di detenzione del risparmio finanziario, moneta, è il deficit pubblico tramite il quale viene immessa nell’economia moneta sovrana.
Altrimenti l’espansione finanziaria ricade tutta sulle spalle del credito privato (che è prociclico e comporta la formazione periodica di bolle speculative) o dei surplus commerciali esteri (che sono surplus per qualcuno ma ovviamente deficit per qualcun altro).
Il modello insostenibile è lo sviluppo dell’economia
IN ASSENZA di deficit di bilancio pubblico. Senza deficit non c'è sviluppo.
lunedì 4 maggio 2026
Lo Stato assume a spese dei privati ?
Segnalato da Mauro Ammirati. Mi limito a un commento riguardo al quinto punto. Dire che se lo Stato assume è solo a spese dei privati, equivale ad affermare che nell'economia non si crea mai disoccupazione.
Sappiamo che non è vero. Sappiamo che il sistema economico può andare in crisi per mancanza di domanda, per carenza di capacità di spesa, e sappiamo che quando succede il deficit pubblico utilizzato in funzione anticiclica è la soluzione più efficace.