mercoledì 4 gennaio 2023

Le decisioni sbagliate è meglio non prenderle

 

Su Milano Finanza, lo scorso 30 dicembre (a pagina 2), un articolo di Angelo di Mattia sollecita una veloce decisione riguardo alla riforma del MES, sulla base tra le altre cose della seguente curiosa argomentazione:

“Pur senza scendere nel merito, riteniamo doveroso che si decida tempestivamente al riguardo, non appena sarà concluso l’iter della legge di bilancio. Non decidere, diceva Guido Carli, o temporeggiare è una condizione peggiore di una decisione che risultasse sbagliata”.

Ora, il mio giudizio su Guido Carli è tutt’altro che positivo. Anzi è pessimo, dato che è stato uno dei principali artefici del disastroso ingresso dell’Italia nella moneta unica europea.

Però uno stupido non era, anzi era estremamente abile nel fare gli interessi dei grandi gruppi di potere economico che gli hanno consentito una prestigiosa carriera. E non essendo stupido, fatico a credere che si sia espresso in termini così strampalati.

La riforma del MES peggiora un'istituzione già di per sé potenzialmente nociva, per non dire deleteria. La decisione giusta in effetti è non ratificarla.

Se poi per motivi reali o presunti “pare brutto” che si dica di no alla UE, meglio traccheggiare che correre a infilarsi un ennesimo cappio al collo.

Ripensandoci però, forse Carli ha detto effettivamente qualcosa di simile. Magari proprio con riferimento all’ingresso nell’euro. Sottointendendo “come possiamo non entrare ? resteremmo in serie B”.

Se questo è avvenuto, è la prova di quanto ho scritto sopra. Era abile, certo. Nel fare gli interessi di qualcuno che non era l’Italia intesa come paese e come nazione.

Si è visto come è finita.

 

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