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lunedì 7 settembre 2026

La cancellazione del debito pubblico

 

Sta tornando d’attualità il tema della cancellazione del debito pubblico detenuto dalle banche centrali. Ne sta parlando in particolare Melenchon in Francia.

Considerare o meno la cancellazione una manovra appropriata richiede di aver presente che stiamo parlando di un tema di natura, potremmo dire, cosmetica.

Il debito posseduto dall’istituto di emissione in seguito a riacquisti di collocamenti precedenti è dovuto da un’agenzia pubblica (il Tesoro) a un’altra (nel caso dell’Eurozona, la BCE).

Cancellare quel debito non ha nessun impatto di sostanza. Il detentore lo può rifinanziare quanto gli pare. Gli interessi passano da una tasca all’altra del settore pubblico. La cancellazione non modifica la massa monetaria in circolazione, perché la moneta emessa per riacquistare il debito rimane la stessa.

Legittimamente qualcuno si chiede, allora, a che cosa serve la cancellazione.

Beh ha un effetto d’immagine importante. Con un tratto di penna il famigerato rapporto debito / PIL si abbassa di decine di punti.

E un rapporto che si abbassa di decine di punti con un tratto di penna forse, potrebbe comprendere l’opinione pubblica, non ha l’importanza che gli viene attribuita.

La cancellazione io quindi la farei. Di per sé non risolve, ma aprirebbe gli occhi a molti. E non è poco.

domenica 27 dicembre 2020

Perché è meglio cancellare il debito


Sarei anche d'accordo con chi dice che la cancellazione del debito pubblico comprato dalla BCE non risolve i problemi, anzi è irrilevante. Perché serve deficit pubblico.

Sarei anche d’accordo perché sul piano tecnico-economico ha ragione al cento per cento. Quello che serve è immettere potere d’acquisto nell’economia, lasciare più soldi in mano a cittadini e aziende, alimentare domanda, rilanciare gli investimenti, sostenere i redditi e l’occupazione, ridurre le tasse.

E tutte queste cose non si realizzano cancellando il debito. Si realizzano aumentando il (cosiddetto) deficit pubblico, ovvero la differenza tra spese e incassi della pubblica amministrazione.

Ma non esiste solo il piano tecnico-economico. Esiste anche la comunicazione mediatica, esistono i messaggi che influenzano la pubblica opinione.

E la narrazione (sbagliata, infondata) del “debito pubblico fardello sulle future generazioni”, del “neonato che viene al mondo con millemila euro di debito sul capo”, del “non possiamo fare questo e quello perché c’è il debito” è molto, MOLTO potente.

Benissimo fare comunicazione e informazione, encomiabile spiegare che non è così. Ma troppe persone cadono in questa trappola comunicativa, in questa “spiegazione” chiara, semplice, convincente e SBAGLIATA.

Sono d’accordo che cancellare il debito non è risolutivo. Sono d’accordo che non è una condizione sufficiente, e in effetti nemmeno necessaria, per risolvere la situazione.

Ma sarebbe comunque molto, MOLTO meglio, cancellarlo. E’ solo una scrittura di partita doppia, ma ci farebbe fare molta strada.