venerdì 24 aprile 2026

Ripescaggi

 

Sta circolando l’ipotesi che l’Italia, intesa come nazionale di calcio, venga ammessa a partecipare alla coppa del mondo in caso di defezione dell’Iran (ovviamente causata dalle note vicende geopolitiche).

Per ragioni che mi sfuggono, questa eventualità ha suscitato reazioni negative, o addirittura sdegnate, da parte di vari soggetti politici e istituzionali, tra cui il presidente della FIGC, il ministro dello sport e il ministro dell’economia (che c’entra il ministro dell’economia? boh).

Non capisco lo sdegno. Sento dire che “ai mondiali bisogna andare perché ci si è qualificati” ma se l’Iran defeziona, la ripescata sarà COMUNQUE una nazione che non si era qualificata.

Altri affermano che “ovviamente” la ripescata dovrebbe essere asiatica e non europea. Ma se fosse europea verrebbe in qualche misura corretta quella che a me sembra una grossa disfunzione dei meccanismi di qualificazione, che assegnavano solo 16 posti all’Europa, o meglio all’UEFA, su oltre 50 paesi, contro, ad esempio 6 su 10 al Sud America.

Io spero nell’(improbabile) ripescaggio. Dato il livello della nazionale, probabilmente combineremmo poco in termini di risultato sportivo. Però i mondiali di calcio mi sono sempre apparsi una simpatica e folkloristica sagra paesana estesa a tutto il globo.

Insomma non esserci mi fa malinconia. Come se il tuo condominio organizzasse una grigliata in giardino e tu fossi l’unico non invitato.

martedì 21 aprile 2026

Debito pubblico, ovvietà e fraintendimenti

 

Non riesco a pensare a un concetto economico, anzi a un concetto in generale, che sia allo stesso tempo così ovvio, così evidente, eppure così frainteso, come la natura del debito pubblico in moneta sovrana.

Il “debito” pubblico in moneta sovrana non è debito, nel senso di un’obbligazione che possa generare un fenomeno di insolvenza da parte dello Stato emittente.

E’ un deposito monetario, con un vincolo di scadenza, presso il ministero del tesoro.

Che il “debito” pubblico in moneta sovrana possa costituire un peso, un vincolo, una limitazione, un macigno che incombe sulle future generazioni, uno strumento di pressione se non di ricatto in mano a creditori, operatori finanziari, potenze straniere, è un’affermazione priva di qualsiasi logica e di qualsiasi fondamento.

Eppure la "necessità" di limitare le dimensioni relative e assolute del “debito” pubblico è un vincolo alle decisioni di politica economica. Con effetti deleteri su crescita, occupazione e benessere collettivo.

domenica 19 aprile 2026

Nazionalismo e cooperazione

 


Un leader politico nazionalista promuove l'interesse della propria nazione. Il che include, dove ritenuto opportuno, cooperare con altri Stati. Che lo si faccia bene o male dipende dalla qualità del leader. Ma non c'è nessuna opposizione aprioristica alla "logica della cooperazione internazionale".

mercoledì 15 aprile 2026

La giustizia sociale non è invidia

 Con tutto il rispetto per Thomas Sowell, questa affermazione non la condivido.

C'è chi è invidioso della ricchezza e del successo altrui, certo. Ma la giustizia sociale è un'altra cosa. La giustizia sociale richiede di dare ad ogni cittadino possibilità di lavoro dignitoso, e accesso ad adeguati servizi di istruzione, sanità e previdenza.

La società occidentale tende a garantire sempre meno tutto questo, nonostante la tecnologia lo permetta oggi più che venti, quaranta, sessant'anni fa.

Affermare che questo non va bene non è invidia. Non è opporsi al successo degli altri. E' ricercare un modello di convivenza sociale più equo e più sano.


domenica 12 aprile 2026

Ancora sui vincoli di bilancio

 

Il mio buon amico @eligio68 mi fa notare, riguardo al contenuto dell'ultimo post, che se è vero che il vincolo di bilancio pubblico non deve essere contabile, bensì costituire un vincolo di utilizzo delle risorse fisiche, il mancato rispetto del primo non assicura che sia rispettato il secondo.

Il che è vero. Ma è solo uno conferma che il vincolo contabile non ha senso. Non assicura niente né in positivo né in negativo. Né se viene rispettato né in caso contrario.

Il vincolo contabile non garantisce nulla ed espone al contrario a un rischio gravissimo. E il rischio è che per (tentare di) rispettarlo le risorse fisiche vengano sottoutilizzate, anche pesantemente. Generando depressione economica e disoccupazione massiccia.

Questa non è teoria: è un dato di realtà. E noi in Italia dovremmo esserne consapevoli più di altri, avendo vissuto la catastrofe dell’austerità UE-Monti-Letta degli anni 2011-2014.

La gestione macroeconomica dell’Unione Europea è semplicemente basata su un presupposto tecnicamente privo di senso e, nei fatti, potenzialmente, ma riguardo all’Italia anche praticamente, criminale.

martedì 7 aprile 2026

Moneta Fiscale, percorso obbligato

 

Quando, ormai quattordici anni fa (sì 14, era il 2012) ho iniziato a sviluppare e a promuovere la proposta della Moneta Fiscale, ritenevo che fosse la strada più plausibile per risolvere le spaventose, criminali disfunzioni del sistema euro.

Oggi sospetto che non sia “la più plausibile”. Sono sempre più convinto che sia l’unica possibile.

Non in teoria, ma in pratica sì.

In teoria l’euro potrebbe essere “smontato” partendo dalla Germania che esce dall’alto. Ma non c’è modo di indurla a farlo.

In teoria potrebbero cadere i vincoli fiscali.  Stesso problema. 

Emettere Monete Fiscali nazionali è invece possibile, e tecnicamente anche semplice.

Il che non vuol dire che non sia una strada politicamente impervia. Gli interessi in gioco e i condizionamenti sono giganteschi.

Ma si può fare, e funziona. Il Superbonus l’ha dimostrato.

Se la Moneta Fiscale è una via difficile, tutte le altre sono vicine all’impossibile.