mercoledì 11 marzo 2026

BCE pronta: a fare una cretinata

 

I mercati prevedono che la BCE incrementi i tassi d’interesse due volte nel corso del 2026 per fronteggiare gli effetti della crisi iraniana sui prezzi di benzina e gas, e quindi sull’inflazione.

Naturalmente si tratta di una cretinata perché l’approccio corretto sarebbe invece di abbassare imposte indirette e accise.

I maggiori tassi non danno beneficio su un’inflazione da costi. In effetti la potrebbero peggiorare in quanto immetterebbero potere d’acquisto nell’economia mediante i maggiori interessi pagati sui titoli di Stato.

Dato che però i sacri vincoli di Maastricht non si possono toccare, a compensazione dell’effetto tassi sul deficit c’è da attendersi qualche sforbiciata che so sugli investimenti pubblici, o magari qualche imposta in più.

La strategia perfetta per creare stagflazione, insomma.

 

sabato 7 marzo 2026

Se

 

Caos geopolitico? crisi iraniana? Impennata dei prezzi di petrolio e gas?

Se Draghi e Giorgetti non avessero boicottato e insabbiato la Moneta Fiscale, oggi potremmo parare il colpo degli effetti inflattivi e mitigare fortemente se non eliminare gli impatti sull’economia, senza emettere un centesimo di titoli di Stato in più.

Basterebbe compensare parzialmente imposte indirette quali in primo luogo accise e IVA, erogando al compratore, mediante una carta elettronica, crediti fiscali liberamente negoziabili e trasferibili.

Se.

giovedì 26 febbraio 2026

L’economia si risana se


Presupposto non sufficiente, ma necessario e indispensabile, per riavviare la crescita economica è che l’opinione pubblica – la maggioranza, quanto meno - comprenda due cose.

La prima: la gestione della moneta deve essere affidata a organismi soggetti a controllo democratico, non a entità “autonome” e “indipendenti” (da chi?).

La seconda: il debito pubblico è ricchezza di chi lo possiede, non impoverimento dello Stato che lo emette, né tantomeno della collettività.

Se certe scelte deleterie di politica economica continuano a essere adottate, è in larga misura dovuto alla diffusa incomprensione di questi due concetti.

domenica 22 febbraio 2026

Il professor Di Maio

 

La notizia che Luigi Di Maio è stato insignito del titolo di professore onorario presso il prestigioso King’s College di Londra è stata accolta con ampie e diffuse reazioni ironiche, perché le credenziali accademiche del sopra citato appaiono carenti, per non dire inesistenti.

La spiegazione di quanto accaduto è in realtà però semplice, e dovrebbe indurre a qualche riflessione.

Di Maio è semplicemente un politico che ha iniziato la sua carriera, presso il Movimento Cinque Stelle, su posizioni antiestablishment e populiste.

Poi si è venduto.

E l’establishment sa essere riconoscente con chi si comporta da bravo bambino diligente e ossequioso, facendo ampia ammenda degli errori di gioventù.

Non è il primo caso, non è l’unico e non sarà l’ultimo.

Del resto, Di Maio è forse più qualificato per ricoprire, presso la UE, la carica di rappresentante speciale della UE per la regione del Golfo Persico?

Comunque, non c’è da preoccuparsi troppo.

Di Maio non farà danni in nessuna di queste due posizioni.

Si limiterà a non fare nulla.

sabato 21 febbraio 2026

Che cosa ha salvato Mario Draghi?

 

In assenza del whatever it takes di Draghi, l’euro si sarebbe spaccato nell’estate del 2012, e diversi stati – Portogallo, Irlanda, Spagna, Italia, Grecia – sarebbero diventati insolventi sul loro debito pubblico. Per la verità, l’insolvenza avrebbe probabilmente preso la forma della conversione del debito da euro a reintrodotte monete nazionali, che si sarebbero svalutate rispetto al valore precedente dell’euro.

Un danno per gli investitori esteri, molto meno per i residenti locali.

Alla luce di quanto sopra, è corretto affermare che “Mario Draghi ha salvato le economie periferiche dell’eurozona”?

No. Draghi ha tamponato (senza risolverle) le pesantissime disfunzioni di un sistema economico-monetario bacato.

Ha evitato la manifestazione un rischio di insolvenza che senza l’euro non sarebbe mai esistito.

Ma nessuno dei gravissimi difetti strutturali dell’eurosistema è stato risolto.