domenica 12 aprile 2026

Ancora sui vincoli di bilancio

 

Il mio buon amico @eligio68 mi fa notare, riguardo al contenuto dell'ultimo post, che se è vero che il vincolo di bilancio pubblico non deve essere contabile, bensì costituire un vincolo di utilizzo delle risorse fisiche, il mancato rispetto del primo non assicura che sia rispettato il secondo.

Il che è vero. Ma è solo uno conferma che il vincolo contabile non ha senso. Non assicura niente né in positivo né in negativo. Né se viene rispettato né in caso contrario.

Il vincolo contabile non garantisce nulla ed espone al contrario a un rischio gravissimo. E il rischio è che per (tentare di) rispettarlo le risorse fisiche vengano sottoutilizzate, anche pesantemente. Generando depressione economica e disoccupazione massiccia.

Questa non è teoria: è un dato di realtà. E noi in Italia dovremmo esserne consapevoli più di altri, avendo vissuto la catastrofe dell’austerità UE-Monti-Letta degli anni 2011-2014.

La gestione macroeconomica dell’Unione Europea è semplicemente basata su un presupposto tecnicamente privo di senso e, nei fatti, potenzialmente, ma riguardo all’Italia anche praticamente, criminale.

martedì 7 aprile 2026

Moneta Fiscale, percorso obbligato

 

Quando, ormai quattordici anni fa (sì 14, era il 2012) ho iniziato a sviluppare e a promuovere la proposta della Moneta Fiscale, ritenevo che fosse la strada più plausibile per risolvere le spaventose, criminali disfunzioni del sistema euro.

Oggi sospetto che non sia “la più plausibile”. Sono sempre più convinto che sia l’unica possibile.

Non in teoria, ma in pratica sì.

In teoria l’euro potrebbe essere “smontato” partendo dalla Germania che esce dall’alto. Ma non c’è modo di indurla a farlo.

In teoria potrebbero cadere i vincoli fiscali.  Stesso problema. 

Emettere Monete Fiscali nazionali è invece possibile, e tecnicamente anche semplice.

Il che non vuol dire che non sia una strada politicamente impervia. Gli interessi in gioco e i condizionamenti sono giganteschi.

Ma si può fare, e funziona. Il Superbonus l’ha dimostrato.

Se la Moneta Fiscale è una via difficile, tutte le altre sono vicine all’impossibile.

 

venerdì 3 aprile 2026

Il non senso politico dell’euro

 

Non esiste una sola motivazione sensata, sul piano tecnico-economico, per la quale paesi diversi debbano adottare la stessa moneta. Le unioni monetarie in assenza di unione politica sono completamente prive di logica.

E infatti l’euro è stato presentato, dai suoi proponenti, come una leva per arrivare all’unione politica. Una leva poderosa, nelle aspettative e nelle intenzioni. Ma il senso, se ce n’era uno, era politico, non economico.

Ora, è un dato di fatto che a ventisette anni di distanza dal fatidico Capodanno del 1999, l’unione politica non abbia fatto nessun passo in avanti. Non è avvenuta, non c’è un progetto concreto in corso perché avvenga, non si è sviluppata alcuna volontà degna di nota in quella direzione da parte dei partiti che si sono avvicendati al governo dei vari Stati. L’ipotesi che la moneta unica portasse allo Stato unico si è rivelata completamente priva di fondamento.

L’euro non ha un senso economico e nemmeno politico. Nemmeno dal punto di vista di chi crede (non certo io) all’unione politica. E’ un meccanismo inefficiente e disfunzionale che continua a esistere solo perché è complicato liberarsene.  

giovedì 2 aprile 2026

Euroausterici e demografia

 

Gli euroausterici si aggrappano a qualsiasi cosa pur di negare le spaventose disfunzioni della mortifera combinazione Maastricht – euro. Vedi qui sotto.

(Tweet del 25.3.2026, ore 10.35).

Certo, la stagnazione economica italiana è influenzata anche dalla demografia. Ma concludere che "quindi" euro e austerità non c’entrano è completamente sbagliato, per due ragioni semplicissime.

Uno, l’Italia ha azzerato la crescita del PIL procapite, non solo quella del PIL complessivo. A partire dall’avvento di Maastricht e dell’euro, appunto.

Due, il crollo della natalità ha motivazioni anche sociali, non solo economiche. Ma la stagnazione dei redditi e l’incremento delle diseguaglianze sicuramente lo accentua. E per invertire la tendenza servono in primo luogo fortissimi incentivi alle famiglie e ai figli. E che cosa impedisce di mettere in atto questi sostegni? Ma Maastricht e l’euro, ovviamente.

Da qualunque parte ti giri e da qualunque parte inquadri un problema, ti accorgi che l’euroassetto o ne è (quantomeno) una concausa, o è un fortissimo vincolo che ne ostacola la soluzione.

In genere, entrambe le cose.

domenica 29 marzo 2026

I benefici finanziari UE

 

Meno male che c’è la UE. Senza saremmo persi, vero?

Funziona così (vedi PNRR ma anche tutto il resto).

Prima paghi un fantastiliardo.

Poi dicono che ti danno (un po’ meno di) un fantastiliardo.

Però devi passare al vaglio di un ginepraio di controlli burocratici.

E spenderlo come dicono loro.

I soldi a disposizione sono quindi meno di prima.

E quindi non cresci più di prima, anzi.

E ti fanno la morale, la ramanzina, ti dicono che sei inefficiente, corrotto, pigro, disonesto, e che hai sprecato un fantastiliardo.

venerdì 27 marzo 2026

Moneta fiscale: perché non è un debito

 

Dopo che l’ineffabile tandem Draghi – Giorgetti ha affossato il Superbonus, di Moneta Fiscale si è parlato poco. Ma il tema tornerà di attualità. Per la semplice ragione che l’eurogovernance economica continua a essere completamente disfunzionale, e il sistema di gran lunga più plausibile per ricondurla a qualcosa di sensato è, appunto, introdurre monete fiscali nazionali.

Non si sbaglia quindi a proporre un ripasso delle ragioni per cui NON HA SENSO considerare la Moneta Fiscale un debito.

Si ha debito:

quando si è impegnati a pagare cash

quando si è impegnati a cedere un bene che si possiede 

quando si è impegnati a sostenere costi per produrre un bene di cui ci si dovrà poi spossessare senza ulteriori contropartite.

I buoni sconto emessi da un supermercato non sono debito perché non comportano pagamenti cash né impegni di cessione né impegni di sostenimento di costi. Riducono il fatturato futuro rispetto a quanto avrei incassato se avessi venduto gli stessi prodotti allo stesso prezzo in assenza del buono sconto, ma non c’è modo di sapere quali sarebbero stati le vendite in quella fattispecie.

Semplicemente, vendo ciò che vendo e incasso quello che incasso – al prezzo nominale ridotto dello sconto. Certo, chi usa il buono paga meno di chi non l’ha. E questo dà un valore monetario al buono. Ma non trasforma il buono in debito (per l’emittente). E’ e rimane (solo) uno strumento di incentivazione delle vendite.

Allo stesso modo, il credito fiscale cedibile, aka Moneta Fiscale, riduce il gettito fiscale rispetto a un caso puramente ipotetico, in effetti puramente fittizio, in cui lo Stato conseguisse lo stesso gettito senza l’incentivo all’attività economica prodotto dalla Moneta Fiscale stessa.

Il che significa che la Moneta Fiscale è uno strumento di incentivazione. Ha un valore monetario. MA NON E’ UN DEBITO.