I mercati prevedono che la BCE incrementi i tassi d’interesse due volte nel corso del 2026 per fronteggiare gli effetti della crisi iraniana sui prezzi di benzina e gas, e quindi sull’inflazione.
Naturalmente si tratta di una cretinata perché l’approccio corretto sarebbe invece di abbassare imposte indirette e accise.
I maggiori tassi non danno beneficio su un’inflazione da costi. In effetti la potrebbero peggiorare in quanto immetterebbero potere d’acquisto nell’economia mediante i maggiori interessi pagati sui titoli di Stato.
Dato che però i sacri vincoli di Maastricht non si possono toccare, a compensazione dell’effetto tassi sul deficit c’è da attendersi qualche sforbiciata che so sugli investimenti pubblici, o magari qualche imposta in più.
La strategia perfetta per creare stagflazione,
insomma.