giovedì 14 maggio 2026

In un’economia che cresce

 

In un’economia che cresce, che si sviluppa, è perfettamente normale e in effetti necessario che le grandezze finanziarie si incrementino nel tempo.

E perché questo incremento abbia luogo, le possibilità sono sostanzialmente due.

O il deficit pubblico genera una parte significativa dell’incremento.

Oppure l’incremento è ottenuto solo attraverso l’espansione del debito privato.

Il che rende il sistema molto più fragile, molto più volatile, molto più instabile.

sabato 9 maggio 2026

L’espansione fiscale ha i millenni contati

 

Le frasi fatte euroausteriche sono spesso così insensate da risultare involontariamente comiche. Un posto di rilievo nella classifica dell’insensatezza spetta alla seguente: “un’economia che si sviluppa di pari passo a persistenti deficit di bilancio pubblico è un modello insostenibile, che verrà presto meno, non prima di aver prodotto sciagure e cataclismi”.

In un’economia che si sviluppa, è perfettamente naturale che la quantità di mezzi di pagamento, di detenzione del risparmio finanziario, di moneta, cresca costantemente.

E la via più efficace per incrementare mezzi di pagamento, mezzi di detenzione del risparmio finanziario, moneta, è il deficit pubblico tramite il quale viene immessa nell’economia moneta sovrana.

Altrimenti l’espansione finanziaria ricade tutta sulle spalle del credito privato (che è prociclico e comporta la formazione periodica di bolle speculative) o dei surplus commerciali esteri (che sono surplus per qualcuno ma ovviamente deficit per qualcun altro).

Il modello insostenibile è lo sviluppo dell’economia IN ASSENZA di deficit di bilancio pubblico. Senza deficit non c'è sviluppo.

lunedì 4 maggio 2026

Lo Stato assume a spese dei privati ?

 Segnalato da Mauro Ammirati. Mi limito a un commento riguardo al quinto punto. Dire che se lo Stato assume è solo a spese dei privati, equivale ad affermare che nell'economia non si crea mai disoccupazione.

Sappiamo che non è vero. Sappiamo che il sistema economico può andare in crisi per mancanza di domanda, per carenza di capacità di spesa, e sappiamo che quando succede il deficit pubblico utilizzato in funzione anticiclica è la soluzione più efficace.



venerdì 24 aprile 2026

Ripescaggi

 

Sta circolando l’ipotesi che l’Italia, intesa come nazionale di calcio, venga ammessa a partecipare alla coppa del mondo in caso di defezione dell’Iran (ovviamente causata dalle note vicende geopolitiche).

Per ragioni che mi sfuggono, questa eventualità ha suscitato reazioni negative, o addirittura sdegnate, da parte di vari soggetti politici e istituzionali, tra cui il presidente della FIGC, il ministro dello sport e il ministro dell’economia (che c’entra il ministro dell’economia? boh).

Non capisco lo sdegno. Sento dire che “ai mondiali bisogna andare perché ci si è qualificati” ma se l’Iran defeziona, la ripescata sarà COMUNQUE una nazione che non si era qualificata.

Altri affermano che “ovviamente” la ripescata dovrebbe essere asiatica e non europea. Ma se fosse europea verrebbe in qualche misura corretta quella che a me sembra una grossa disfunzione dei meccanismi di qualificazione, che assegnavano solo 16 posti all’Europa, o meglio all’UEFA, su oltre 50 paesi, contro, ad esempio 6 su 10 al Sud America.

Io spero nell’(improbabile) ripescaggio. Dato il livello della nazionale, probabilmente combineremmo poco in termini di risultato sportivo. Però i mondiali di calcio mi sono sempre apparsi una simpatica e folkloristica sagra paesana estesa a tutto il globo.

Insomma non esserci mi fa malinconia. Come se il tuo condominio organizzasse una grigliata in giardino e tu fossi l’unico non invitato.