Gli estimatori di Giancarlo Giorgetti non si lamentano, gli elettori di Claudio Borghi sì. Il motivo è chiaro.
Basta con l'Eurocrisi
Blog dedicato al progetto Moneta Fiscale / Certificati di Compensazione Fiscale - MF / CCF), soluzione per la crisi dell'Eurozona. Progetto reperibile in questo post. Cronistoria degli eventi rilevanti qui. I CCF sono anche noti come Certificati di Credito Fiscale.
venerdì 6 febbraio 2026
domenica 1 febbraio 2026
Moneta Sovrana Italiana - intervento di Marco Cattaneo
In una mezz'oretta di video, un'utile (spero) sintesi della situazione.
martedì 27 gennaio 2026
Eurolirici e modello sociale europeo
Se metti sotto il naso a un eurolirico i catastrofici risultati della gestione economica UE-euro, spesso lo vedi arroccarsi in difesa con l’affermazione che “sì va bene però l’Europa è, rimane, un posto migliore dove vivere rispetto agli USA perché abbiamo il welfare, la sanità pubblica, l’istruzione universitaria accessibile a tutti”.
Tutte cose vere.
Solo che sono anche tutte cose che da questa parte dell’Atlantico sono state realizzate PRIMA di Maastricht e PRIMA dell’euro.
Da allora in poi, si è invece andati nella direzione di “attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere”, per usare la nota espressione di Tommaso Padoa-Schioppa.
Espressione della quale ho sempre trovato rimarchevole il contrasto tra la soavità della forma e la sociopatia del contenuto.
Gli eurocrati hanno fatto parecchia strada verso il raggiungimento dell’obiettivo delineato da TPS. Certo, non ci sono ancora riusciti del tutto.
Però la direzione è quella, e seguirla non ha creato
benefici in qualche modo compensativi in termini di crescita economica. Al
contrario, ha fatto perdere terreno rispetto agli USA e al resto del mondo
ANCHE sul piano della produttività e dello sviluppo.
lunedì 26 gennaio 2026
Eurosclerosi
Non so bene perché, ma ultimamente leggo articoli e commenti che cercano di argomentare come la differenza di prestazioni economiche tra USA ed Eurozona sia più apparente che reale, in quanto dovuta interamente o quasi ai diversi tassi di crescita della popolazione.
I dati della Banca Mondiale dicono altro. Il PIL procapite misurato a parità di potere d’acquisto, sulla base dei prezzi interni 2021, si è evoluto come segue.
Nel 1998, appena prima dell’avvio dell’euro, era pari a 51.620 dollari per gli USA e a 42.788 per l’Eurozona. Una differenza del 20,6%.
Nel 2024, i rispettivi valori erano saliti a 75.489 per gli USA e a 56.432 per l’Eurozona. Lo scarto è salito al 33,8%.
Il tasso di crescita medio annuo in questi ventisei anni è stato dell’1,47% per gli USA e dello 0,72% per l’Eurozona. Esattamente il doppio.
La macchina economica degli USA si muove esattamente al doppio di velocità, da quando esiste l’euro. Quando partendo da un livello più basso, si dovrebbe casomai verificare un processo di convergenza (e infatti prima dell’euro era così).
Se lo scarto fosse rimasto invariato, il PIL procapite dell’Eurozona sarebbe più alto di circa 6.000 dollari, che moltiplicato per 350 milioni di abitanti fa 2.100 miliardi. ALL’ANNO, PER OGNI ANNO.
Unitamente ai diversi trend demografici (che peraltro
ne sono in buona parte determinati), l’euro e la delirante governance
dell’Eurozona la stanno condannando alla marginalizzazione economica.
domenica 25 gennaio 2026
Il limite dello spazio fiscale
Un paese che emette la propria moneta ha spazio fiscale, inteso come spazio per incrementare il deficit pubblico e immettere, di conseguenza, potere d’acquisto e capacità di spesa nel settore privato dell’economia, fino a un certo limite…
…che non è un parametro numerico di qualsiasi tipo
…che non è il “giudizio favorevole dei mercati finanziari”.
Il limite è SOLO l’inflazione. Finché rimane pari a
qualche punto percentuale, c’è spazio fiscale, e lo spazio fiscale deve essere
utilizzato, per alimentare domanda, occupazione, produzione, crescita,
benessere economico e sociale.
venerdì 23 gennaio 2026
Finanza pubblica, quello che non si comprende
Le regole fiscali dell’Unione Europea uccidono la crescita dell’economia. Il debito pubblico è ricchezza finanziaria privata, adottare politiche economiche che puntano a contenerlo nella presunzione di “arricchire il paese riducendone il debito” è la non soluzione di un non problema.
L’alto debito pubblico italiano non avrebbe mai creato nessuna difficoltà se l’avessimo lasciato in lire. E non esiste nessun “onere sulle future generazioni”. Le future generazioni erediteranno il CREDITO, non il debito.
Il (cosiddetto) debito pubblico se emesso in moneta
propria è rifinanziabile all’infinito. In effetti è una forma di emissione
monetaria. L’unica cosa di cui preoccuparsi è che l’inflazione rimanga stabile
e moderata.