Visualizzazione post con etichetta Italia Viva. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Italia Viva. Mostra tutti i post

mercoledì 26 febbraio 2020

Marattin, lo spazio fiscale e il Coronavirus


Luigi Marattin, responsabile economico del partito renziano “Italia Viva”, afferma via twitter quanto segue:

“Per anni, chi predicava maggiore attenzione alle finanze pubbliche (perché in caso di forte shock negativo non avremmo avuto spazio fiscale per contrastarlo) è stato definito un bieco sostenitore dell’austerità. Tra poco sarà chiaro chi aveva ragione. E quale sarà il costo”.

Se date un’occhiata alle risposte, il commento marattiniano non ha esattamente provocato applausi a scena aperta.

Per esempio, Marattin – è stato detto - implicitamente sostiene che si sarebbero dovuti chiudere più ospedali per avere adesso i soldi necessari a riaprirne qualcuno (per fronteggiare l’emergenza Coronavirus).

Ma in verità è anche peggio. Se si fosse fatta più austerità, e chiusi più ospedali, il PIL sarebbe sceso ancora di più, il debito in percentuale sarebbe ancora più alto, e oggi avremmo non solo meno ospedali, ma ancora meno soldi di quelli che (non) abbiamo per riaprirli (e in generale per fronteggiare l’emergenza).

Il punto è che l’intero concetto di “spazio fiscale” è fuorviante. In assenza di tensioni sull’inflazione, non esiste un limite preciso al livello di deficit o di debito pubblico espresso in moneta nazionale.

In assenza d’inflazione, uno Stato che stampa la propria moneta può fronteggiare qualsiasi emergenza. Parlare di “spazio fiscale” ha senso solo se si è vincolati a usare una moneta emessa da terzi.

Avendo commesso il ciclopico errore di entrare nell’euro (e SOLO per quello), l’Italia ha mani e piedi legati: salvo che decida, e sarebbe ora, di avviare il progetto CCF.