Visualizzazione post con etichetta Populismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Populismo. Mostra tutti i post

domenica 3 marzo 2024

mercoledì 10 novembre 2021

Elogio del populismo

 

Nel mondo odierno, nei sistemi politici attuali, è di fondamentale importanza, di enorme utilità, il ruolo delle forze comunemente definite “populiste”.

La ragione della loro utilità è semplice. Populista, nell’accezione corrente del termine, è chi si oppone alle tesi e alle politiche sostenute dall’establishment internazionale. 

Establishment che a sua volta è riconducibile ai grandi interessi economici e finanziari e alle organizzazioni sovranazionali, e le cui posizioni ispirano la linea degli organi di informazione “paludati”.

La ragione per la quale abbiamo bisogno del populismo non risiede nel fatto che le opinioni comunemente definite “populiste” siano sempre corrette. Non risiede nel fatto che i populisti necessariamente possiedano soluzioni valide per i problemi del mondo.

I populisti possono avere ragione o torto su vari temi, tra cui le cessioni di sovranità, il contrasto al Covid, l’immigrazione clandestina, il cambiamento climatico, l’austerità fiscale, l’indipendenza delle banche centrali.

Ma senza i populisti, le uniche opinioni, le uniche posizioni, che sentiremmo esprimere e che vedremmo applicate sarebbero, appunto, quelle dell’establishment. Che significa, in parole povere, le posizioni di chi ha i soldi in mano.

E se ci aspettiamo, da chi ha i soldi in mano, da chi detiene il potere economico, che persegua nobilmente l’interesse collettivo e non il proprio, temo che ci facciamo grosse, ma molto grosse, illusioni. Anzi non temo: ne sono certo.

Un populista a sua volta non è necessariamente, un cavaliere dell’ideale. Non è mediamente una figura più nobile o più disinteressata di qualsiasi altro essere umano.

Ma svolge una funzione di confronto, di contrapposizione dialettica, rispetto al potere.

E di questa contrapposizione abbiamo bisogno. Sarebbe un disastro se non esistesse. Dobbiamo rafforzarla, perché oggi è troppo debole.