Certificati di Credito Fiscale: non esattamente una moneta, ma qualcosa
di simile
CCF: titoli che danno diritto a ridurre pagamenti per imposte, e in
generale per obbligazioni finanziarie di qualsiasi natura, dovuti al governo
che li emette.
Due anni dopo la loro emissione, i CCF consentono di ridurre pagamenti
per tasse, contributi sociali, multe, eccetera.
I CCF saranno quotati sui mercati finanziari, come qualsiasi altro
titolo di Stato.
Il loro valore sarà leggermente più basso ma molto vicino al nominale.
Non hanno rischio di insolvenza perché non sono soggetti a rimborso.
I CCF potranno anche circolare come mezzo di pagamento, per esempio in
combinazione con carte di credito.
Benefici dei CCF
I CCF potranno essere assegnati gratuitamente
a una pluralità di soggetti:
Lavoratori sia dipendenti che autonomi, per incrementare il loro potere
d’acquisto.
Imprese in funzione dei costi di lavoro lordi da esse sostenuti, per
ridurli – ottenendo un immediate recupero di competitività.
Nonchè per finanziare o co-finanziare spese sociali e investimenti
pubblici.
Effetti:
Maggiore domanda interna.
Recupero di competitività per le aziende.
===> Ripresa di PIL e occupazione, senza creare squilibri commerciali
esteri.
I CCF non sono debito: sono una forma di moneta complementare – ma non
conflittuale con l’euro
I CCF non sono debito in quanto il governo emittente non assume impegni
di rimborso.
Non ledono comunque il monopolio di emissione monetaria della BCE, che
riguarda la moneta ad accettazione obbligatoria in tutta l’Eurozona.
Solo il governo che li emette si impegna, per legge, ad accettare i CCF
per ridurre obbligazioni finanziarie nei suoi confronti. Questa è la fonte del
valore dei CCF.
Emissione e allocazione dei CCF: principi base
Chiudere l’attuale output gap.
Ridurre la disoccupazione ai livelli pre-2008.
Incrementare l’inflazione all’obiettivo BCE del 2%.
Evitare squilibri commerciali esteri.
Inoltre, il programma è in grado di ottenere quanto segue:
Equilibare, ogni anno, il saldo tra incassi e pagamenti pubblici in euro.
Ridurre gradualmente e costantemente il rapporto debito pubblico / PIL.
Ricordare: i CCF non sono debito.
Il governo emittente si impegna ad accettare i CCF per ridurre imposte future,
non ha rimborsarli. Nessuno può forzarlo al default.
Programma CCF per l’Italia
2017 2018 2019 2020 2021 2022
Emissioni di CCF –
miliardi 30 60 90
120 120
120
Impieghi di CCF
30 60 90
120
Le emissioni annue di CCF aumenteranno gradualmente fino a 120 miliardi.
Va ricordato che il PIL reale italiano 2015 è 8% inferiore al livello
2007: circa 140 miliardi in meno.
La caduta di PIL è interamente
alla domanda interna (consumi e investimenti). Le esportazioni sono maggiori,
il che indica come il potenziale produttivo italiano permetterà, in pochi anni,
di recuperare almeno i livelli di PIL 2007.
2007 2015
PIL 1.783 1.642 -141 -7,9%
Consumi 1.385 1.313 -72
-5,2%
Investmenti
386 273
-113 -29,3%
Export 478 494
+16 +3,3%
Import 475
442 -33 -6,9%
Surplus
commerciale +3 +52
(Fonte:
ISTAT – dati a potere d’acquisto costante 2015)
L’intervallo di due anni tra emissione e utilizzo dei CCF permette all’economia
di recuperare e di generare gettito fiscale lordo sufficiente a compensare gli
sconti fiscali ottenuti mediante i CCF stessi.
Clausole di salvaguardia
La UE richiede agli stati membri dell’Eurozona di compensare, aumentando
le tasse o riducendo la spesa pubblica, qualsiasi differenza rispetto ad
obiettivi prestabiliti di riduzione dei deficit pubblici.
Ma in una situazione di domanda depressa si tratta di azioni
procicliche: deteriorano l’economia e peggiorano, invece di migliorare, lo
stato delle finanze pubbliche.
Il programma CCF può prevedere al contrario un sistema di “clausole di
salvaguardia” flessibili ed efficaci:
Non tagliare spese, ma pagarne alcune in CCF e non in euro.
Se sono necessari incrementi di tasse, compensare il contribuente con emissioni
di CCF.
Ridurre il debito pubblico con emissioni di CCF di lunga scadenza.
Proporre, su base volontaria, ai titolari di CCF l’opzione di differirne
l’utilizzo, riconoscendo un interesse.
Si ottiene in questo mondo, senza alcun effetto prociclico sull’economia:
===> Il saldo zero, in ogni singolo anno, tra incassi e pagamenti in
euro.
===> Nessun incremento nel valore assoluto del debito pubblico in
circolazione.
===> La costante riduzione del rapporto debito pubblico / PIL.