Gli euroausterici sono gente buffa. Accusano persone come me – che spiegano la crisi economica in termini di insufficiente circolazione del potere d’acquisto – di “voler stampare la ricchezza”. E non si rendono conto che sono invece LORO a credere di arricchire un paese prendendo a prestito la moneta forte altrui.
Già, perché l’euro è una moneta che lo Stato italiano non emette. Il che vuol dire che la prende a prestito da entità esterne. La BCE e i mercati finanziari.
Ma limitandoci alla prima affermazione – “la ricchezza non si stampa”: il sottointeso è che la quantità di mezzi finanziari in circolazione, la disponibilità, in adeguata dimensione, di un titolo che rappresenti un efficace intermediario di scambio, sia irrilevante per il corretto funzionamento del sistema economico. Contano la produttività fisica, la tecnologia, l’organizzazione, e nient’altro.
In altri termini, “la moneta è neutrale”.
Bene: se pensate che la moneta sia neutrale, chiedetevi quale economia sviluppata possa mai esistere al mondo fondandosi su un sistema di baratto. Nessuno strumento finanziario per fluidificare gli scambi: se faccio il salumiere pago il dentista con venti chili di prosciutto. Se faccio l’idraulico, compro un armadio e saldo il prezzo aggiustando il lavandino del mobiliere.
Un po’ difficile far funzionare le cose in questo modo, vero ?
Ecco, chi crede che “la moneta sia neutrale”, che in situazione di pesante sottoccupazione delle risorse produttive (e in assenza d’inflazione) non abbia nessuna utilità immettere nel sistema economico maggior potere d’acquisto sotto forma di attività finanziarie (altrimenti detto, di soldi) sostiene (senza accorgersene) non solo che la moneta sia neutrale, ma che, di fatto, la moneta sia superflua.
Basterebbe
questo per comprendere quanto siano insensate le argomentazioni degli
euroausterici.