Qualche mese fa,
la vittoria elettorale di Emmanuel Macron alle elezioni presidenziali francesi
ha suscitato l’entusiasmo di parecchi opinionisti di sinistra, o sedicenti
tali. Fermare Marine Le Pen è stato per le sinistre – si è detto - un grandissimo
risultato.
Certo, il
programma economico di Macron è tutt’altro che di sinistra ed in effetti ha l’aria
di una riedizione gallica dell’”agenda Monti”. Riduzione di deficit pubblico,
tagli di spesa sociale, privatizzazioni.
Ma
“l’opinionista-sedicente-di-sinistra” non si ferma davanti a questo. E che,
avreste preferito la Le Pen ? “meglio la falsa sinistra che la vera destra”,
quindi viva Macron.
Poche settimane
fa, il primo ministro Edouard Philippe ha delineato in maggiore dettaglio il
programma. A quanto pare, alla domanda di un giornalista “ma è un programma di
destra” ha risposto (ridacchiando ?) “certo, e che cosa vi aspettavate” ?
Questo è uno dei
motivi per cui la “falsa sinistra” può risultare, all’atto pratico, molto
peggiore della “vera destra”. Perché i programmi economici più deleteri e
antisociali, nonché più inappropriati in un contesto economico che soffre di un
deficit di domanda (anche in Francia, sia pure su livelli meno accentuati rispetto all'Italia), suscitano ampie opposizioni quando sono proposti dalla destra; non quando li mette sul
tappeto la sinistra, o la “falsa sinistra”, o la “non-destra”.
In Italia
dovremmo esserne ben consapevoli. I milioni di persone che scendevano in piazza
quando Berlusconi cercava di far passare riforme del lavoro,
dell’amministrazione pubblica, del sistema pensionistico non si sono proprie
viste quando il PD ha fatto cose decisamente molto, ma molto “meno di sinistra”
(e in una situazione economica – quella prodotta dalla “crisi Lehman” del 2008
e dall’Eurocrisi del 2011 - in cui erano molto, ma molto più inappropriate).
Quanto alla
Francia, c’è solo da augurarsi che il governo Macron – Philippe abbai molto e
morda poco. Perché se sarà coerente con quanto afferma nei suoi programmi, c’è
il rischio di stoppare, ancora una volta, la (debole e asfittica) ripresa
economica: non solo della Francia, ma di tutta l’Eurozona.