Come al solito,
Mauro Ammirati centra perfettamente il punto:
Proposte
come quella di Letta sulla successione sono definite, da alcuni economisti,
“effetto gocciolamento”. Il popolo prende gli avanzi dei ricchi. Ventuno secoli
fa, una donna cananea chiese un miracolo a Gesù dicendogli “Eppure i cagnolini
mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”, Mt 15,27. C’è
poco da fare, certa gente ha un concetto perverso dell’economia. Sugli avanzi
lasciati al popolo, che siano gocce o briciole, non si costruisce una società
giusta né un’economia solida”.
La società oggi
non è giusta e l’economia non è solida, in Italia, perché i
maestri di Letta – Andreatta e Prodi in primo luogo – hanno raccontato la
bufala che il problema fosse l’eccesso di potere d’acquisto in
circolazione, altrimenti detto il livello del debito pubblico (che equivale, ma
questo loro forse non l’hanno capito, e sicuramente non l’hanno detto, a risparmio privato).
Da questi (scellerati)
presupposti sono nati l’adesione all’euro e venticinque anni di politiche
depressive e deflattive. Che hanno devastato l’economia italiana e creato i
guai che oggi Letta pretenderebbe di risolvere, appunto, con le briciole cadute
dalla tavola – con l’imposta di successione per finanziare la “dote ai
diciottenni”.
L’ho detto e lo
ripeto: io non sono pregiudizialmente contrario né alle imposte patrimoniali né
all’imposta di successione. Ma respingo l’ipocrisia di chi pensa di risolvere
qualcosa con nuove tasse quando il problema è uscire dal loop negativo creato all’Italia dall’ossequiosa aderenza alle
regole dell’Eurosistema e alle ricette di Bruxelles.
PRIMA riportiamo
l’Italia al pieno impiego immettendo capacità di spesa nel sistema economico e
generando produzione e occupazione. POI possiamo parlare di quali forme di
tassazione siano più o meno appropriate. Ma POI.
Altrimenti siamo
sempre a baloccarci con modifiche a saldo zero (o addirittura negativo: vedi la proposta di patrimoniale LEU che doveva generare 18 miliardi di maggior gettito
– altrimenti detto, RIDURRE di 18 miliardi la capacità di spesa nell’ambito
dell’economia nazionale) senza affrontare, anzi senza neanche menzionare, il
problema VERO.
Problema vero
che è il razionamento artificiale della moneta e la continua, insensata
compressione della capacità di spendere e di creare lavoro, che tiene costantemente
sott’acqua la nostra economia.