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giovedì 18 giugno 2026

Sperequazioni tra generazioni

 

Una curiosa contraddizione. Sento spesso dire che esiste un problema di sperequazione economica tra generazioni. I giovani fanno fatica a trovare opportunità di carriera a condizioni economiche e con prospettive sensate, i maturi e gli anziani spesso siedono su risparmi accumulati negli anni di crescita economica. Bisognerebbe riequilibrare.

E poi sento dire che le imposte di successione in Italia sono troppo basse.

Beh, le eredità sono appunto uno strumento tramite il quale si attua una forma di compensazione. I giovani, che comunque spesso ricevono delle forme di sostegno da genitori e nonni, possono contare a un certo punto su un patrimonio trasmesso in successione.

Se questo patrimonio lo tassiamo più pesantemente, la situazione diventa più squilibrata, non certo meno.

Il problema della sperequazione intergenerazionale esiste, ma la ragione è l’azzeramento della crescita economica prodotto dalla micidiale combinazione Maastricht – euro.

Aumentare le tasse, qualsiasi tipo di tasse, di sicuro non lo risolve. Anzi.

mercoledì 26 maggio 2021

Imposta di successione: perché Letta è fuori strada

 

Come al solito, Mauro Ammirati centra perfettamente il punto:

Proposte come quella di Letta sulla successione sono definite, da alcuni economisti, “effetto gocciolamento”. Il popolo prende gli avanzi dei ricchi. Ventuno secoli fa, una donna cananea chiese un miracolo a Gesù dicendogli “Eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”, Mt 15,27. C’è poco da fare, certa gente ha un concetto perverso dell’economia. Sugli avanzi lasciati al popolo, che siano gocce o briciole, non si costruisce una società giusta né un’economia solida”.

La società oggi non è giusta e l’economia non è solida, in Italia, perché i maestri di Letta – Andreatta e Prodi in primo luogo – hanno raccontato la bufala che il problema fosse l’eccesso di potere d’acquisto in circolazione, altrimenti detto il livello del debito pubblico (che equivale, ma questo loro forse non l’hanno capito, e sicuramente non l’hanno detto, a risparmio privato).

Da questi (scellerati) presupposti sono nati l’adesione all’euro e venticinque anni di politiche depressive e deflattive. Che hanno devastato l’economia italiana e creato i guai che oggi Letta pretenderebbe di risolvere, appunto, con le briciole cadute dalla tavola – con l’imposta di successione per finanziare la “dote ai diciottenni”. 

L’ho detto e lo ripeto: io non sono pregiudizialmente contrario né alle imposte patrimoniali né all’imposta di successione. Ma respingo l’ipocrisia di chi pensa di risolvere qualcosa con nuove tasse quando il problema è uscire dal loop negativo creato all’Italia dall’ossequiosa aderenza alle regole dell’Eurosistema e alle ricette di Bruxelles.

PRIMA riportiamo l’Italia al pieno impiego immettendo capacità di spesa nel sistema economico e generando produzione e occupazione. POI possiamo parlare di quali forme di tassazione siano più o meno appropriate. Ma POI.

Altrimenti siamo sempre a baloccarci con modifiche a saldo zero (o addirittura negativo: vedi la proposta di patrimoniale LEU che doveva generare 18 miliardi di maggior gettito – altrimenti detto, RIDURRE di 18 miliardi la capacità di spesa nell’ambito dell’economia nazionale) senza affrontare, anzi senza neanche menzionare, il problema VERO.

Problema vero che è il razionamento artificiale della moneta e la continua, insensata compressione della capacità di spendere e di creare lavoro, che tiene costantemente sott’acqua la nostra economia.