Agli amanti dei riferimenti storici, ricordo che l’unità politica europea è stata temporaneamente realizzata, con mezzi alquanto ruvidi, tre volte nella storia del mondo, e che non è mai durata a lungo.
Il primo tentativo è stato quello di Carlo Magno. Impero immediatamente spaccato in tre parti alla sua morte.
Il secondo, quello di Napoleone. Durato pochi anni, finché non l’hanno spedito all’Elba prima, e a Sant’Elena poi.
Il terzo, quello di Hitler. Esito finale, l’Armata Rossa a Berlino.
A chi volesse rievocare l’Impero Romano, ricordo che si trattava sostanzialmente di un impero mediterraneo. A parte l’Italia, le zone più floride e civili erano il Nordafrica, la Grecia, l’Egitto e il Medio Oriente. La Britannia era una propaggine di scarso interesse. La Germania si è rinunciato a occuparla dopo l’imboscata nella selva di Teutoburgo (“Varo legiones redde”) ma in effetti era poco attrattiva anche quella, foreste freddo e nebbia, poco altro di interessante. Essere spediti a guardia del limes centro-orientale era qualcosa a cui i legionari francamente non ambivano.
L’Europa è un’entità culturalmente, linguisticamente,
climaticamente disomogenea. Mettere insieme quello che ha poco in comune se non
la limitrofia territoriale è sempre finito male. E non stupisce.