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martedì 8 aprile 2025

L’unità che non è mai durata

 

Agli amanti dei riferimenti storici, ricordo che l’unità politica europea è stata temporaneamente realizzata, con mezzi alquanto ruvidi, tre volte nella storia del mondo, e che non è mai durata a lungo.

Il primo tentativo è stato quello di Carlo Magno. Impero immediatamente spaccato in tre parti alla sua morte.

Il secondo, quello di Napoleone. Durato pochi anni, finché non l’hanno spedito all’Elba prima, e a Sant’Elena poi.

Il terzo, quello di Hitler. Esito finale, l’Armata Rossa a Berlino.

A chi volesse rievocare l’Impero Romano, ricordo che si trattava sostanzialmente di un impero mediterraneo. A parte l’Italia, le zone più floride e civili erano il Nordafrica, la Grecia, l’Egitto e il Medio Oriente. La Britannia era una propaggine di scarso interesse. La Germania si è rinunciato a occuparla dopo l’imboscata nella selva di Teutoburgo (“Varo legiones redde”) ma in effetti era poco attrattiva anche quella, foreste freddo e nebbia, poco altro di interessante. Essere spediti a guardia del limes centro-orientale era qualcosa a cui i legionari francamente non ambivano.

L’Europa è un’entità culturalmente, linguisticamente, climaticamente disomogenea. Mettere insieme quello che ha poco in comune se non la limitrofia territoriale è sempre finito male. E non stupisce.

 

mercoledì 27 dicembre 2023

UE e democrazia

 

Conversando con alcuni interlocutori, li ho sentiti argomentare che è sbagliato imputare alla UE una carenza di democrazia. Motivo ? tutti gli Stati appartenenti all’unione sono democratici, e hanno assunto con metodi democratici le decisioni relative alle cessioni di sovranità.

Questa linea di pensiero contrasta però con l’osservazione che Mussolini e Hitler sono diventati capi dei rispettivi governi a seguito di elezioni, e anzi, all’inizio, formando coalizioni con altri partiti. Poi in pochi anni (Mussolini) o mesi (Hitler) hanno creato regimi dittatoriali, con leggi e modifiche costituzionali approvate dai rispettivi parlamenti.

Con questo non voglio mettere la UE, Mussolini e Hitler sullo stesso piano. Ma voglio far notare che l’assenza di democraticità non si valuta sul processo che l’ha causata, ma sul risultato finale.

Se, riguardo in particolare alla sfera economica, uno Stato è forzato ad adottare politiche disallineate con le opinioni e con le richieste della maggioranza degli elettori, senza che ne esista una necessità oggettiva, la democrazia diventa un simulacro privo di contenuto.

E le regole di governance della UE e soprattutto dell’Eurozona generano questo rischio, che spesso e volentieri si è trasformato in un accadimento concreto.

Gli Stati membri della UE sono democratici. Il processo di formazione della UE e dell’Eurozona si è sviluppato rispettando la democrazia.

Ma il risultato finale è stata la generazione di un pesantissimo deficit di democrazia.

 

martedì 1 marzo 2022

Se Hitler non avesse attaccato la Francia

 

Le vicende di questi ultimi giorni hanno rimesso la geopolitica al centro del dibattito, il che porta anche a riflessioni di natura storica.

Per esempio, in merito alla seconda guerra mondiale e a possibili scenari alternativi. Se ne sono elaborati tantissimi, ma che io sappia non quello che descrivo qui di seguito.

Putin e Hitler sono due personaggi sicuramente ben diversi, ma una cosa che li accomuna è che l’Occidente è riluttante (a dir poco) a combattere militarmente Putin, come per tanto tempo lo è stato nei confronti di Hitler.

Certo, alla fine dopo la Renania, dopo l’Austria, dopo la Boemia, dopo la Slovacchia, l’invasione della Polonia fece traboccare il vaso e Francia e Regno Unito dichiararono guerra alla Germania.

Ma, va ricordato, per quasi un anno il conflitto a ovest rimase quasi interamente sulla carta.

Divenne reale quando Hitler aggredì la Francia, nel maggio 1940. Ma la domanda che nessuno si è mai posto (per quanto ne so) è: ne aveva bisogno ?

Il suo obiettivo era a est, e lo sapevano tutti (anche perché lui stesso non ne aveva fatto alcun mistero).

La Francia fu aggredita, si è sempre detto, per non rischiare di combattere, contemporaneamente, una guerra su due fronti: l’incubo dei generali tedeschi prima, durante e dopo la Grande Guerra 1914-1918.

Ma se gli occidentali avevano solo fatto finta di combattere per la Polonia, avrebbero combattuto sul serio per la Russia ? ne dubito molto, molto fortemente.

In realtà non pochi di loro speravano che Hitler liquidasse il bolscevismo. E molti altri che Germania e URSS si indebolissero, o addirittura si distruggessero, a vicenda.

Se tutto questo è vero, e penso proprio che lo sia, anche senza l’attacco preventivo alla Francia l’aggressione tedesca all’URSS non avrebbe prodotto nessuna reazione militare da parte di Francia e Regno Unito.

Certo, resta poi da vedere se in assenza di intervento occidentale Hitler avrebbe sconfitto l’URSS. O se invece l’esito sarebbe stato quello della campagna di Napoleone.

Va anche menzionato che si sarebbe potuto verificare un intervento giapponese a est, e la guerra su due fronti l’avrebbe allora avuta l’URSS. Intervento che però i giapponesi, nella realtà storica, non misero in atto. Probabilmente anche perché memori della guerra di confine (non dichiarata) con l’URSS, conclusa negativamente (per loro) nel 1939.

In sintesi, lo scenario “ucronico” è: la Germania sarebbe riuscita a sconfiggere l’URSS, se avesse lasciato inattivo il fronte occidentale ? e tenuto conto che a quel punto gli USA non sarebbero intervenuti in Europa ?

Gli storici militari stimano che l’80% dello sforzo bellico che condusse alla sconfitta tedesca è attribuibile all’Armata Rossa e solo il 20% agli angloamericani. Naturalmente si può sostenere che quel 20% fu decisivo per far pendere la bilancia dal lato della sconfitta di Hitler.

Una domanda affascinante, a cui, com’è tipico degli scenari di storia alternativa, non c’è risposta certa.

Quello che mi stupisce è che non se la sia posta il mainstream della ricerca storica.