Di tanto in tanto mi viene voglia di scrivere qualcosa su temi che non hanno un granché a vedere (ma forse un po’ sì ?) con la macroeconomia.
Dice un proverbio: “non fare mai del bene al prossimo se non pensi di poter sopportare il peso della sua ingratitudine”. Un pochino cinico forse, ma spesso e volentieri vero.
Il prossimo non è necessariamente riconoscente per quanto di buono hai fatto per lui in passato. O magari lo è a chiacchiere, ma non va oltre quelle.
A volte è addirittura irritato nei confronti del benefattore, perché fa fatica a riconoscere di dovere a qualcuno certe condizioni favorevoli da cui ha tratto profitto.
La maniera migliore per trarre beneficio dalla conoscenza di qualcuno a cui hai fatto del bene in passato, e da cui oggi hai bisogno di qualcosa, è forse la seguente.
Cerca di proporgli la cosa di cui hai bisogno proponendola in termini – e se appena possibile non solo a parole, ma nella sostanza – che diventi un progetto interessante anche per lui / lei.
Naturalmente questo è vero in generale. Allora, che vantaggio c’è nel parlarne a chi ti deve (ti dovrebbe) riconoscenza ?
Il vantaggio – non decisivo ma importante – è che quanto meno ti darà ascolto. Il che non sarebbe scontato se la tua proposta cercassi, tu, di formularla a qualcuno che non ti deve nulla (e magari neanche ti conosce, quindi c’è pure il problema di riuscire a parlargli).
Non è molto, ma
è un punto di partenza. Che non garantisce il risultato, ma quantomeno crea una
possibilità.