Blog dedicato al progetto Moneta Fiscale / Certificati di Compensazione Fiscale - MF / CCF), soluzione per la crisi dell'Eurozona. Progetto reperibile in questo post. Cronistoria degli eventi rilevanti qui. I CCF sono anche noti come Certificati di Credito Fiscale.
mercoledì 29 gennaio 2025
domenica 26 gennaio 2025
Qualcuno mi spieghi
So benissimo che la spiegazione vera non esiste: non c’è niente da spiegare, il concetto è assurdo.
Però mi piacerebbe che qualcuno sapesse rispondere alla seguente domanda.
Come fanno molte persone, tra cui anche parecchie intelligenti, competenti e in buona fede – non tutte stupide, non tutte disinformate – a dare una risposta convincente (almeno per loro stessi) a quanto segue.
Perché mai uno Stato dovrebbe trarre beneficio dal prendere a prestito la moneta che viene utilizzata nel proprio territorio ?
Il concetto è assurdo e quindi una risposta corretta non esiste. Però deve esistere una spiegazione che per quanto sbagliata suoni plausibile, almeno a quelle persone.
Qual è questa spiegazione ?
Post scriptum: volevate una prova ? ecco qui Piergiorgio Odifreddi, che uno stupido certamente non è.
mercoledì 22 gennaio 2025
Il più pesante limite
Qual è il più pesante limite alla crescita economica e alla riduzione delle diseguaglianze, non solo ma soprattutto in ambito UE, non solo ma soprattutto in ambito italiano ?
La convinzione che il normale processo di immissione di strumenti di scambio e pagamento nell’economia generi un debito.
Un debito non si capisce di chi, da ripagare non si sa a chi.
E’ un vincolo del tutto immaginario, ma le decisioni
di politica economica vengono prese come se fosse reale, esistenziale,
essenziale.
domenica 19 gennaio 2025
Annullare il debito pubblico ? no
Il debito pubblico non va annullato. Il debito pubblico è un falso problema. Il debito potenzialmente problematico è quello in moneta straniera. Il debito in moneta nazionale è una semplice e utile forma di impiego del risparmio privato che si crea automaticamente quanto lo Stato introduce moneta nell’economia mediante il deficit pubblico.
L’Italia non deve annullare il debito pubblico in euro. Deve tornare a emettere la sua moneta nazionale – per esempio, moneta fiscale – e introdurre QUELLA nell’economia tramite i deficit pubblici.
Tenuto conto della crescita reale dell’economia e di
un minimo di inflazione, l’incidenza del debito pubblico in moneta straniera –
L’UNICO che può rappresentare un problema – comincerà gradualmente a calare. Smetterà
in poco tempo dall’essere percepito come un rischio e come un vincolo, e in un
periodo di tempo non lungo diventerà completamente irrilevante.
giovedì 16 gennaio 2025
La moneta come strumento di controllo politico
La moneta incorpora due caratteristiche apparentemente così antitetiche da sembrare del tutto contraddittorie. E’, da una parte, un oggetto di uso quotidiano, probabilmente più di qualsiasi altro uno strumento imprescindibile, utilizzato da chiunque, noto a qualsiasi persona e a qualsiasi organizzazione. Ed è però anche un’entità che mette in difficoltà la persona media se gli si chiede di definirla e ancora di più di identificarne le funzioni, l’origine e le modalità di gestione.
Che cosa è esattamente la moneta ?
Chi la crea ?
Chi la gestisce ?
Come si è formata ?
E’ indispensabile che esista ?
Penso che anche persone di ottimo livello culturale e professionale sarebbero in seria difficoltà, se venisse loro chiesto di dare una risposta precisa e circostanziata a queste domande.
I manuali universitari di economia politica, che per qualche oscura (?) ragione tendono a parlare poco di moneta, a trattarla come un fatto di natura acquisito, come fosse l’aria o l’acqua, le rare volte che entrano in tema distinguono tre funzioni fondamentali della moneta:
Unità di conto: è il sistema di misura utilizzato per quantificare crediti, debiti, incassi, pagamenti, patrimoni eccetera.
Intermediario di scambio: barattare beni e servizi è possibile ma poco pratico. Uno strumento di compensazione omogeneo e standardizzato è quindi indispensabile per gestire un’economia minimamente complessa e articolata.
Riserva di valore: la popolazione tende a consumare una parte del proprio reddito e a risparmiarne un’altra parte, e il risparmio può essere accumulato in un’attività finanziaria utilizzabile per spese future. La moneta è una di queste attività finanziarie.
Fin qui tutto abbastanza chiaro. Ma non viene praticamente mai citata una quarta funzione.
La moneta è uno strumento di controllo politico.
Non viene mai citata, eppure è sotto gli occhi di tutti.
Nulla vieta di produrre la moneta a seguito di un accordo tra soggetti privati, tra cittadini e aziende, allo scopo di attivare il funzionamento di un circuito di compensazione multilaterale. Ce ne sono esempi interessanti e ben funzionanti, il WIR in Svizzera, il Sardex in Italia.
Ma in pratica è difficile utilizzarli al di sopra di dimensioni locali. Sono accordi contrattuali tra privati, che valgono nella misura in cui si riesce a creare una sufficiente varietà di interscambio di prodotti, e a tutelare il rispetto degli accordi.
Nella grande maggioranza dei casi la moneta è invece un bene pubblico, nel senso che è lo Stato a imporne il valore e quindi a determinarne l’utilizzo.
E lo strumento tramite il quale se ne impone il valore è la tassazione. Siccome una notevole parte della produzione di reddito è assorbita dal settore pubblico tramite tasse, accise, bolli, imposte dirette, imposte indirette, contributi sociali, se lo Stato prescrive che questi pagamenti debbano essere effettuati mediante una determinata entità, questa entità assume immediatamente valore, anche se il suo costo di produzione è pressoché nullo e la sua funzione d’uso (al di là dell’utilizzo nei sistemi di pagamento, in prima istanza verso lo Stato) è inesistente.
Non è una scoperta recente. “A prince, who should enact that a certain proportion of his taxes should be paid in a paper money of a certain kind, might thereby give a certain value to this paper money”. Lo scriveva Adam Smith nel 1776, e non credo che sia stato il primo ad accorgersene.
Quindi lo Stato è il produttore naturale della moneta, anzi il monopolista naturale della produzione della moneta o quanto meno della maggior parte di essa.
Dovrebbe essere allora evidente che nell’interesse pubblico la funzione di produzione della moneta debba essere monitorata e monitorabile dalla collettività. Essere soggetta a controllo e scrutinio della cittadinanza, con la massima trasparenza concepibile.
E invece, a leggere e ad ascoltare la narrazione degli organi di informazione cosiddetti “accreditati”, per qualche ragione la funzione di emissione monetaria deve restare avvolta in un alone di sacralità, in una cortina di mistero, e soprattutto deve restare al di fuori del controllo dei politici impiccioni e incompetenti, quando non disonesti, e comunque sempre propensi a “comprare consenso con il denaro pubblico”.
Il punto è che i politici possono essere impiccioni, incompetenti, disonesti e propensi a comprare consenso – o meno. Ma sono soggetti a meccanismi di scelta e valutazione mediante libere elezioni. Se crediamo nella democrazia.
Se invece, appunto, uno strumento così importante, così essenziale come l’emissione e il controllo della moneta viene sottratto alla sfera politica, il risultato è metterlo nelle mani di un gruppo di persone magari competentissime (o magari no); ma che non sono state selezionate e confermate al loro posto in funzione della loro capacità di promuovere l’interesse pubblico bensì…
…bensì l’interesse di qualcun altro, o di
qualcos’altro.
lunedì 13 gennaio 2025
Chiarimenti sul debito estero
Il fatto che un paese sia indebitato nei confronti di soggetti esteri è un problema ? una domanda semplice che però riceve risposte spesso confuse, contraddittorie o semplicemente sbagliate. Qualche chiarimento è utile e occorre partire distinguendo varie casistiche.
Debito pubblico in moneta estera detenuto da soggetti esteri: è un potenziale rischio ma non perché siano stranieri i detentori. Il rischio è dovuto al fatto che è straniera la moneta. Lo Stato che si è indebitato potrebbe avere difficoltà ad approvvigionarsi della moneta (emessa da terzi) necessaria per estinguere il debito. Questo non significa che sia SEMPRE un errore per lo Stato emettere debito in valuta. Può avere senso se ad esempio si vogliono effettuare investimenti pubblici che richiedono strutture o tecnologie non disponibili all’interno del paese, e che entità straniere sono disponibili a fornire solo se pagati in altre valute. In questo caso la situazione dello Stato è analoga a quella di un’azienda che si indebita per investire: non è necessariamente sbagliato, dipende da quali investimenti si effettuano. Però di sicuro è più rischioso rispetto a usare soldi propri.
Debito pubblico in moneta nazionale detenuto da soggetti esteri: non è rischioso e non è neanche da considerare un vero debito in quanto lo Stato emittente può sempre emettere moneta per estinguere il debito quando arriva a scadenza. Il default può sempre essere evitato. Naturalmente se il debito si accompagna a un accumulo di deficit pubblici è possibile che si inneschi un eccesso di inflazione. Ma questo dipende dal livello dei deficit, non dal livello né dal detentore né dalla moneta di emissione del debito.
Debito privato in moneta estera detenuto da soggetti esteri: in prima istanza il problema non dovrebbe essere dello Stato ma dei soggetti privati che hanno contratto il debito. E lo sarebbe anche se i creditori fossero nazionali. Il problema può esondare dalla sfera privata alla sfera pubblica se le dimensioni diventano tali da produrre situazioni di dissesto su aziende o su settori produttivi o finanziari così rilevanti da rendere opportuno un intervento pubblico. In questo caso il debito privato diventa pubblico e si ricade nella prima casistica.
Debito privato in moneta nazionale detenuto da soggetti esteri: anche in questo caso si possono creare fenomeni di dissesto sistemico tali da richiedere un intervento pubblico, che però sono molto più facili da gestire perché le passività sono espresse in moneta nazionale. E anche in questo caso non rileva che i creditori siano nazionali o stranieri.
Quale è la sintesi ?
Che il debito realmente pericoloso è quello pubblico in moneta straniera. E quello privato in moneta straniera se raggiunge livelli tali da spingere lo Stato a interventi che lo trasformano in pubblico.
Conta la nazionalità della moneta, non la nazionalità
del creditore.
