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venerdì 23 ottobre 2015

M5S: ti fidi o non ti fidi ?



A quasi tre anni di distanza dal boom elettorale del 2013, M5S è ancora un oggetto misterioso per quanto attiene alla sua capacità di governare a livello nazionale. E questo è comprensibile e forse inevitabile, visto che al governo ancora non c’è arrivato.

In particolare sulle tematiche relative alle economia e, soprattutto, all’Eurosistema, gli viene spesso imputata una serie di ambiguità di fondo. Ha realmente compreso che il rapporto tra eurogovernance e crisi economica ? sa come procedere ? se vuole l’uscita, perché pensa di arrivarci tramite un referendum (che implica complicazioni e incertezze altissime) ?

D’altra parte è un movimento che non ha una leadership identificata in una persona. O meglio ci sono i due fondatori-ispiratori, Casaleggio e Grillo, che però non ricoprono cariche politiche, e non si candidano a essere né ministri né tantomeno capi di governo.

Per quanto mi riguarda, ritengo che l’elemento di giudizio chiave sarà la definizione della squadra di governo. Da qualche mese è stato reso noto che alle prossime elezioni politiche (quindi nel 2018, non credo prima) il M5S si presenterà avendo definito quali persone ricopriranno (in caso di successo, ovviamente) le posizioni chiave. Ci saranno quindi, presumibilmente, un candidato primo ministro, un candidato ministro dell’economia, ministro degli interni, ministro degli esteri, ministro della difesa, eccetera.

Ritengo quindi che il giudizio si debba fondare sulle caratteristiche, sulla credibilità, sulla competenza, e sulle affermazioni che, nell’imminenza delle elezioni, sentiremo formulare da queste persone. In particolare, in merito all’eurocrisi, da quello che dirà il candidato ministro dell’economia: ne avrà chiare le origini, le modalità di soluzione, le possibili varianti sul tema ?

Delle ambiguità e delle affermazioni discordanti per ora non mi preoccupo più di tanto. Non mi entusiasmano, ma d’altra parte ce ne sono anche nel PD, nella Lega, in Forza Italia, in effetti in qualsiasi schieramento politico. In parte sono anche frutto delle circostanze che mutano, delle tante teste che compongono un movimento di ampia dimensione, del fatto che quando si comunica essere travisati e non riuscire a essere totalmente coerenti è inevitabile (ammesso che un politico possa, voglia, o debba essere coerente…).