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sabato 13 giugno 2026

Patrimoniale e diseguaglianze

 La patrimoniale si può anche fare. Ma le crescenti diseguaglianze sono dovute a un altro fattore: l'insufficiente circolazione di potere d'acquisto, quindi di domanda, che svilisce il lavoro.



domenica 7 giugno 2026

Patrimoniale e vino

 Il problema di chi propone la patrimoniale è non distinguere tra benestanti e straricchi.



martedì 1 dicembre 2020

Perché non mi piace la patrimoniale LEU

 

Sono favorevole a un sistema di tassazione progressivo, da adottare in forma anche molto pronunciata non solo per i redditi ma anche per i patrimoni. Ma la proposta LEU, quantomeno nei termini in cui è descritta in questo articolo - no, non mi convince.

Intanto una considerazione di carattere generale. Si parla molto (tema menzionato anche nell'articolo) di iniquità nella distribuzione mondiale della ricchezza, citando i casi di individui i cui patrimoni si misurano in decine se non, ormai, in centinaia di miliardi.

E poi, da lì si arriva a proporre una patrimoniale che agisce a partire da… 500.000 euro. I “super-ricchi”, i “grandi patrimoni” da colpire, in altri termini, in qualche modo accostati a Jeff Bezos e a Bill Gates, o per restare in Italia a Ferrero o a Del Vecchio, comprendono persone che possiedono una casa e un po’ di risparmio in banca.

Vedo quindi un problema di soglia minima. Che mi suonerebbe molto meglio se fosse decisamente più alta di 500.000 euro.

Per la verità, leggo anche che a fronte della patrimoniale “generale” verrebbero eliminate alcune patrimoniali “specifiche” quali l’IMU sulle seconde case e i bolli su conti correnti e depositi di titoli in banca. Che colpiscono anche persone non particolarmente facoltose.

E questo mi suona meglio. Però l’articolo menziona una stima di gettito pari a 18 miliardi. Stiamo parlando allora di gettito LORDO, o di gettito AL NETTO delle minori tasse eliminate ?

Ho il sospetto che l’ipotesi corretta sia la prima. Allora la domanda che mi pongo immediatamente è: abbiamo capito che la necessità, la priorità, non è punire i (presunti) ricchi, ma METTERE soldi nell’economia - e non TOGLIERLI ?

E non mi va bene una dichiarazione di principio, non qualificata e non precisata, tipo “i 18 miliardi sono maggior gettito netto e quindi sono risorse in più che andranno ai meno abbienti e al rilancio dell’economia”.

Voglio vedere, nel MEDESIMO progetto di legge, quali provvedimenti – a fianco della patrimoniale – vengono IMMEDIATAMENTE E CONTESTUALMENTE introdotti per utilizzare quei soldi a vantaggio delle fasce sociali disagiate, nonché per il rilancio della domanda, della produzione e dell’occupazione. 

Meglio, molto meglio ancora, voglio vedere soldi IMMESSI in misura SUPERIORE a quanto TOLTO per effetto della patrimoniale.

A queste condizioni se ne può parlare.

Altrimenti, per favore, lasciamo perdere.

 

mercoledì 29 aprile 2020

La follia della megapatrimoniale


In queste problematiche, surreali giornate, sta circolando la voce della “inevitabilità” di una megaimposizione patrimoniale, che colpirebbe i cittadini italiani.

Si dice: i CCF non vengono capiti / accettati. La rottura dell’euro non ci si rassegna ad attivarla. Per cui ?

Per cui, una patrimoniale da centinaia di miliardi è “l’unica altra possibilità per risolvere la situazione”.

Allora, chiariamoci le idee: una megapatrimoniale non risolve nessuna situazione. Devasta totalmente l’economia italiana, getta in povertà altri milioni di persone, produce ulteriori decine (o centinaia) di migliaia di fallimenti, fa saltare in aria il sistema bancario e il sistema assicurativo.

E dopo che tutto questo è avvenuto ? dopo, la rottura dell’euro è comunque inevitabile.

La megapatrimoniale non è una soluzione, è una follia.

Se poi mi dite che di follie se ne sono già viste tante e quindi non se ne può escludere una in più, posso essere d’accordo.

Il MES è una follia.

Il Fiscal Compact è una follia.

Il bail-in dei risparmi in banca è una follia.

E la follia più grande di tutte è l’euro.

Dopo tante follie, nessuno – purtroppo – può essere certo che non ne mettano in atto un’altra ancora. Ma non è una soluzione. E’ il passo che conduce – rapidissimamente – alla deflagrazione del sistema.

Se invece vogliamo immaginare una strada che porta a un sistema sostenibile, e minimamente sensato, le vie sono altre.

La BCE che garantisce (non formalmente ma di fatto) i debiti pubblici.

I CCF o forme equivalenti di strumenti monetari paralleli all’euro.

O lo scioglimento dell’euro medesimo.

Queste sono soluzioni.

La megapatrimoniale è il tasto di autodistruzione del sistema.