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venerdì 18 luglio 2014

Tutto confermato per Ferrara

Come già preannunciato qui: giovedì 24 luglio alle 21.
 
Di seguito i link:
 
alla pagina di presentazione dell'evento su ferraraitalia
 
alla pagina facebook di ferraraitalia
 
e alla pagina eventi di facebook

sabato 5 luglio 2014

Dibattito a Ferrara: si scaldano i motori…


Poi vi confermo tutto, comunque data, ora e località del dibattito sono previsti come segue:

 

24 luglio 2014, ore 21

Sala della musica di Via Boccaleone, Ferrara

All’interno del chiostro di San Paolo, circa 250 metri dal palazzo comunale.

 

Partecipanti previsti: Luigi Marattin, Marco Cattaneo e Giovanni Zibordi.

 

Nel frattempo Luigi Marattin ha rilasciato questa intervista a Sergio Gessi di www.ferraraitalia.it: Sergio la definisce “imprevista apertura di credito” (rispetto, si capisce, a giudizi espressi precedentemente). Il che forse deluderà chi si aspetta un duello all’OK Corral. Io mi attendo invece un proficuo confronto e scambio di opinioni, e il curriculum di Marattin mi rende ottimista sul fatto che così sarà.

Comunque qualche annotazione su quanto dichiarato a fine intervista da Marattin ve la anticipo:

LM: “Immaginiamo che io sia lo Stato e nell’economia ci siano solo due consumatori, A e B. Io emetto un titolo di 20.000 euro, e lo do a B. A se lo compra per 18.000 euro. Ma se è vero che ora B ha 18.000 euro di liquidità in più, è altresì vero che A ha 18.000 euro in meno… l’effetto aggregato è quindi nullo. Come dicevo, è solo un gioco delle tre carte. Del resto, anche in economia “nulla si crea e nulla si distrugge” o meglio “nessun pasto è gratis”.

SG: “E’ altresì verosimile che B induca A a scongelare 18.000 euro che A avrebbe trattenuto come riserva, con l’effetto che sul mercato vengono emessi 18.000 euro che altrimenti sarebbero rimasti immobilizzati”.

LM: “E che ne sai ? E se invece A li avesse spesi ? In realtà sono sempre quei soldi che il governo (o la banca centrale) ha immesso nel sistema economico all’inizio. Ma allora tanto vale ridurre le tasse per quell’ammontare (con interventi di politica fiscale) o aumentare la base monetaria di quell’ammontare (politica monetaria). Null’altro al di fuori di questo”.

 

Già qui avevo trattato abbastanza estesamente dubbi di questa natura. Il punto fondamentale è che chi riceve 20.000 euro in CCF, equivalenti nell’ipotesi a 18.000 in euro, ha UN EFFETTIVO ARRICCHIMENTO. Chi compra i CCF contro cash non fa nient’altro che modificare il suo portafoglio di attività finanziarie, e NON HA NESSUN IMPOVERIMENTO.

Certamente, se al maggior valore di CCF in circolazione non corrispondesse nessun incremento della produzione di beni e di servizi, questo maggior potere d’acquisto si tradurrebbe esclusivamente in crescita di prezzi (inflazione). Ma l’economia italiana oggi soffre di fortissimi livelli di disoccupazione, quindi di sottoutilizzo di capacità produttiva. Il maggior potere d’acquisto stimolerà quindi maggiore produzione, e di conseguenza maggior reddito reale, non inflazione.

Il punto finale di Marattin, che lo stesso effetto si otterrebbe riducendo le tasse, o emettendo moneta (diretta, aggiungo io, ad incrementare la domanda di beni e servizi, non a erogare credito che, se manca potere d’acquisto, nessuno è interessato a contrarre) lo condivido, invece, totalmente.

Ma i CCF servono proprio a superare il problema della moneta unica: se 18 paesi utilizzano la stessa moneta, questi interventi di stimolo della domanda servono di più in certi paesi e di meno (o per niente) in altri. E se lo sgravio fiscale viene finanziato non da moneta ma da debito pubblico, abbiamo il problema che ha portato alla creazione del Fiscal Compact: i paesi in difficoltà accrescono, nell’immediato, il debito, e gli altri (leggi Germania…) temono di dovere, alla fine, pagare i debiti altrui – o di subire le conseguenze di default e dissesti che colpiscono gli altri stati, e i loro sistemi finanziari (che sono i principali acquirenti del debito nazionale).

Allora, perché la proposta CCF è risolutiva ? perché si emette una forma di moneta NAZIONALE, che è accettata SOLO dallo stato emittente (non da tutti e 18 come l’euro). E che però non può generare nessun default e nessun dissesto, perché lo stato emittente si impegna ad accettarla per saldare obbligazioni finanziarie nei suoi confronti (tasse in primo luogo) ma NON a rimborsarla in euro. Appunto per questo NON si tratta di debito. E non interferisce con gli obiettivi di contenimento del deficit e del debito pubblico contemplati dal trattato di Maastricht e dal Fiscal Compact.

Non solo non interferisce con questi obiettivi, in realtà: E’ LA SOLA VIA PLAUSIBILE (per quanto so e per quanto mi riesce di immaginare) PER RISPETTARLI.

lunedì 30 giugno 2014

Cialtronate & soluzioni

Poi non dite che su questo blog pubblico solo i commenti favorevoli... la presentazione di Ferrara ha avuto eco sui media online locali, scatenando anche reazioni verbali alquanto vivaci.
Claudio Bertoni si sta attivando per organizzare il dibattito pubblico di cui si parla in questo secondo articolo.
Vi tengo aggiornati...