Due mesi dopo le
elezioni, la formazione del nuovo governo è un rebus ancora irrisolto. Non si
può escludere nulla, ma le probabilità che si riaprano spazi per un accordo tra
M5S e Centrodestra appaiono decisamente basse.
L’ipotesi è
caduta sulla pregiudiziale M5S contro l’ingresso di Forza Italia nella
coalizione, o per essere più esatti sul veto a Silvio Berlusconi.
Ho già spiegato qui perché lo ritengo un errore: in sintesi, SB come persona non è eleggibile,
non può ricoprire alcuna carica di governo, e non è nemmeno un parlamentare.
Forza Italia risponde a lui, certo: ma Forza Italia avrebbe un potere di
condizionamento molto basso, perché i suoi voti non sono decisivi per la
maggioranza.
Di fronte a
queste considerazioni, più di un elettore M5S mi ha obiettato che SB ha
comunque una grossa influenza su Matteo Salvini e sulla Lega, anzi un vero e
proprio potere di ricatto. E qui ritornano a galla le illazioni sul fatto che
il marchio della Lega sarebbe stato venduto anni fa a SB, su debiti da lui
pagati per conto della Lega, e simili.
Le definisco
illazioni perché di provato, a quanto mi risulta, non c’è nulla. Ma se anche qualcosa
o molto di vero ci fosse, mi pare il caso di sottolineare che come motivazione per
accettare (da parte del M5S) un accordo con la Lega (e Fratelli d’Italia ?) ma solo escludendo Forza Italia, non
regge.
Perché ?
semplice: se SB è in grado di condizionare, per non dire di ricattare, Salvini,
lo può fare anche stando al di fuori
della maggioranza di governo. Il M5S avrebbe quindi dovuto escludere
tassativamente anche l’ipotesi di accordo con la sola Lega. Su cui invece si è
ragionato a lungo.
La posizione M5S
mi riesce, quindi, incomprensibile. Mentre da quella di Salvini si può magari
dissentire, ma le motivazioni sono forti e chiare: (1) far partire un governo
con una maggioranza solida (CDX + M5S) e non risicata (M5S + Lega) (2)
mantenere fede a un accordo preso in campagna elettorale (3) evitare problemi alle
molte amministrazioni locali dove il CDX governa unito (4) sedersi al tavolo
del negoziato come leader di una coalizione che pesa il 37%, non di un partito
che conta solo il 17%.
E’ un grossissimo peccato che questa strada, salvo sorprese, non possa essere riaperta. Le
convergenze potenziali, in particolare sui temi economici, avrebbero potuto
(potrebbero ?) rivelarsi molto, molto interessanti. Il M5S si è dotato di un
qualificato gruppo di potenziali ministri economici (Fioramonti – Roventini –
Tridico). Il dialogo con Borghi e Bagnai poteva (può ?) essere parecchio
fruttuoso.
A partire,
naturalmente, dalla rimozione dei vincoli dell’Eurosistema via strumenti
fiscali “quasi-monetari” (integrando CCF e Minibot…).
Se per
sconfiggere Hitler ci si è alleati con Stalin, ha veramente senso lasciar
cadere una enorme opportunità di rilancio dell’economia italiana per non
voler concedere a Berlusconi di salvare la faccia ?
Io non lo credo.
Ma così è andata… o almeno a tutt’oggi (venerdì 4 maggio) così pare.