Si commentava, nei
giorni scorsi, un articolo apparso sul Foglio. L’autore mi sembra essere uno tra i parecchi opinionisti
che ha in forte antipatia lo posizione cosiddetta “NoEuro”: cosa in sé
legittima, ovviamente, che spinge tuttavia lui e altri, ogni volta che – ad
esempio – Grillo o Salvini parlano dieci minuti e non menzionano l’euro (perché
stanno parlando d’altro, d’immigrazione o di reddito di cittadinanza, magari) a
balzare in piedi al grido di “ecco ! hanno cambiato idea !”
Dietro a tutto
questo c’è un equivoco che sarebbe utile chiarire. Che cos’è un NoEuro ?
Se NoEuro è solo
ed esclusivamente chi vuole il breakup immediato e deflagrante della moneta
unica, e non vede e non accetta di prendere in considerazione alcuna
alternativa – i NoEuro in questa accezione probabilmente non esistono.
La distinzione
rilevante, a mio parere, è un’altra. E’ tra chi:
è pronto a
intraprendere, ANCHE UNILATERALMENTE, una strada che porta all’uscita dai
vincoli dell’Eurosistema,
e chi invece
critica
l’Eurosistema ma ritiene che nessuna azione possa essere attuata se non in modo
concordato con la UE, la BCE, i partner dell’Eurozona eccetera eccetera.
La mia posizione è
la prima delle due sopracitate. Se questo è essere NoEuro, mi riconosco come
tale. Dopodiché c’è un tema di modalità pratiche, che è importante, anzi
fondamentale: proprio da lì prende le mosse la proposta CCF, finalizzata a
raggiungere l’obiettivo, appunto, senza far deflagrare nulla.
Detto ciò,
chiaramente qualsiasi “unilateralista” che non sia un fanatico squilibrato,
alla domanda “accetteresti di discutere una soluzione concordata, se i partner
dell’Eurozona se ne dichiarassero disponibili” risponde affermativamente. Di
Maio per esempio tempo fa ha affermato che, a suo parere, avverrà proprio
questo, se un governo italiano si mostrerà deciso a percorrere una via
autonoma. Salvini direbbe invece (penso) “certo che sì, ma non ci credo”.
Il dato di fatto
politico, comunque, mi sembra essere che due schieramenti – M5S e centrodestra –
che complessivamente valgono il 60% dell’elettorato, oggi manifestano la
volontà / disponibilità ad attuare azioni unilaterali.
Sono quindi NoEuro
nel senso di cui sopra. Detto ciò, alla luce di quanto detto, la definizione
NoEuro probabilmente non è né la più precisa né la più opportuna. Io ne userei
un’altra, ma mi rendo conto che “EuroRiformatoriAncheUnilateralistiSedelcaso”
(ERAUS ??) sul piano della comunicazione non è probabilmente il massimo. Graditi
suggerimenti…
Molto più importante, comunque, è il dato del 60%
sopra citato. Un livello molto significativo, che personalmente mi spinge a
considerazioni ben diverse rispetto all’articolista del Foglio.
NB HERAUS (con l'acca davanti) in tedesco significa "fuori". Giuro che me ne sono ricordato solo dopo essermi inventato l'acrostico. Forse non è così male...