Trovate qui un
articolo di Mark Blyth e Eric Lonergan, pubblicato sul sito “Foreign Affairs”, e
in corso di traduzione (qui la prima parte) a cura di “Voci dall’estero”. Il
tema è quello di un’azione diretta, da parte delle banche centrali, per
immettere potere d’acquisto nell’economia mediante distribuzione di liquidità
(di soldi, in altri termini) agli individui.
Avevo spiegato pochi giorni fa perché l’uscita dalla crisi richiede questo tipo di azione,
mentre per ora la BCE ha varato solo progetti di agevolazione del credito: i
quali avranno effetti del tutto trascurabili perché portano alla fontana un
cavallo che non vuole bere.
Alcune
riflessioni.
PRIMO, un’azione
di questo genere rientrerebbe in effetti, a pieno titolo, nel mandato BCE. La
Banca Centrale Europea ha il compito di mantenere l’inflazione a livelli “inferiori
ma vicini” al 2%. L'inflazione è, invece, scesa nettamente al di sotto di quel livello, e
continua a diminuire. Il modo più rapido e sicuro per invertire la tendenza è
quello di aumentare la spesa: e se non lo fanno gli stati, mettere gli
individui nella condizione di spendere di più è proprio quanto consente alla
BCE di raggiungere i suoi obiettivi.
SECONDO, l’effetto
“collaterale” di questa azione sarebbe quello di produrre una forte ripresa di
PIL e occupazione nell’Eurozona. Cioè di portarla fuori dalla depressione…
TERZO, esiste il
problema delle differenze di competitività tra i paesi dell’Eurozona. Maggior
potere d’acquisto nel sud dell’Eurozona significherebbe una crescita delle
importazioni e quindi il riformarsi dei deficit nei saldi commerciali che hanno
raggiunto livelli rilevanti, per essere poi sostanzialmente azzerati, a
partire dal 2011, a seguito delle politiche di austerità. Ma questo problema
può essere superato senza difficoltà facendo sì che la BCE non eroghi denaro
solo agli individui, ma anche alle aziende dei paesi dell’Eurozona Sud, in
funzione dei costi di lavoro da esse sostenuti. In pratica, questo abbasserebbe
il costo del lavoro per le aziende, con effetti di riallineamento della competitività simili a quelli di una svalutazione.
QUARTO,
naturalmente la Germania riterrebbe iniqua un’azione di erogazione di moneta
senza contropartita rivolta esclusivamente all’Eurozona Sud. Ma anche qui c’è un
modo molto semplice per superare questo problema. Se cittadini e aziende
italiane ricevono moneta in quantità pari, ad esempio, al 10% del PIL, moneta
pari a una medesima percentuale del PIL tedesco può essere emessa dalla BCE e
da essa utilizzata per acquistare ed annullare debito pubblico della Germania.
In altri termini, i paesi che hanno un deficit di domanda e di competitività
ricevono moneta per azzerarlo. Gli altri ricevono moneta per ridurre il debito
statale.
QUINTO (parecchi
di voi l’avranno già intuito…) questa è la via per attuare la Riforma Morbida tramite l’azione della BCE. Altrimenti, ci sono i Certificati di Credito Fiscale…