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martedì 22 giugno 2021

Crediti fiscali: disegni di legge in discussione al Senato

Grazie, ancora una volta, al lavoro degli infaticabili Francesco Chini e Thomas Vaglietti, trovate qui allegati gli elementi base dei vari disegni di legge in fase di esame e discussione presso la Sesta Commissione Finanze e Tesoro del Senato, in materia di compensazione dei crediti fiscali come strumento di sostegno all'economia.

domenica 25 aprile 2021

Cronistoria della Moneta Fiscale - aggiornamento aprile 2021

A cura di Francesco Chini e Thomas Vaglietti, i passaggi più significativi del progetto Moneta Fiscale / CCF, aggiornamenti alla data odierna. A questo link.

lunedì 19 aprile 2021

Video: la MMT e i Buoni di Sconto Fiscale

Un lungo (due orette...) e spero interessante dibattito organizzato da Economia Italia, in collaborazione con Sottosopra.

Nella prima mezz'ora Francesco Chini presenta i capisaldi della MMT (il pdf della sua presentazione lo trovate a questo link).

Segue un confronto (direi vivace) tra me e Matteo Fatale, con interventi del moderatore Umberto Bertonelli.


Il video è reperibile anche via link, qui.

martedì 20 ottobre 2020

CCF e Moneta Fiscale: la cronistoria

Notevole lavoro di Francesco Chini e Thomas Vaglietti, qui in allegato: gli eventi fondamentali che hanno caratterizzato, da otto anni a questa parte, lo sviluppo del progetto CCF - Certificati di Compensazione Fiscale / Moneta Fiscale.

martedì 15 settembre 2020

17 settembre ore 21: presentazione dei CCF a San Marino

Trovate a questo link (e grazie a Francesco Chini) la descrizione dell'evento di presentazione dei CCF Sammarinesi, in programma per dopodomani (giovedì) in serata.

I CCF Sammarinesi sono un progetto di legge in avanzata fase di esame e discussione.


domenica 24 maggio 2020

sabato 1 giugno 2019

I CCF sono un "gimmick" ? intendiamoci...


Sabato scorso si è tenuto a Milano un convegno, organizzato agli amici di Sottosopra, che ha visto tra i relatori Sergio Cesaratto, Warren Mosler, Marco Veronese Passarella, e Randall Wray.

Non ho potuto presenziare, ma Francesco Chini mi ha riferito di aver sintetizzato per sommi capi il progetto Moneta Fiscale / CCF a Randall Wray. Il quale ha commentato qualcosa nel tipo “it sounds like a gimmick”.

Non essendoci, non posso giudicare se il commento sia stato formulato in un tono che lasciava intendere “sono scettico”, o “sono sorpreso”, o “bisogna rifletterci”, o altro ancora.

Mi limito a qualche considerazione. Che cosa vuol dire “gimmick” ? e i CCF possono essere definiti tali ?

Prendiamo le definizioni e le traduzioni proposte da wordreference.com, un dizionario / vocabolario online che utilizzo parecchio, anche per lavoro.

Le accezioni che vengono proposte per “gimmick” sono due, tra loro abbastanza differenti.

Gimmick = trick, catch = trucco, strategemma, espediente.

Gimmick = clever device = aggeggio, arnese (ma anche, anzi letteralmente: “intelligente strumento”).

Ovviamente il mio giudizio è di parte (!) ma mi pare proprio che i CCF non siano un “trick”, bensì un “clever device”.

Lo confermano gli studi approfonditi dei trattati e dei regolamenti UE (vedi qui, ma tornerò sul tema in uno dei prossimi post), effettuati dal Gruppo della Moneta Fiscale (Biagio Bossone – Marco Cattaneo – Massimo Costa – Stefano Sylos Labini).

E l’utilizzo dei CCF è proposto sulla base di alcune semplici considerazioni.

I debiti pubblici dei paesi appartenenti all’Eurozona non sono garantiti da una potestà di emissione monetaria. Quest’ultima è demandata alla BCE, a cui i trattati impediscono di fornire garanzie esplicite e illimitate.

Formalmente neanche (per esempio) la Federal Reserve garantisce incondizionatamente il debito federale USA, ma l’eventualità che la Fed consenta un default degli USA è considerata (a ragione) pura fantascienza.

I debiti sovrani degli stati membri dell’Eurozona incorporano invece un reale rischio di default: tanto è vero che uno stato membro, la Grecia, è andato in default. Il rischio non è teorico: si è già concretizzato.

E’ corretto e giusto che sia così ? no, è uno – probabilmente il più grave – dei difetti strutturali dell’Eurosistema.

E’ possibile cambiare questa situazione, ottenendo una garanzia incondizionata sui debiti sovrani, de jure o de facto, da parte della BCE ? No, è una proposta che non vale nemmeno la pena di formulare. Non sarebbe discussa, anzi nemmeno esaminata. La BCE e la UE la considererebbero “non ricevibile e non ricevuta”.

Dati questi presupposti, che strada si può percorrere ?

Emettere un’attività finanziaria (il Certificato di Credito Fiscale) che non è debito ai sensi dei trattati e dei regolamenti UE (non rientra nel Maastricht Debt) e che, non essendo soggetta a impegni di rimborso cash, non comporta il rischio di essere forzati al default.

Vedi qui per avere conferma che il Maastricht Debt non comprende i crediti fiscali.

L’utilizzo dei CCF consente di rilanciare domanda, competitività, produzione e occupazione, di bloccare l’incremento del Maastricht Debt e di avviarne la progressiva riduzione in percentuale del PIL.

E’ un “gimmick” ? lasciatemi essere immodesto: sì, nel senso che è un “clever device”.

martedì 23 aprile 2019

Aggiornamento Progetto Moneta Fiscale / CCF

La più recente versione del Progetto Moneta Fiscale / CCF, aggiornata sulla base dell'ultimo DEF, è disponibile tramite questo link.

Grazie a Francesco Chini per la consueta consulenza informatica.

mercoledì 8 novembre 2017

Risolvere le disfunzioni dell'eurosistema

Presentazione che utilizzerò per il convegno del prossimo sabato, 11 novembre, a Vicenza (veniteci se siete in zona, o se avete occasione di passarci !)

Qui le slides (grazie a Francesco Chini per la collaborazione).

giovedì 13 aprile 2017

Intervento al convegno Attuare La Costituzione - il transcript

Grazie a Francesco Chini, che si è sobbarcato la faticaccia di trascrivere il mio intervento (e anche tutti gli altri della giornata !) e a Bottega Partigiana che li sta pubblicando sul suo sito.

sabato 5 marzo 2016

Demurrage e dintorni

Fabrizio Vanzan e Francesco Chini, attivisti–divulgatori della Mosler Economics, mi hanno sottoposto alcune idee ed elementi di riflessione in merito alla possibile emissione di CCF “deperibili”: che poi è un applicazione del demurrage teorizzato e proposto, in particolare, da Silvio Gesell.

Nelle parole di Fabrizio:

“…l’esistenza stessa di scadenze ed importi variabili, peraltro decrescenti, renderebbe più “complessa” la contabilizzazione del debito, ergo potrebbe facilitare l’emissione dei CCF senza iscrizione al passivo…”.

Fabrizio e Francesco si preoccupano qui del trattamento contabile dei CCF, cioè del fatto che siano da computare ai fini del calcolo di deficit e debito pubblico nel momento in cui vengono emessi.

A me, tuttavia, appaiono molto persuasivi gli argomenti sintetizzati in vari post, questo e questo in particolare, nonché le verifiche che abbiamo effettuato (soprattutto grazie al lavoro di Massimo Costa) alla luce di trattati UE e regolamenti Eurostat. La natura non debitoria del CCF mi sembra argomentata e riscontrata in modo molto convincente.

Ancora più rilevante è il concetto che il progetto CCF, integrato dalle clausole di salvaguardia non-procicliche, permette l’avvio di una forte ripresa economica senza che, in nessuna circostanza plausibile, il debito pubblico che può causare un evento di default (o, alternativamente, che deve essere garantito dalla BCE) sia mai destinato ad aumentare in rapporto al PIL. Vedi questo post per alcune considerazioni sul tema.

Se il governo italiano (o di qualsiasi altro stato membro dell’Eurozona) ha la volontà politica di uscire dai vincoli dell’austerità e di avviare una forte ripresa, con il progetto CCF può farlo. E nello stesso tempo consegue tutti i risultati sostanziali che il Fiscal Compact e gli altri meccanismi di funzionamento dell’Eurosistema si propongono di ottenere (senza peraltro riuscirci, nel contesto attuale): ridurre i rischi di insolvenza sul debito pubblico, e l’ammontare delle relative garanzie.

Se questa volontà politica non esiste, è un altro discorso… ma a quel punto non sblocchiamo certo la situazione utilizzando varianti tecniche.

Aggiungo che il demurrage è un’idea sulla quale ho sempre avuto parecchie perplessità. Una moneta che perde di valore nel tempo ha un valore economico, mi pare, molto inferiore al suo importo facciale di partenza, il che riduce di parecchio la valenza espansiva della sua emissione ed assegnazione.

E sull’effetto espansivo del puro e semplice incremento della velocità di circolazione mi pare che ci sia un equivoco, per i motivi che spiegavo nel post linkato.

A quanto mi risulta, in effetti, la moneta complementare credo di maggior successo mai emessa (e tuttora attivamente circolante), il WIR elvetico, prevedeva inizialmente un meccanismo di demurrage, e l’ha poi abbandonato.


Ma forse mi sfugge qualcosa, in particolare su quest’ultimo tema. Graditi commenti !