venerdì 9 novembre 2018

Gli equivoci sulla sovranità monetaria


Un recente articolo di Frances Coppola, nota commentatrice di temi economici, ha suscitato un ampio dibattito e anche provocato una certa sorpresa, quantomeno in alcuni lettori.

La sorpresa sta già nel titolo: “The Myth of Monetary Sovereignty” ci si sarebbe aspettati di vederlo utilizzato da un sostenitore dell’eurosistema, non da questa autrice che è, al contrario, una fervente eurocritica.

La mia opinione, comunque, è che siamo in presenza di equivoci abbastanza consueti, ma in definitiva anche abbastanza facili da chiarire, in merito al ruolo e alla valenza della sovranità monetaria (definita come la potestà di uno stato di emettere una propria moneta).

Per comprendere questi equivoci, una via molto efficace è rileggere l’attacco di un famosissimo pezzo di Michal Kalecki, “Political Aspects of Full Employment”, che già nel 1943 affermava con grande chiarezza che

“A solid majority of economists is now of the opinion that, even in a capitalist system, full employment may be secured by a government spending programme, provided there is in existence adequate plan to employ all existing labour power, and provided adequate supplies of necessary foreign raw-materials may be obtained in exchange for exports”.

I benefici potenziali della sovranità monetaria emergono già chiaramente dal paragrafo sopra citato.

La sovranità monetaria consente di ottenere il pieno impiego delle risorse produttive a disposizione, purché il governo immetta nell’economia un adeguato (e correttamente allocato) livello di risorse finanziarie, e purché si rispetti il vincolo dell'equilibrio nei saldi commerciali esteri (“adeguate forniture di materie prime estere possano essere ottenute in cambio delle esportazioni”).

Che cosa si sta dicendo ? che la sovranità monetaria è lo strumento a disposizione dello Stato per ottenere il pieno impiego, ma ovviamente non è l’albero degli zecchini d’oro: non consente di produrre più di quanto le risorse fisiche del paese (in particolare, la risorsa-lavoro) permettano.

E che anche in presenza di sovranità monetaria, debbano essere mantenuti in equilibrio i saldi commerciali esteri, perché altrimenti il paese accumulerebbe indebitamento verso l’estero, denominato in una moneta straniera (diversa, cioè, da quella che il paese stesso emette).

Il vincolo dei saldi commerciali esteri in equilibrio è decisamente meno stringente se lo stato in questione emette una moneta che è universalmente accettata per i pagamenti internazionali. Questa situazione – quella, oggi, degli USA, e di nessun altro paese (perlomeno, non in misura comparabile) - rende molto meno critico l’accumulo di debito estero (perché lo si accumula in moneta nazionale, non straniera).

Va anche aggiunto che consumare sistematicamente più beni e servizi di quanti se ne producono genera comunque, a lungo andare, il rischio di erodere la struttura produttiva del paese. Ma non c’è comunque dubbio che il vincolo di equilibrio nel commercio estero sia molto più lasco per gli USA che per chiunque altro

Per il “chiunque altro”, tuttavia, cioè per qualsiasi stato diverso dagli USA, valgono entrambi i concetti impliciti in quanto afferma Kalecki:

Un adeguato programma di spesa pubblica netta NON consente a un paese di generare più reddito di quanto consentito dalla sua capacità produttiva – MA è lo strumento adeguato per evitare il sottoutilizzo delle sue risorse produttive (sottoutilizzo che implica disoccupazione e sottoccupazione).

Nello stesso tempo, tuttavia, generare sistematicamente deficit commerciali implica (sempre salvo il caso degli USA) accumulo di debito in moneta estera: il che è rischioso.

Detto questo, se uno Stato non emette la sua moneta, che cosa accade ? che TUTTO il debito del paese, pubblico e privato, per definizione è in valuta estera ! Quel paese si trova inevitabilmente in una situazione che presenta un grosso potenziale di pericolosità.

Uno Stato che emette la propria moneta, al contrario, non ha necessità di indebitarsi in valuta, e in particolare non ha bisogno di emettere titoli di debito pubblico in moneta estera.

Occorre comunque porre attenzione al debito privato in moneta estera, situazione in cui una serie di operatori si verranno a trovare se i saldi commerciali esteri sono tendenzialmente deficitari. Ma per la verità, anche con saldi complessivamente in equilibrio, ci saranno aziende che accumulano surplus di valuta e aziende che accumulano deficit, quindi che si indebitano.

Il debito privato in moneta estera è anch’esso un problema, perché può destabilizzare aziende nonché (anche e soprattutto) banche e intermediari finanziari, il che in condizioni sfavorevoli pone il governo nella condizione di accettare che si creino situazioni di dissesto, oppure di intervenire con azioni di sostegno. Due alternative entrambe alquanto complicate, sgradevoli e (a dir poco) difficili da gestire.

Tiro le mie conclusioni.

La sovranità monetaria, o per meglio dire l’estrema utilità della sovranità monetaria, è tutt’altro che un mito. Privarsene rischia di creare guai molto, molto grossi.

Detto questo, anche in presenza di sovranità monetaria, saldi commerciali esteri in equilibrio sono un obiettivo di assoluto rilievo per l’azione di politica economica del governo.

Limitare i movimenti di capitali è necessario ? de minimis, è necessaria un’azione da parte delle autorità per evitare che singole entità aziendali o bancarie, di dimensione e rilevanza sistemica, accumulino eccessi di passività in valuta, per ragioni commerciali o (ancora di più) a seguito di transazioni finanziarie.

La sovranità monetaria dà certezza che questi obiettivi vengano raggiunti ? evidentemente no, PERO’ fornisce gli strumenti di prevenzione (flessibilità del cambio, detassazione delle produzioni interne), e/o d’intervento successivo (sostegno ad aziende di importanza sistemica), senza le quali stabilizzare il sistema, evitare le crisi o comunque risolverle con rapidità ed efficienza diventa molto, ma molto più difficile.

La sovranità monetaria non risolve tutti i problemi dell’economia (e chi l’ha mai detto ?).

Ma essersene spossessati complica enormemente tutta una serie di situazioni che altrimenti sarebbero prevenibili, gestibili e/o risolvibili.

E se hai commesso, come l’Italia, il gravissimo errore di entrare nell'euro, quindi di adottare una moneta troppo forte per la tua economia, e che comunque non sei tu ad emettere e a gestire ? romperlo (l’euro) è complicato e controverso, per cui…

...la via da percorrere, di gran lunga più appropriata, è il progetto CCF / Moneta Fiscale.


30 commenti:

  1. Zibordi su un tweet dice che prima del 1981 le banche erogando i prestiti alle imprese italiane non li scontavano presso la banca centrale, mentre i cinesi oggi lo fanno. Che significa di preciso? Qual è il sistema migliore quello cinese?

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    1. Non mi è chiaro, forse i prestiti non potevano essere utilizzati come collateral per ottenere rifinanziamento da Bankitalia ? Non ricordo che sia avvenuto un cambiamento di policy di questo tipo in quel periodo.

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  2. Studi del 2007 danno stima di 1 miliardo di morti in caso di conflitto nucleare regionale tra India e Pakistan, con gli studi di altri prof. aggiornati al 2013 si arriva a 2 miliardi di morti, e chissa' le api che fine farebbero, e' difficile fare stime sull'inverno nucleare quello che e' sicuro e' che sarebbe un disastro !?
    Seconda domanda: il governo in un momento difficile per la nostra economia sara' finalmente incentivato a fare i CCF ?
    Luca il PATRIOTA

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    1. La prima più che una domanda è un'affermazione, e non posso che essere d'accordo…

      La seconda: sto facendo tutto ciò che posso affinché la risposta sia affermativa !

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  3. Il sottosegretario Luciano Barra Caracciolo conosce il vostro progetto moneta fiscale? Glielo chiedo pesche da quando lo seguo su Twitter per la prima volta vedo che ha messo un link di un articolo recente del suo blog qui.. aggiungo il link

    https://twitter.com/LucianoBarraCar/status/1060968335632936966

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    1. Sono bloccato da LBC su twitter (penso per una svista, perché con lui ho scambiato in passato qualche email, molto cordiale). Glielo può magari dire ? e riesce a riportare qui il testo di quel tweet ? grazie ! Il progetto comunque lo conosce.

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    2. Non ho mai interagito con lui non ho un account twitter, semplicemente seguo un po' tutti incluso lei: nel testo dice semplicemente: "merita una riflessione".

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    3. E l'articolo a cui ha messo il link quale è ?

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    4. L'articolo è "Moneta Fiscale per l'Italia" scritto da Lei pochi giorni fa il 3 novembre

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    5. Prego per cosi poco! Spero che il governo si svegli e che LBC presenti magari il progetto a Savona cosi da proporlo in CDM.

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    6. Beh allora non hanno più scuse.. a meno che i piani siano altri.. am se LBC si sta ricredendo sulla MF, mi fa pensare che forse ci siamo.. anche perché per l'euroexit non hanno il consenso maggioritario

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    7. E soprattutto - come dico sempre - il breakup è enormemente più complicato da attuare.

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  4. Luigi Romersa giornalista vicino a Mussolini ha detto e scritto di esser stato presente a una sperimentazione con bomba sporca una bomba radiologica all'uranio, non una bomba nucleare ma comunque una bomba all'uranio, e' plausibile ? Heisenberg sicuramente falli ma Diebner un altro fisico tedesco sotto i militari, puo' essere abbia quasi raggiunto l'obbiettivo di creare una bomba sporca ? Romersa e' attendibile ?
    Luca il PATRIOTA

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    1. Non sono un esperto, ma può essere. La scoperta arrivò di lì a poco, che qualcuno ci sia andato vicino poco prima non stento a crederlo.

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    2. I russi ci arrivarono 4 anni dopo gli USA...
      Luca il PATRIOTA

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  5. Ma ci sono mai stati paesi con cambio flessibile che hanno avuto problemi con l'estero? Mi sembra che i problemi arrivino più che altro quando si tenta di fissare il cambio, se il cambio è flessibile i vari problemi tendono più o meno a riequilibrarsi da soli.
    Poi chiaramente può succedere che magari uno stato è messo così male che la sua moneta non viene accettata all'estero, ma in quel caso vuol dire che hai problemi di economia reale ben più grossi...

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    1. Il cambio flessibile è un eccellente ammortizzatore, tuttavia un paese con forti deficit commerciali (pagati in valuta estera) dovuti magari a una crescita troppo impetuosa può comunque incorrere in difficoltà. Difficoltà che, comunque, la sovranità monetaria (e il cambio flessibile) aiutano molto a gestire. Vedi il recente caso della Turchia (post del 13.8.2018).

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    2. Ma perché devono essere pagati in valuta estera? Se voglio comprare un bene estero posso vendere la mia moneta e comprare ad esempio dollari (quindi senza indebitarmi). Questo dovrebbe tendere a far svalutare la mia moneta e a far tornare la bilancia in equilibrio.
      Se invece ti trovi in una situazione in cui non ti puoi permettere di far svalutare ulteriormente la tua moneta significa che hai un problema di economia reale ben più grave. L'esempio classico può essere quello di un paese in cui una buona percentuale del PIL è composto dalla vendita di una materia prima che in poco tempo dimezza il suo prezzo.
      Cioè in sostanza quel che voglio dire è che con economia reale solida + cambio flessibile difficilmente hai problemi con l'estero.

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    3. "Con economia reale solida + cambio flessibile difficilmente hai problemi con l'estero": generalmente è vero, possono però comunque nascere difficoltà se un eccesso di euforia spinge troppo rapidamente la domanda interna, e questa si rivolge principalmente a consumi e/o a investimenti che non producono esportazioni (caso tipico l'immobiliare). In quel caso un certo livello di flessione della spesa è necessario. Resta vero che il cambio flessibile o anche la possibilità di agevolare le produzioni interne mediante (per esempio) detassazione rendono l'aggiustamento molto più rapido e molto meno problematico. Per cui, come si dice nel post, la sovranità monetaria non dà CERTEZZE ASSOLUTE che non si creino problemi, ma fornisce STRUMENTI per gestirli in modo molto meno traumatico. Vedi anche il post del 23.7.2015.

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  6. Macron vuole l'esercito europeo ma l'Impero USA non vuole, quando l'Europa tornera' indipendente ?
    Luca il PATRIOTA

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    1. E quando mai lo è stata ? indipendenti casomai erano, e devono tornare a essere perché oggi lo sono troppo poco, gli Stati europei.

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    2. Lei lo sa che senza Europa probabilmente rimarremo sempre delle schifose colonie USA ? Glielo dice un nazionalista, ma io sono consapevole che l'Italia e' succube degli USA, e difficilmente da soli riusciremo a tornare sovrani e liberi dagli ameriCANI !?
      Luca il PATRIOTA

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    3. Ma l'Europa politica non esiste, esiste solo la UE, che esiste proprio per TOGLIERCI sovranità e libertà. Così si è comportata fino a oggi, è un fatto. Se cambia (non lo credo ma magari mi sbaglio…) ne riparliamo.

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  7. La moneta unica avrà anche aumentato i nostri problemi,tuttavia non dimentichiamoci l'abusivismo edilizio.
    Oltre alla forma,pensiamo anche alla sostanza.

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    1. Pensiamoci pure. Ma vedi, l'abusivismo edilizio rispetto alla sovranità monetaria è come dire un bozzo sul parafango dell'auto rispetto a essere senza benzina. Altrimenti detto: se sistemo il bozzo ma non metto la benzina, l'auto COMUNQUE non parte...

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    2. peccato (per restare alla tua metafora) che di quel “bozzo” si muore, senza alternativa, mentre quella “benzina” non è affatto detto sia adatta, se hai un motore diesel..

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    3. Questa è pura immaginazione. I fatti sono che con la benzina (moneta propria) la macchina Italia viaggiava come se non più degli altri. E il bozzo non lo impediva di certo.

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