Sta circolando l’ipotesi che l’Italia, intesa come nazionale di calcio, venga ammessa a partecipare alla coppa del mondo in caso di defezione dell’Iran (ovviamente causata dalle note vicende geopolitiche).
Per ragioni che mi sfuggono, questa eventualità ha suscitato reazioni negative, o addirittura sdegnate, da parte di vari soggetti politici e istituzionali, tra cui il presidente della FIGC, il ministro dello sport e il ministro dell’economia (che c’entra il ministro dell’economia? boh).
Non capisco lo sdegno. Sento dire che “ai mondiali bisogna andare perché ci si è qualificati” ma se l’Iran defeziona, la ripescata sarà COMUNQUE una nazione che non si era qualificata.
Altri affermano che “ovviamente” la ripescata dovrebbe essere asiatica e non europea. Ma se fosse europea verrebbe in qualche misura corretta quella che a me sembra una grossa disfunzione dei meccanismi di qualificazione, che assegnavano solo 16 posti all’Europa, o meglio all’UEFA, su oltre 50 paesi, contro, ad esempio 6 su 10 al Sud America.
Io spero nell’(improbabile) ripescaggio. Dato il livello della nazionale, probabilmente combineremmo poco in termini di risultato sportivo. Però i mondiali di calcio mi sono sempre apparsi una simpatica e folkloristica sagra paesana estesa a tutto il globo.
Insomma non esserci mi fa malinconia. Come se il tuo
condominio organizzasse una grigliata in giardino e tu fossi l’unico non
invitato.
Da ricordare che la Danimarca, ripescata agli europei 1992 causa spappolamento jugoslavo, li ha addirittura vinti...
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