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domenica 24 marzo 2024

Convegno alluvione Emilia-Romagna

 Trovate a questo link il video del convegno tenuto lo scorso 22 marzo 2024 riguardo a strumenti finanziari d'intervento per affrontare l'emergenza alluvione Emilia-Romagna. Purtroppo non mi è stato possibile essere presente ma il video guardatelo, i contenuti esposti da Fabio Conditi, Fabio Dragoni, Alessandro Ierardi e Fabio Tintori sono MOLTO interessanti.

mercoledì 13 marzo 2024

Moneta elettronica

 

Fabio Conditi e Leopoldo Salmaso hanno elaborato una “definizione metaforica” di moneta elettronica (inteso come il progetto di adottare una moneta elettronica a gestione centralizzata come mezzo ESCLUSIVO di scambio, escludendo qualsiasi altra forma, cartacea o di altro tipo) molto illuminante.

“Tu accetteresti di vivere ai piani alti di un condominio senza scale e con un solo ascensore di proprietà di un privato, che l’ha costruito a tue spese, e che ciò nonostante devi pagare ogni volta che lo utilizzi, e che per di più il privato in questione può impedirti di usare se gli sei antipatico ?”.

C’è da riflettere.

martedì 14 febbraio 2023

Rassegna stampa 10.2.2023 9MQ

Sul canale degli amici di 9MQ, venerdì scorso Fabio Conditi e io abbiamo prima commentato la rassegna stampa, poi (dal minuto 28'50") parlato di Moneta Fiscale, anche alla luce degli ultimi sviluppi su temi quali Superbonus ed Eurostat.

Qui sotto il video.




martedì 2 agosto 2022

Petizione - Piano di Rinascita Economica

Chi non lo avesse ancora fatto, può sottoscrivere qui la petizione promossa da Fabio Conditi per sollecitare l'introduzione della Moneta Fiscale, l'introduzione di Conti di Risparmio presso il MEF (che sono lo strumento ideale per rendere liquida e negoziabile la Moneta Fiscale) e per istituire una istituto di credito a proprietà pubblica specificamente rivolto a investimenti e credito alle Piccole e Medie Imprese.

domenica 19 settembre 2021

Le audizioni alla Commissione Finanze del Senato

Sono iniziate le audizioni presso la Commissione Finanze e Tesoro del Senato, relativamente a una serie di proposte di legge sul tema Moneta Fiscale / crediti fiscali.

La prossima sarà giovedì 23 settembre alle 14.30 ed io sarò tra gli auditi (insieme a Stefano Sylos Labini).

Nel frattempo si è tenuta la prima, martedì 14 scorso, dove sono stati ascoltati funzionari di Eurostat e di ISTAT. Qui il video:


Mi trovo subito costretto a mettere in evidenza che quanto dichiarato dai funzionari è (uso un eufemismo) "altamente questionabile", per le ragioni messe in evidenza sinteticamente in questo post nonché diffusamente illustrate nel video che trovate a questo link. Video quest'ultimo realizzato con Fabio Conditi.

Tutti temi su cui si tornerà ovviamente nell'audizione di giovedì 23, unitamente a concetti di natura maggiormente generale / macroeconomica.



venerdì 9 luglio 2021

Video su Moneta Fiscale e Conti di Risparmio

Un video di presentazione su Moneta Fiscale, Conti di Risparmio... e in generale su disfunzioni dell'eurosistema - e come risolverle.



lunedì 18 gennaio 2021

Video: bonus 110%, Moneta Fiscale, e dintorni

Fresca fresca, una conversazione con Fabio Conditi. Mi fa sempre piacere constatare la sua carica positiva. Ha ragione lui a dire che si è fatto molto, il problema che molto non è ancora abbastanza, e come diceva mio nonno "se ci vai vicino (all'obiettivo) vinci se giochi a bocce. Altrimenti non hai ancora risulto niente".

Però intanto le teste di ponte verso la Moneta Fiscale ci sono, quindi... andiamo avanti.




martedì 26 maggio 2020

CCF: perché forse è la volta buona


Il Decreto “Rilancio” ha introdotto vari meccanismi di assegnazione di crediti d’imposta, cedibili ai fornitori o, in alternativa, negoziabili contro euro sul mercato finanziario. E di altre ancora si sta parlando.

Si va dall’Ecobonus 110% per le ristrutturazioni immobiliari, al Bonus Turismo, a indennizzi per affitti e canoni pagati da attività commerciali che hanno ridotto il fatturato nel periodo più acuto dell’emergenza Covid.

Non è ancora un vero e proprio “progetto CCF”. Le dimensioni sono limitate, e vanno messi a punto i meccanismi di cessione e circolazione dei crediti d’imposta.

Però sono “teste di ponte” molto significative. Vanno estese, potenziate, migliorate sul piano operativo. Ma ci sono, e costituiscono un importantissimo passo in avanti.

Idee collegate alla Moneta Fiscale e ai Certificati di Compensazione Fiscale stanno a loro volta facendosi strada, per il tramite di una pattuglia di parlamentari M5S, nell’ambito della maggioranza di governo.

In primo luogo, la possibilità di creare una piattaforma informatica di scambio dei crediti fiscali (il SIRE di Fabio Conditi).

Da segnalare anche l’idea dei conti fiscali di risparmio, proposta da Giovanni Zibordi riprendendo un’idea di John Cochrane. Conti presso il Ministero dell’Economia su cui i privati cittadini possono depositare euro, con una remunerazione per esempio dell’1% (competitiva, quindi, rispetto allo zero che offrono attualmente i normali conti bancari).

Con i conti fiscali di risparmio, il Tesoro può fare raccolta senza passare tramite il collocamento di titoli sul mercato, evitando in particolare di piazzare BTP su cui le istituzioni finanziarie fanno trading e alimentano la volatilità di prezzi e spread (con i connessi effetti di panico, spesso e volentieri enfatizzato e strumentalizzato dai media e da chi li controlla).

Come dice il nome, i conti fiscali di risparmio possono essere anche utilizzati per effettuare pagamenti di tasse o comunque per soddisfare qualsiasi obbligazione finanziaria nei confronti della pubblica amministrazione. Il che li rende maggiormente tutelati rispetto a un titolo che promette semplicemente di essere rimborsato in euro (senza ulteriori possibili utilizzi).

E’ un paradosso che questi strumenti siano in corso di valutazione, e almeno in alcuni casi anche di introduzione, da parte di un governo pro-UE. Ma non mi stupisce: ho sempre pensato – e la proposta CCF nasce appunto da questa riflessione – che la rottura dell’euro sia troppo complessa e controversa, sul piano tanto operativo quanto politico, per avere significative possibilità di essere realizzata.

In altri termini, dubito che esistano le condizioni per vincere un confronto “muro contro muro” con la UE e con l’eurosistema.

C’è invece la possibilità di adottare una posizione di “fermezza costruttiva”: abbiamo identificato che cosa non funziona, ma sappiamo anche come correggerlo, senza passare tramite una deflagrazione. E lo faremo.

E senza passare tramite strumenti – il MES, il Recovery Fund – da cui (si è capito benissimo) non arriverà nulla di concreto, se non spiccioli con vincoli e condizionamenti che produrranno più danni di quanto possano valere gli (eventuali) benefici finanziari.

La “fermezza costruttiva” verrà adottata – si spera - in misura adeguata proprio perché i paurosi effetti economici della crisi sanitaria non possono, altrimenti, essere superati.

La “fermezza costruttiva” è quella che è mancata alla Lega nel periodo del governo gialloverde.

La Lega, di conseguenza, si è mosso in modo ambiguo e confuso (o percepito all’esterno come tale: ma è quello che conta).

Claudio Borghi, per esempio, ha lasciato intendere (prima delle elezioni del marzo 2018) che i Minibot (una forma di moneta fiscale) fossero un passo verso la rottura dell’euro. Poi (maggio 2019) la proposta è venuto alla luce ma è stata presentata come un mezzo per rimborsare i crediti verso fornitori della Pubblica Amministrazione, tra l’altro con un limite di 25.000 euro a posizione.

Era evidente che posta così la proposta Minibot risolveva poco o nulla, il che lasciava supporre che fosse un passo verso qualcos’altro. Troppo facile, a quel punto, spararle contro: “la Lega prepara il break-up”.

Le valenze di un programma di emissioni fiat, come i CCF, sono di ben altra portata. Si crea potere d’acquisto supplementare e lo si distribuisce; non ci si limita ad anticipare (una tantum, tra l’altro) l’effetto finanziario del pagamento di crediti già esistenti.

E nello stesso tempo, il progetto CCF spiega dettagliatamente come le disfunzioni dell’euro ne risultino superate, senza passare tramite la deflagrazione del sistema.

Preferireste lasciarvi completamente l’euro alle spalle ? le preferenze sono una cosa, la costruzione del consenso politico è un’altra e deve tener conto degli interessi in gioco e delle oggettive difficoltà tecniche.

Se no si fa battage mediatico, che magari ha la sua funzione, magari aiuta a prendere voti in campagna elettorale, ma di per sé non risolve nessun problema.


sabato 21 marzo 2020

Una conversazione tra Marco Cattaneo e Fabio Conditi

Dove si parla - a questo link - di impatti economici del Coronavirus, CCF, SIRE, conti fiscali di risparmio e altro ancora.

Un'ora per capire che l'approccio alla gestione dell'economia dovrà cambiare totalmente, demolendo tutte le fandonie che l'establishment ha raccontato nell'ultima venticinquina d'anni.

domenica 11 novembre 2018

Convegno a Roma, venerdì 23 novembre 2018, ore 15.30

Parteciperò come relatore, presso l'Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati (via Campo di Marzio 78).

Convegno organizzato dall'Associazione Moneta Positiva dell'infaticabile Fabio Conditi.



giovedì 8 febbraio 2018

"Sovranità monetaria e sviluppo economico": il video

Convegno organizzato lo scorso sabato 3 febbraio a Bologna, da Fabio Conditi coadiuvato da Claudio Zanasi.

Interventi di Giovanni Zibordi, Marco Mori, Giacomo Bracci, Nino Galloni nonché... del sottoscritto.

Io parlo all'incirca da 2.16.30 a 2.35.30. Ma è molto interessante anche tutto il resto, ovviamente...



venerdì 22 dicembre 2017

Con il QE si producono euro ?

Chi ha ascoltato la conversazione radiofonica che ho avuto pochi giorni fa con Fabio Conditi, avrà notato a un certo punto uno scambio di battute in merito al fatto che la Banca d’Italia produca (o meno) “euro non gravati da passività”: in particolare, nell’ambito delle operazioni di Quantitative Easing, in cui le banche centrali nazionali comprano titoli di Stato sul mercato.

Sicuramente il tema non è risultato chiaro all’ascoltatore, non per colpa sua ma perché mancava il tempo di approfondirlo (la conversazione riguardava altro: Moneta Fiscale e CCF). In effetti l’abbiamo toccato un po’ casualmente, di sfuggita, e tra l’altro sono emersi (ma non c’era in quella sede la possibilità di chiarirli) punti di vista diversi.

Mi fa quindi piacere riprendere l’argomento: è molto tecnico, ma è utile padroneggiarlo per comprendere sempre meglio i meccanismi di funzionamento delle banche centrali in generale, e dell’Eurosistema in particolare (ringrazio Massimo Costa per una serie di verifiche e chiarimenti).

Vediamo in particolare due casi:

CASO 1: Bankitalia compra un BTP, il venditore è un residente italiano.
CASO 2: Bankitalia compra un BTP, il venditore è un residente estero (in un altro paese dell’Eurozona).

Per comodità, ipotizziamo che il BTP abbia un valore nominale di un euro, e venga acquistato per il medesimo importo (sempre un euro, quindi).

In pratica, l’acquisto di BTP viene effettuato da Bankitalia mediante movimentazioni bancarie (non passaggi di banconote cartacee o monete metalliche).


Parliamo a questo punto del CASO 1. Mario Rossi possiede un BTP, depositato in custodia su un suo conto titoli presso Banca Intesa. Mario Rossi ha anche un conto corrente presso Banca Intesa.

Bankitalia desidera comprare il BTP di Mario Rossi.

Bankitalia NON va da Mario Rossi con una moneta da un euro. Attiva invece una serie di movimentazioni bancarie, che si chiudono tutte lo stesso giorno.

E le movimentazioni bancarie sono le seguenti:

Il conto corrente di Mario Rossi presso Banca Intesa si incrementa di un euro.
Le riserve di Banca Intesa presso Bankitalia si incrementano di un euro.

Il BTP viene trasferito da Mario Rossi a Bankitalia.

Quindi:

Mario Rossi ha un BTP in meno e un euro in più sul suo conto corrente presso Banca Intesa.

Banca Intesa ha un euro in più di depositi attivi presso Bankitalia e un euro in più di depositi passivi di spettanza di Mario Rossi.

E Bankitalia ha un BTP in più, e un euro in più di depositi passivi di spettanza di Banca Intesa.

Per cui:

Mario Rossi ha un euro in più sul suo conto corrente in Banca Intesa. Questo euro in più di moneta bancaria ha come corrispettivo un euro di passività di Bankitalia (verso Banca Intesa).


Passiamo a questo punto al CASO 2.

Hans Richter possiede un BTP, depositato in custodia su un suo conto titoli presso Deutsche Bank. Hans Richter ha anche un conto corrente presso Deutsche Bank.

Bankitalia desidera comprare il BTP di Hans Richter.

Come nel caso precedente, Bankitalia NON va da Hans Richter con una moneta da un euro, ma attiva invece una serie di movimentazioni bancarie.

Il conto corrente di Hans Richter presso Deutsche Bank si incrementa di un euro.
Le riserve di Deutsche Bank presso Bundesbank (non verso Bankitalia) si incrementano di un euro.

La differenza rispetto al caso precedente è che Deutsche Bank, essendo una banca tedesca, ha riserve presso la sua banca centrale nazionale: quindi Bundesbank e non Bankitalia.

A fronte di questo incremento di riserve (che sono un passivo di Bundesbank), la Bundesbank medesima ottiene un incremento delle sue riserve presso la BCE.

Il motivo per cui entra in gioco la BCE è che ha avuto luogo una transazione tra paesi diversi dell’Eurosistema, e la BCE funge da stanza di compensazione tra le banche centrali nazionali (tramite il sistema Target2).

Il corrispettivo, per la BCE, dell’incremento di passività verso la Bundesbank, è un incremento del saldo attivo Target2 della BCE stessa verso Bankitalia.

E il BTP viene trasferito da Hans Richter a Bankitalia.

Quindi:

Hans Richter ha un BTP in meno, e un euro in più sul suo conto corrente presso Deutsche Bank.

Deutsche Bank ha un euro in più di depositi attivi presso Bundesbank e un euro in più di depositi passivi, di spettanza di Hans Richter.

La Bundesbank ha un euro in più di attivo Target2 verso la BCE, e un euro in più di passivo verso Deutsche Bank.

La BCE ha un euro di in più di passivo Target2 verso Bundesbank, e un euro in più di attivo Target2 verso Bankitalia.

Bankitalia, infine, ha un euro in più di passivo Target2 verso la BCE. E un BTP in più.

Anche in questo caso, si crea un euro di moneta in più, e lo troviamo nel conto corrente di Hans Richter presso Deutsche Bank

Contemporaneamente, si crea un passivo in più, quello di Bankitalia (compratrice del BTP) nei confronti della BCE.


In sintesi: la creazione di moneta mediante operazioni di QE, finalizzate all’acquisto di titoli, comporta comunque un aumento di passività. E l’aumento di passività è rilevabile nel bilancio della banca centrale acquirente.

Se Bankitalia acquista da un residente italiano, la sua maggiore passività è nei confronti della banca italiana dove il compratore ha il conto corrente su cui è stata effettuata l’operazione di pagamento.

Se Bankitalia acquista da un residente estero, la sua maggiore passività è verso la BCE, ai sensi del Target2.


lunedì 18 dicembre 2017

Intervista radiofonica - su Radio1909 Bologna

Condotta con il consueto piglio frizzante da Fabio Conditi, una conversazione radiofonica che abbiamo registrato pochi giorni fa. Sempre sul tema Moneta Fiscale e Certificati di Credito Fiscale, naturalmente.

Qui la registrazione.

venerdì 17 novembre 2017

giovedì 22 settembre 2016

Riforma del sistema monetario su piattaforma Rousseau

Fabio Conditi, attivista M5S molto impegnato su temi di sistema monetario, Moneta Fiscale e riforma della governance economico-monetario europea, mi segnala un progetto di legge presentato sulla piattaforma Rousseau.

Qui trovate l'elenco delle proposte presentate, e (in sintesi) qui il progetto, dal titolo ""Individuazione delle soluzioni concrete di carattere monetario per uscire dalla crisi economica".

Contenuto succoso: si parla di Moneta Fiscale, di titoli fiscali per rifinanziare il debito pubblico e per stabilizzare il valore di quello già in circolazione, di banca pubblica, e di possibile uscita totale dell'Eurosistema mediante lo "Schema Mosler". Quindi i temi di cui parla da quasi quattro anni questo blog, e altri strettamente connessi.

Consiglio caldamente a tutti gli iscritti M5S di votarlo.

domenica 14 giugno 2015

Monete commemorative


Trovate qui un interessante articolo scritto dall’amico Fabio Conditi, insieme a Stefano di Francesco. A quanto pare, le banche centrali dei paesi che utilizzano l’euro hanno la possibilità di coniare monete metalliche a scopo commemorativo, purché di valore unitario diverso da quelle valide in tutti i paesi dell’Eurosistema, e con valenza legale all’interno del paese emittente (ma non negli altri, a quanto sembra).

Quindi può esistere essere la moneta belga da 2,50 euro, la moneta finlandese da 5 euro, domani potrebbe esserci la moneta italiana da 3,50 euro.

La cosa curiosa è che non sembrano esserci limiti né al numero di monete commemorative che possono essere coniate, né al loro importo unitario.

Tutto questo mi ha ricordato un evento avvenuto a inizio 2013. Negli USA esiste un tetto massimo di legge al livello del debito pubblico, che viene rivisto periodicamente in quanto, essendo per la maggior parte del tempo il bilancio statale in deficit (come quasi dappertutto…) il valore del debito tende ad aumentare.

La revisione del tetto sul debito pubblico normalmente è un pro forma. Ma a inizio 2013, i repubblicani hanno seriamente minacciato Obama di non approvare l’aumento (e, controllando il congresso, erano in grado di farlo) se non avessero ottenuto una serie di concessioni. Questo avrebbe costretto il governo a una serie di tagli e blocchi di spesa.

Si è parlato della cosa per alcune settimane, e una soluzione possibile consisteva nell’emissione, da parte del Tesoro USA, di una moneta commemorativa di platino da un trilione (mille miliardi…) di valore. L’emissione di monete è riservata alla Federal Reserve, con un’eccezione… le monete commemorative, appunto. Questa moneta poteva essere depositata presso la Federal Reserve, che sarebbe stata obbligata ad accettarla (essendo “legal tender”).

A questo punto la Federal Reserve avrebbe accreditato i mille miliardi su un conto intestato al Tesoro, rendendo superfluo l’incremento del tetto di debito pubblico !

Alla fine nulla di tutto questo è stato necessario, i repubblicani avendo lasciato cadere le loro richieste.

Onestamente, penso che anche l’Eurocrisi sarà risolta con un meccanismo diverso dal conio di monete commemorative. Ma c’è da riflettere. Da un lato sulla natura della moneta. E dall’altro, su come la sua rarefazione artificiale stia prolungando e inasprendo una crisi economica che potrebbe essere risolta in tempi rapidissimi.

mercoledì 1 aprile 2015

Crediti fiscali pagabili e non pagabili


Nelle ultime settimane, ho avuto modo di acquisire maggiori informazioni in merito ai regolamenti Eurostat e Bankitalia che disciplinano la classificazione dei crediti fiscali ai fini della determinazione del debito pubblico. Sono state fondamentali, al riguardo, le interazioni con Massimo Costa (docente di Ragioneria Generale all’Università di Palermo) e con Fabio Conditi (attivista M5S).

A quanto pare il tema è molto più semplice e più chiaramente disciplinato dalla normativa di quanto io stesso ritenessi. I crediti fiscali si dividono in due categorie: quelli che lo Stato si impegna a rimborsare cash entro un determinato periodo di tempo (fatta salva la possibilità di utilizzarli prima che il rimborso avvenga, compensandoli con imposte o con altri tipi di pagamento all’erario, altrimenti dovuti) e quelli per i quali non è prevista alcuna forma di rimborso, ma solo l’utilizzo in compensazione.

Nel primo caso, abbiamo i cosiddetti “crediti fiscali pagabili”, che rientrano nel debito pubblico. Nel secondo caso, i “crediti fiscali non pagabili”, che NON vi rientrano.

La logica della distinzione è semplice. Nel primo caso la pubblica amministrazione è impegnata ad effettuare un pagamento. Nel secondo si verificherà invece, in un momento futuro (non definito a priori, peraltro) un minor gettito erariale – a parità di condizioni. Ma stiamo parlando di previsioni, non di un impegno di pagamento definito alla data in cui il “credito fiscale non pagabile” insorge.

Ad esempio, il diritto tributario italiano (e di molti altri paesi) riconosce l’esistenza delle perdite pregresse riportabili. Una società, o anche un privato cittadino che abbia conseguito perdite per la sua attività d’impresa (o, nel caso del privato, d’investimento) può utilizzarle per ridurre i pagamenti d’imposte altrimenti dovuti negli anni successivi. Nessuno, a quanto ne so, si è mai sognato di considerare le perdite pregresse riportabili (o per essere più esatti, i conseguenti minori pagamenti d’imposta potenziali) una componente del debito pubblico.

Tutto questo aiuta a capire quanto è avvenuto nel momento in cui Mimmo Pisano, parlamentare M5S, ha presentato una proposta di legge per introdurre i CCF al fine di “cartolarizzare” i crediti d’imposta (utilizzabili nell’arco di dieci anni) generati da spese per ristrutturazioni immobiliari e per riqualificazioni energetiche. L’idea è di renderli monetizzabili mediante cessione sul mercato finanziario, fornendo liquidità immediata ai beneficiari.

La proposta è stata valutata positivamente da diversi gruppi parlamentari, e ha ottenuto un parere positivo (entusiastico, addirittura) dall’ABI, che ha manifestato grande interesse nel garantire la conversione di questo tipo di CCF in euro mediante attualizzazione a un tasso annuo del 2,5% - 3% circa. E’ al momento ferma, tuttavia, a causa di un parere negativo di Bankitalia, o per essere più esatti a causa del fatto che Bankitalia ha espresso l’opinione che questi CCF concorrerebbero alla formazione del debito pubblico.

Il motivo diventa però chiaro alla luce del fatto che i “bonus ristrutturazioni” sono pagabili se il titolare non li utilizza, prima delle scadenze di rimborso, a compensazione di pagamenti verso l’erario. Rientrano quindi nella definizione di crediti d’imposta pagabili.

I CCF del progetto Moneta Fiscale sono invece crediti d’imposta NON pagabili. A partire da una data predefinita – nella proposta, due anni dopo l’assegnazione originaria – i CCF sono utilizzabili a compensazione di qualsiasi tipo di pagamento dovuto alla pubblica amministrazione italiana, nel senso più esteso possibile. Non sono, al contrario, soggetti a essere rimborsati in euro, in NESSUNA circostanza.

Il tema verrà trattato estesamente da Massimo Costa in un’apposita sezione dell’ebook in fase di pubblicazione, relativo al progetto Moneta Fiscale. E’ un punto di grande interesse perché rafforza ulteriormente la valenza del progetto e sgombra il campo da alcuni dubbi che periodicamente vengono sollevati in merito alla sua attuabilità.