giovedì 11 dicembre 2025

La moneta è il carburante

 

A pranzo con alcuni amici, pochi giorni fa, spiegavo un concetto ben chiaro ai lettori di questo blog: che per uno Stato un bilancio pubblico in deficit non è un’aberrazione ma, al contrario, una situazione totalmente normale. Perché un’economia, via via che si sviluppa, ha bisogno di incrementare le attività finanziarie in circolazione, il potere d’acquisto in circolazione, la moneta in circolazione. E il deficit pubblico è il sistema più efficace per attuare questo incremento.

Non mi ha sorpreso sentire controbattere a questa argomentazione un’obiezione tipicissima: che bisogna però che il deficit sia ben impiegato, ben indirizzato, che i soldi siano spesi bene.

E chi lo nega ?

L’osservazione è corretta ma porta fuori strada. E’ come dire: l’auto è a secco ma se fai il pieno certo, si rimetterà in moto, “ma poi bisogna vedere come guidi”.

Per carità. Una volta che l’auto parte, sarà meglio non mandarla a sbattere contro un muro.

Ma l’alternativa non è lasciarla a secco e rimanere fermo.

E l’Italia invece da venticinque, trent’anni, da Maastricht e dall’euro in poi, è ferma perché qualcuno ci ha raccontato, e ci racconta ancora, che è giusto stare a secco e che bisogna vergognarsi di fare il pieno.

 

6 commenti:

  1. L'euro è una moneta straniera. Una pompa di benzina gestita da terzi che la utilizzano per importi vessazioni e ricatti, per sottrarti autonomia e per esercitare potere su di te.

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  2. Gianni Cotogni: Mi permetto di evidenziare che la macchina una volta messa in moto deve utilizzare il carburante per percorrere km necessari e non per girare inutilmente per le strade. Concordo quindi sulla necessità di effettuare deficit ma per spese produttive e non per foraggiare enti inutili, opere inutili ed altre assurdità che un po' tutti conosciamo.

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    1. Sì ma l'alternativa non è lasciarla ferma, come pure pretende qualcuno...

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  3. Integrazione


    1. “I salari e la questione irrisolta dell’euro”
    a cura del Prof Alberto Bagnai per Il Sole24Ore, 12 maggio 2017, pubblicato da Sinistrainrete, 17 maggio 2017

    L’euro è stato il più grande successo della scienza economica, ma sta diventando la più umiliante sconfitta per la professione economica. Ringrazio il Sole 24 Ore, che mi permette, con apprezzabile spirito di apertura, di esporre e discutere nel quadro di un dibattito autorevole un paradosso che ci riguarda tutti, economisti e non.
    L’euro è stato un grande successo della scienza economica: non conosco alcun altro caso in cui essa sia stata in grado di prevedere con una precisione così sconcertante le conseguenze di una decisione politica. Vi fornisco tre esempi. Partiamo dall’ultimo Bollettino economico della Bce, il quale lamenta come la crescita dei salari nell’Eurozona sia molto tenue, il che suggerisce una probabile sottostima dei dati ufficiali sulla disoccupazione. Siamo quindi nelle condizioni previste nel 1996 da Rudiger Dornbusch, quando avvertiva che l’unione monetaria avrebbe «trasferito al mercato del lavoro il compito di regolare la competitività», rendendo prevalenti condizioni di disoccupazione. È quanto chiamiamo «svalutazione interna», un meccanismo sul quale una unione monetaria deve contare, se vuole sopravvivere (lo mostrò Mundell nel 1961).

    Proseguimento:

    https://www.sinistrainrete.info/articoli-brevi/9815-alberto-bagnai-i-salari-e-la-questione-irrisolta-dell-euro.html

    In particolare i due seguenti passaggi dell’articolo:

    Questo progetto è incoerente, per un motivo molto semplice, illustrato da Alberto Alesina nel 1997 (quando criticava l’unione monetaria): un mercato comune ha senso solo in quanto sostenga la crescita se dal resto del mondo arrivano shock come la crisi americana del 2008. Purtroppo, siccome in una unione monetaria l’aggiustamento macroeconomico necessariamente passa per la svalutazione interna (taglio dei salari), la moneta unica vanifica i benefici del mercato unico: perché tagliando i salari si reprime la domanda interna proprio quando se ne avrebbe bisogno per sostituire quella estera provvisoriamente insufficiente.

    Per Cochrane la moneta è come l’olio nel motore di una macchina. La metafora è (involontariamente) corretta. Una pessima gestione dell’olio ha conseguenze di lungo periodo come una pessima gestione della moneta: nel primo caso si brucia la testata, e la macchina si ferma; nel secondo un continente (e l’economia mondiale si ferma).

    La versione originale dell’articolo pubblicata dal Sole24Ore è a pagamento, chissà come mai…..!!

    Il Prof Alberto Bagnai quando scrisse quell’articolo per Il Sole24Ore nel maggio 2017 era ancora solo un professore associato di politica economica e finanziaria presso l’Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" di Chieti e Pescara, fu eletto senatore della Lega solo dopo a gennaio 2018, insomma, prima di diventare politicante leghista con stipendione annesso, aveva una sua libertà intellettuale e quindi si poteva permettere di dire certe scomode verità in campo economico.

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  4. Per fare qualsiasi impresa di un certo livello, ci vuole innanzitutto capitale intellettuale, ovviamente capitale finanziario , senza soldi non si canta messa, e capitale relazionale, inteso come rete relazionale.

    Bene , non è che per caso per l'Italia comincia a mettersi maluccio a livello di capitale intellettuale, visto che fra il 2011 e il 2024, ben 610 mila giovani italiani fra i 18 e i 34 anni sono emigrati all'estero?

    Per maggiori info, vedasi:


    Emigrazione giovanile, rapporto CNEL: tra il 2011 e il 2024 630mila giovani tra i 18 e i 34 anni hanno lasciato l'Italia, un Paese svuotato
    Dal 2011 al 2024 un esodo inarrestabile che colpisce duramente anche il Nord. Nel solo 2024 un espatriato ogni quattro nuovi nati

    di Salvatore Bufanio per Il Giornale d'Italia

    05 Gennaio 2026

    Proseguimento:

    https://www.ilgiornaleditalia.it/news/cronaca/760933/emigrazione-giovanile-rapporto-cnel-tra-il-2011-e-il-2024-630mila-giovani-tra-i-18-e-i-34-anni-hanno-lasciato-l-italia-un-paese-svuotato.html

    Commento

    Nel frattempo però i governi italiani hanno trovato subito un mare di soldi per accogliere una marea di extracomunitari senza arte e nè parte, per la pandemenza con inutili e rischiosi "vaccini" annessi, per finanziare militarmente l'Ucraina e Israele e per il riarmo europeo, come mai?

    La risposta nel prossimo post!

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    1. Ecco la risposta:

      https://sinistrainrete.info/articoli-brevi/23265-comidad-l-oligarchia-italica-ha-come-modello-i-campieri.html

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