venerdì 3 aprile 2026

Il non senso politico dell’euro

 

Non esiste una sola motivazione sensata, sul piano tecnico-economico, per la quale paesi diversi debbano adottare la stessa moneta. Le unioni monetarie in assenza di unione politica sono completamente prive di logica.

E infatti l’euro è stato presentato, dai suoi proponenti, come una leva per arrivare all’unione politica. Una leva poderosa, nelle aspettative e nelle intenzioni. Ma il senso, se ce n’era uno, era politico, non economico.

Ora, è un dato di fatto che a ventisette anni di distanza dal fatidico Capodanno del 1999, l’unione politica non abbia fatto nessun passo in avanti. Non è avvenuta, non c’è un progetto concreto in corso perché avvenga, non si è sviluppata alcuna volontà degna di nota in quella direzione da parte dei partiti che si sono avvicendati al governo dei vari Stati. L’ipotesi che la moneta unica portasse allo Stato unico si è rivelata completamente priva di fondamento.

L’euro non ha un senso economico e nemmeno politico. Nemmeno dal punto di vista di chi crede (non certo io) all’unione politica. E’ un meccanismo inefficiente e disfunzionale che continua a esistere solo perché è complicato liberarsene.  

2 commenti:

  1. Complicato liberarsi dall'euro, molto più semplice introdurre la Moneta Fiscale.

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  2. Il senso economico ce l'ha eccome: una immensa operazione di arbitraggio che ha consentito il più grande trasferimento di ricchezza in tempo di pace. Senza contare i vantaggi macroeconomici per i paesi coi tassi di interesse più bassi, cioè con utilità marginale del capitale inferiore, cioè più ricchi.

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