venerdì 21 agosto 2026

Un problema dell’intelligenza artificiale

 

Datemi del boomer se vi aggrada, anagraficamente del resto lo sono, ma vedo un serio problema connesso all’IA.

In sintesi: la velocità di produzione di testi, pareri, contratti, documenti di analisi aumenta esponenzialmente, ma la capacità del destinatario umano di leggerli e comprenderli è la stessa di prima.

E’ un problema che era già stato generato dal word processor. Scrivere un contratto è diventato molto più rapido – per pagina. Si è per questo ridotto il tempo di elaborazione e condivisione? no perché sono aumentate le pagine. Ed è quindi aumentato, non diminuito, il tempo necessario al lettore umano per leggere e capire.

Con l’IA è pure peggio. Si danno istruzioni è quella scrive. Il destinatario riceve e usa la SUA IA per distillare i contenuti, le variazioni, le contraddizioni eccetera.

Siccome l’IA è velocissima ma tutt’altro che perfettissima, il testo prodotto non necessariamente riflette in modo impeccabile gli intendimenti del mittente, e non necessariamente l’analisi dell’IA ricevente spiega al destinatario quello che dovrebbe effettivamente capire.

Di questo passo si arriva molto in fretta a un’interazione tra IA che negoziano tra di loro e concordano un testo che gli esseri umani coinvolti prendono per buono senza comprenderlo.

Magari funzionerà benissimo. Lasciatemi le mie perplessità da boomer, però.