Avevo preannunciato qui una possibile uscita su Voxeu.org, rivista online di politica economica, e a valle di una serie di vicende... siamo invece usciti su un altro sito, anch'esso molto diffuso e letto a livello internazionale, EconoMonitor.com. Ecco qui il link. Cercherò (non vi prometto esattamente quando) di predisporre una traduzione italiana.
La Riforma Morbida in questo articolo è proposta in una modalità meno "di rottura". I Certificati di Credito Fiscale possono infatti essere utilizzati avendo in mente almeno tre diverse possibili evoluzioni.
La prima, quella dell'articolo EconoMonitor, è transitoria: si introducono e si mantengono in essere per il tempo e con l'intensità necessaria a far recuperare all'Italia una situazione di pieno impiego e di riallineamento di competitività nei confronti dei paesi più efficienti dell'Eurozona (Germania in particolare). La ripresa economica genera, a quel punto, un ciclo virtuoso di entrate fiscali che permette gradualmente di ridurre e poi di eliminare completamente le emissioni di CCF.
La seconda, che è la mia proposta base, è invece permanente: i CCF vengono continuamente emessi e utilizzati in parallelo all'euro.
La terza, che delineavo qui, dopo alcuni anni porta invece alla sostituzione integrale dell'euro con la nuova moneta nazionale.
Tutte e tre sono Riforme Morbide: in nessun caso è previsto un break-up "deflagrante". Non c'è nessuna rottura "secca" dell'euro e nessuna conversione forzata di crediti, debiti, titoli, rapporti contrattuali di qualsiasi tipo, ecc.
Sono tutte strade tecnicamente fattibili. Politicamente, vediamo...