Con tutto il rispetto per Thomas Sowell, questa affermazione non la condivido.
C'è chi è invidioso della ricchezza e del successo altrui, certo. Ma la giustizia sociale è un'altra cosa. La giustizia sociale richiede di dare ad ogni cittadino possibilità di lavoro dignitoso, e accesso ad adeguati servizi di istruzione, sanità e previdenza.
La società occidentale tende a garantire sempre meno tutto questo, nonostante la tecnologia lo permetta oggi più che venti, quaranta, sessant'anni fa.
Affermare che questo non va bene non è invidia. Non è opporsi al successo degli altri. E' ricercare un modello di convivenza sociale più equo e più sano.
Non si nega il diritto alla ricchezza e al successo. Ma questo non deve confliggere con la possibilità di assicurare a tutta la popolazione un'esistenza libera e dignitosa.
RispondiEliminaAndrea Alquati: Il moralismo come strumento di repressione della legittima aspirazione a migliorare la propria condizione, quello cui è servita per duemila anni la religione ridotta a instrumentum regni. Non si capisce bene perché se il desiderio di arricchirsi è dei già ricchi è sano spirito animale del mercato che genera la mano invisibile, mentre se è dei non-ricchi allora è perversione peccaminosa. O meglio si capisce: i predicatori sono giullari dei padroni.
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