Ieri mi sono visto un video in cui Paolo Mieli afferma
che l’”Europa” (che poi sarebbe la UE) va sciolta e riformata “su basi
completamente diverse”.
Una volta tanto un’affermazione su cui concordo con Mieli
– per la prima metà.
Sulla seconda ovviamente non ho opinione perché quali
mai sarebbero queste basi è tutto da scoprire. Potrebbe uscirne qualcosa di
positivo, tutto può essere. Però rimane sempre da capire quale sia la necessità
storica per la quale un’integrazione politica europea dovrebbe ineluttabilmente
verificarsi: mai sentito nessuno spiegarlo in modo minimamente sensato.
Sempre Mieli comunque dice un’altra cosa che invece un
senso ce l’ha di sicuro: per arrivare a un’integrazione continentale per prima
cosa occorrerebbe unificare la lingua.
A livello di ipotesi, se si volesse andare in questa
direzione ci sono almeno tre possibilità.
La prima è l’inglese. Però il Regno Unito dalla UE è uscito.
E no, non ha intenzione di rientrarci.
La seconda è il latino. Questa è una proposta del mio
amico Vincenzo Destasio, avvocato e giurista, docente all’università di
Bergamo.
Proposta bizzarra ? molto meno di quanto può sembrare.
Fino all’Ottocento la comunità scientifica internazionale comunicava in latino.
E il latino ha il vantaggio di essere relativamente semplice da pronunciare (da
apprendere, un po’ meno) per i popoli di lingua romanza. Meno per i tedeschi e
per gli slavi, che però ad apprendere le lingue altrui sono più bravi.
Volete una proposta veramente originale ? il
protoindoeuropeo. La lingua (ricostruita dagli specialisti) da cui derivano
quasi tutte quelle utilizzate in Europa, in America, e anche in buona parte
dell’Asia.
E in effetti tutte le lingue parlate nel continente
sono indoeuropee. Beh quasi. Togliamo il finlandese, l’ungherese, l’estone, il
basco e il maltese. Forse mi scordo qualcuno ?
Comunque se vogliamo andare sulla via della lingua
unica, partendo adesso ci vogliono un paio di generazioni. Bisogna insegnarla
ai bambini nelle scuole, e tra alcune decine d’anni ci siamo. Tutti parleranno
la lingua comune come una lingua madre.
Ne vale la pena ? rimane da dimostrare.