martedì 6 febbraio 2018

Contabilizzare l'emissione di moneta


Un articolo di Biagio Bossone e Massimo Costa, recentemente apparso su Economia & Politica, ha suscitato vivaci discussioni, coinvolgendo parecchi amici tra cui Fabrizio Vanzan, Nicoletta Forcheri, Fabio Conditi, Francesco Chini e altri.

Su richiesta di Fabrizio, dico volentieri la mia su un tema che non manca mai di animare il dibattito: è appropriata la contabilizzazione delle emissioni monetarie da parte dalla Banca Centrale ? è giusto indicarle come passività dell’emittente ?

La mia opinione è che una moneta fiat emessa dallo Stato – o da parte di una Banca Centrale che agisce come agente statale – non può essere considerata una passività, in nessun senso.

L’emittente non ha impegni di rimborso. Naturalmente, un’emissione che produca effetti inflazionistici (cosa che NON avviene nell'attuale condizione di domanda depressa, ma questo è un altro tema) non arricchisce la collettività, perché non innesca maggiore produzione di beni e servizi reali. Arricchisce però l’emittente… a danno dei cittadini. A maggior ragione, non è sensato iscriverla al passivo dell’emittente.

Mettiamola così: se Marco Cattaneo ha il potere di emettere moneta NON C’E’ DUBBIO che Marco Cattaneo non incrementa il suo passivo, BENSI’ IL SUO ATTIVO (e quindi il suo patrimonio). E a fronte di questo, se non si verifica incremento di PIL reale, si impoverisce la collettività: beni e servizi reali sono gli stessi ma Marco Cattaneo si appropria di un potere d’acquisto corrispondente all’x% del loro valore. Marco Cattaneo è più ricco, e tutti gli altri sono più poveri.

Naturalmente questo trasferimento di valore a favore dell’emittente non si verifica se la moneta emessa viene introdotta nell’economia reale, non a titolo di finanziamento ma di incremento della spesa pubblica al netto delle tasse. In questo caso, l’emittente della moneta se ne spossessa e non aumenta il suo patrimonio. Ma questo è un altro discorso.

Beninteso, parlo di moneta fiat prodotta dall’istituto di emissione. Una banca commerciale quando eroga finanziamenti incrementa IN CONTEMPORANEA attivi e depositi (e i depositi sono passività). Non si verifica alcun arricchimento all’atto dell’erogazione.

Detto ciò, tutta questa dissertazione è la conseguenza di un assetto istituzionale che non ha necessità di esistere. Perché l’emittente della moneta deve essere una Banca Centrale, o comunque un’entità dotata di uno stato patrimoniale, con la conseguenza che ci si debba preoccupare del trattamento contabile utilizzato per le operazioni che effettua ?



10 commenti:

  1. Probabilmente questo aveva un senso in regime di gold standard, ma dal 1971 è cambiato tutto.

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    1. Appunto perché in regime di gold standard non si emetteva moneta fiat, ma si assumeva, effettivamente, l'impegno a consegnare un bene in cambio del denaro emesso.

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  2. Fabrizio Vanzan: Sì Marco, in parte ripeto quanto ci siamo già detti (per chi legge, se ne ha voglia)

    L’emittente crea moneta per spenderla/acquisire asset reali (in un mondo normale per funzioni pubbliche, di interesse generale ecc.), non la tiene nel cassetto

    quindi la moneta emessa/spesa esiste sempre come moneta incassata/attivo dell'utente, ergo anche passivo dell'emittente (l'emittente si impegna a ridurre il passivo fiscale dell'utente di pari importo: senza tasse l'emittente non emette/spende/acquista nulla)

    che l’emittente decida livello di spesa e tasse in quella moneta, auto-finanziando il suo passivo e stabilendo il livello di “rientro” a suo giudizio adeguato, è il suo privilegio rispetto all’utente: ma non è che abolendogli il passivo gli si tolgano o aggiungano altri privilegi, anzi!

    Ok che i vincoli di bilancio auto-imposti puntino su passivo, debito, rapporto col pil ecc.. ma anche se togli quegli elementi, se uno vuole mettere limiti li mette.. per esempio dirà che non si può accumulare troppo capitale netto!

    Rivedere i criteri contabili non risolve nulla… l’articolo sosteneva che:

    • l'utente della moneta una volta ceduti i beni reali non vanta più diritti nei confronti dell'emittente... ma se ho dei soldi posso pagarci le tasse …se poi l’emittente realizza come dovrebbe infrastrutture, servizi pubblici ecc., con quella moneta l’utente può fruire della sua quota-parte… se invece l’emittente privatizza le risorse acquisite, non è che abolendogli il passivo lo convinci a far diversamente…
    • incrementando il capitale netto dell’intero ammontare di moneta emessa/spesa nello stato patrimoniale dell’emittente che risolvo? Nulla, il saldo fra spesa e tasse resta insufficiente, il capitale netto pur enormemente aumentato resta troppo basso! Non creo capacità di spesa aggiuntiva abolendo il passivo: questa capacità c’è già (auto-finanziata) ed esiste finché ci sono risorse reali acquistabili
    • Il concetto di passivo è assimilato a quello di debito: ma non sono la stessa cosa, la prima categoria è più ampia, include tutte le forme di impegno… il debito è solo una particolare forma di impegno.

    Tralascio poi il presunto “reddito occulto”: l’emittente a chi nasconde il reddito, al fisco, cioè a sé stesso? (e anche se interviene la pur inutile BC, a livello consolidato non cambia) … In sostanza, aboliamo pure il passivo dell’emittente, se preferite così ok, ma non abbiamo comunque risolto nulla: come utente resto sempre con troppi pochi soldi!!! ;)))

    Un caro saluto, a presto

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    1. Però la sintesi della tua argomentazione è che l'emittente della moneta in realtà si accolla una forma di passività in quanto s'impegna ad accettare la moneta in pagamento delle tasse che impone. A me non sembra che possa essere definita una passività: le tasse le impongo al livello che mi pare e la moneta che mi viene, per così dire, restituita sotto forma di tasse pagate la ri-emetto quando mi pare. E se l'emissione avviene in forma di finanziamento, indebito la collettività, a riprova che mi sono arricchito ai suoi danni ! se invece la emetto senza corrispettivo - mediante spesa pubblica netta - non mi arricchisco ma neanche mi impoverisco. Svolgo solo la funzione di produttore fisico della moneta, ma non ha senso che la consideri un mio debito. Non è più neanche un attivo in questo caso, ma solo perché me ne sono spossessato senza ricevere nulla in cambio - ho solo svolto la funzione di emettere i biglietti della metropolitana...

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  3. "Una banca commerciale quando eroga finanziamenti incrementa IN CONTEMPORANEA attivi e depositi (e i depositi sono passività). Non si verifica alcun arricchimento all’atto dell’erogazione." - In realtä crea vere attività e false passivitä, poichè i depositi non vengono MAI pagati, ma semmai SCAMBIATI, (exchange) che è tutt'altra cosa.

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    1. Sono passività a tutti gli effetti. Il titolare del deposito li può prelevare in qualsiasi momento.

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    2. Si, ma immediatamente o quasi, il nuovo possesore li rideposita nella stessa o in altra banca, non cambia nulla, perciò si parla di "sistema bancario". Di fatto la "compensazione" o clearing realizza di fatto una UNICA banca. Del resto la più moderna definizione di moneta è "DEBITO INESIGIBILE" come riportato in un articolo pubblicato sul quotidiano Il Sole 24 Ore del 14 Febbraio 1993 a pag. 16:
      "... La ratio di queste disposizioni è evidente: garantire la piena indipendenza delle Banche centrali e della Bce nella gestione della politica monetaria e impedire che il perseguimento del fine di stabilità dei prezzi ad esse assegnato venga compromesso da obblighi espliciti o impliciti di finanziamento monetario dei fabbisogni pubblici. In conseguenza, non si consente agli esecutivi degli stati firmatari del Trattato di esercitare signoraggio in senso stretto: ovvero di appropriarsi di risorse attraverso l’emissione di quella forma di debito inesigibile che è la moneta inconvertibile a corso legale.»

      Quindi la moneta a corso legale, ci dice la relazione, è un “debito inesigibile”.
      Di conseguenza, quando la banca centrale (o le banche ordinarie) spende o presta, ci presta un suo debito che noi creditori non potremo mai esigere, ma che, nella qualità di debitori, dobbiamo restituire, quasi sempre maggiorato degli interessi.
      E ancora, la relazione afferma che “non si consente di appropriarsi di risorse”…, quindi esistono delle RISORSE che non appartengono a chi se ne appropria, altrimenti sarebbe impossibile appropriarsene.
      Normalmente non dovrebbe essere consentito a nessuno di “appropriarsi” di risorse altrui e non solamente agli “esecutivi degli Stati firmatari del trattato”, mentre invece ciò deve essere consentito solamente alle Banche centrali ed alla Banca centrale europea (che avrebbero cosi per legge la “licenza di rubare”).
      Ma cosa sono queste risorse? Lo dice sempre la BCE è il “signoraggio in senso stretto” che non sono gli interessi, come alcuni pensano, ma la somma rappresentata dall’importo facciale della banconota o dalL'importo accreditato sul conto bancario, la cosiddetta moneta bancaria o creditizia, l’altra forma in cui si manifesta la moneta.

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    3. "Si, ma immediatamente o quasi, il nuovo possessore li rideposita nella stessa o in altra banca": non necessariamente, possono defluire al di fuori dell'Eurosistema.

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    4. Ma sempre nel "sistema bancario" che come noto è internazionale.

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    5. Il sistema bancario nella sua totalità non fallisce mai, su questo siamo d'accordo. Ma la singola banca PUO' FALLIRE, se non ha accesso al rifinanziamento.

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