venerdì 13 luglio 2018

Sugli aspetti giuridici dell’euro-breakup


Un mio corrispondente mi ha inviato una serie di considerazioni su temi di natura principalmente giuridica, che dovrebbero essere affrontati per attuare l’uscita dell’Italia dall’euro mediante break-up.

Mi sembra interessante rifletterci e commentarli, fermo restando che non sono un giurista (per lavoro traffico parecchio con normative e contratti, ma questo fa di me al massimo un praticone, non un esperto della materia).

I miei commenti cercano di dare indicazioni in merito a come le varie complicazioni potrebbero essere superate.

UNO: Per mettere in atto un referendum sull’uscita o sulla permanenza dell’Italia nell’euro occorre, preventivamente, una legge di indirizzo costituzionale (come nel 1989) e in Parlamento non c’è la maggioranza necessaria.

COMMENTO UNO: Non ho mai capito se e perché quella legge costituzionale fosse realmente necessaria. Che cosa impediva di tenere un referendum di natura strettamente consultiva, di cui la maggioranza parlamentare si impegnava politicamente a rispettare i risultati (modello referendum Brexit, per intenderci) ? La legge costituzionale fu fatta perché esisteva un ampio consenso sia tra le forze politiche che tra la popolazione. Non si rischiava un no, in altri termini. Con maggioranze incerte a mio modesto avviso si sarebbe proceduto diversamente.

DUE: Se anche non si fosse fatto quel referendum, saremmo comunque entrati nell’orbita UE / euro intesa come meccanismo sovranazionale.

COMMENTO DUE: Con ogni probabilità è vero, ma appunto perché esisteva un’ampia maggioranza parlamentare. Vedi sopra.

TRE: Se la legge costituzionale non ottenesse i due terzi del voto parlamentare, potrebbe essere richiesto un referendum confermativo – un totale quindi di due referendum !

COMMENTO TRE: Vero, ma mi pare un’ulteriore ragione per evitare la via del referendum.

QUATTRO: Anche se il referendum desse esito positivo (per il break-up), l’effetto non sarebbe immediato.

COMMENTO QUATTRO: Questo ha a che vedere con le difficoltà operative, più che con quelle legali, di mettere in atto il break-up.

CINQUE: L’ufficio centrale del referendum può sollevare alla Corte Costituzionale la questione di legittimità per contrasto all’articolo 75 della Costituzione: in pratica anche una legge costituzionale può essere giudicata incostituzionale (!).

COMMENTO CINQUE: Anche questo è un problema (se lo è) che tocca solo lo scenario “referendum con valenza vincolante di indirizzo”.

SEI: Il risultato di un referendum non vale sempre: a partire dalla legislatura successiva, se nel frattempo il quadro politico è mutato, non esiste alcun obbligo di rispettare la volontà popolare.

COMMENTO SEI: A me pare che questo valga solo nel caso che ipotizzavo nel COMMENTO UNO – referendum puramente consultivo con impegno politico del governo in carica e della maggioranza parlamentare che lo supporta.

SETTE: Si può chiedere di modificare l’articolo 48 del Trattato di Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) in modo di negoziare l’uscita dalla sola zona euro.

COMMENTO SETTE: Sicuramente, ma mi sembra una strada impervia quanto il referendum.

OTTO: Teoricamente si può uscire dalla sola zona euro azionando l’articolo 139 e 140 TFUE.

COMMENTO OTTO: Cioè facendo notare che i criteri d’ingresso in realtà non erano rispettati allora, né adesso ? ma quegli articoli non disciplinano l’uscita, né affermano che il venire meno dei criteri sia una causale per l’exit.

NOVE: Azionare l’articolo 62 della Convenzione di Vienna, ma bisogna dimostrare il mutamento delle circostanze rispetto al momento dell’adesione ai trattati.

COMMENTO NOVE: Qui ci sarebbero senz’altro degli spazi. E’ oggettivo che le circostanze siano profondamente mutate. Prevedere i risultati di un’azione di questo genere è però, evidentemente, molto difficile.

DIECI: Il decreto legge, se venisse utilizzato come via per l’Italexit, non comporterebbe la modifica dei vincoli di bilancio.

COMMENTO DIECI: Ma il medesimo decreto legge potrebbe dichiararli decaduti, e alla UE / BCE verrebbe comunque a mancare lo strumento di enforcement per farli rispettare.

UNDICI: L’articolo 81 della Costituzione si pone in contrasto con un decreto legge che volesse sfruttare il sistema della lex monetae, perché verosimilmente le parti contrattuali svantaggiate dal decreto per effetto ad esempio della svalutazione dovrebbero essere aiutate con spesa dello Stato, senza contare quanti ricorsi ne potrebbero derivare.

COMMENTO UNDICI: Non lo vedo come un punto insuperabile perché l’articolo 81 parla di “equilibrio… tenuto conto delle fasi favorevoli e delle fasi avverse del ciclo economico” che non è in realtà la stessa cosa del saldo “zero aritmetico” (che infatti non è mai stato raggiunto). I ricorsi sono un altro tema (uno dei più complessi, vedi seguito).

DODICI: La costituzionalizzazione del principio di sovranità monetaria potrebbe risultare incostituzionale alla luce degli articoli 10, 11 e 117 della Costituzione.

COMMENTO DODICI: Veramente sono in molti a ritenere che siano casomai i trattati UE a violare l’articolo 11… comunque il punto chiave è chi saranno i componenti della Corte che verrà (eventualmente) chiamata a esprimersi.

TREDICI: Anche uscendo dall’euro, ci ritroveremmo a fare i conti con il pareggio di bilancio ex art. 81 Costituzione.

COMMENTO TREDICI: Che, vedi sopra, parla però di “equilibrio”, non di pareggio. E non vedo un’Italexit aver luogo senza che venga attuata anche una modifica dell’art. 81, peraltro.

QUATTORDICI: A mio avviso, per uscire serve una legge costituzionale, tendendo presente che da quel momento non è che possiamo fare ciò che vogliamo, ma dobbiamo comunque rispettare gli altri vincoli economici UE.

COMMENTO QUATTORDICI: Su quest’ultimo punto, vedi il COMMENTO DIECI. Sul primo, il decreto legge di exit è operativo: casomai il rischio è quello di un ricorso presso la Corte Costituzionale – ma “rotto l’uovo non lo rimetti insieme”: la Corte può anche pronunciarsi in favore del ricorso, ma non può (in pratica) annullare gli effetti del break-up che già si sarebbero a quel punto prodotti, e da parecchio tempo.

QUINDICI: Una legge costituzionale servirebbe anche per uscire dalla UE, pur avendo in questo caso (a differenza dell’uscita dall’euro) un appiglio giuridico ex articolo 50 del TFUE.

COMMENTO QUINDICI: Al contrario - se invece si agisse con legislazione ordinaria, in questo caso non vedo neanche il presupposto di un eventuale ricorso: si sta semplicemente attuando una possibilità esplicitamente prevista dal TFUE.

SEDICI: Serve un ministero ad hoc per curare le trattative con la UE.

COMMENTO SEDICI: Può essere, ma non mi sembra un problema.

DICIASSETTE: Serve una commissione parlamentare per curare gli atti che sono entrati a far parte del nostro ordinamento, per decidere quali far cessare e in che modo.

COMMENTO DICIASSETTE: Idem.

***

La prima considerazione che mi nasce dall’aver riflettuto su questi temi, in ogni modo, è che le difficoltà strettamente giuridiche del break-up non sono insormontabili, ma introducono un ulteriore, significativo, livello di difficoltà in un processo già di per sé complicato.

E a renderlo complicato sono, principalmente, due fattori.

In primo luogo, le reazioni dei mercati finanziari in una fase interinale di incertezza, in cui sussiste il dubbio – ma non è sicuro – che il break-up verrà posto in atto.

In secondo luogo, le complicazioni legate alla ridenominazione di crediti e debiti (da euro a Nuova Lira) e i contenziosi che ne potranno nascere.

E non sto neanche prendendo in considerazione i riflessi politici che ne deriverebbero.

Tutto questo non fa che confermare quanto affermo fin dall’inizio della mia attività di sviluppo e di promozione del progetto Moneta Fiscale / CCF.

Il progetto MF / CCF è in grado di risolvere le disfunzioni dell’Eurosistema, e nello stesso tempo non viola nessun trattato né nessun regolamento, e non richiede nessuna autorizzazione.

Il progetto MF / CCF va attuato con la massima determinazione, affermando nello stesso tempo, con la massima chiarezza, che:

UNO, non è l’avvio di un processo finalizzato al break-up, ma costituisce un assetto permanente e stabile per quanto attiene alla partecipazione dell’Italia all’Eurozona.

DUE, consentirà all’economia italiana una rapida e vigorosa ripresa, bloccando nello stesso tempo, una volta per tutte, qualsiasi incremento del Maastricht Debt, cioè del debito pubblico così come definito dai trattati e dai regolamenti che governano il funzionamento dell’Eurozona.


73 commenti:

  1. Domanda ipotetica: in caso di scontro per ricattare Italia con Bce che riduce o azzera liquidità a sistema bancario ita.. sarebbe un disastro solo per Italia? O anche altri Paesi eurozona rischierebbero effetto boomerang avendo Italia dimensioni enormi rispetto alla Grecia? E inoltre in quel caso come si potrebbe agire in emergenza essendoci poco tempo? Bisognerebbe avere già pronto software di riconversione oer nazionalizzare bankitalia tappando all'istante buchi banche commerciali (o tale software dovrebbe essere applicato ad ogni singola banca?)? Questioni invero complesse

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sarebbe assolutamente un disastro per TUTTA l'Eurozona. Il software bisognerebbe averlo pronto, certo, ma non è un problema insormontabile. Nazionalizzare Bankitalia non serve a questo fine, la moneta nazionale utilizzata per "tappare i buchi" la può emettere il MEF.

      Elimina
    2. Quindi "size matters".. per nostra fortuna non siamo piccoli o saremmo stati ennesima cavia da laboratorio! Attacco subito da Italia è stato cmq più subdolo smontando Costituzione a pezzi e imponendo austerità (già con avanzi primari da anni 90). Perdere un quarto di produzione industriale non è uno scherzo. Ti rendono colonia pian piano per gradi (tecnica rana bollita). Speriamo si inverta ma è cmq un'impresa lunga.. sostituire servizi segreti, tecnici e direttori nei ministeri, richiede troppo tempo. Se almeno intanto attuassero moneta fiscale però..

      Elimina
    3. Neanche troppo lunga, certo non si fa in un giorno, ma in qualche semestre sì...

      Elimina
  2. Prima ho detto che il crollo demografico nipponico sarebbe di 30 milioni entro il 2050 in realta' l istito nazionale nipponico ha detto che la popolazione passera' da 127 a 87 milioni entro il 2065 quindi 40 milioni di persone in 47 anni ed eccome che ci sara' un crollo economico e spero avvenga anche in Germania !!! ???

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In Giappone però non hanno immigrazione, in Germania sì.

      Elimina
    2. Nuovi dati dalla Germania riportati nel 2017 su " La Repubblica " dicono che perdera' 24 milioni di persone entro il 2080 e ci sara' crollo economico nonostante gli immigrati, l Italia anche lei perdera' un ventina di milioni di persone ma al contrario della Germania l Italia non ha uno stato sociale che sostiene le famiglie, il potenziale per tornare a fare figli c'e' tutto la Francia nel 2080 avra' 68 milioni di persone contro i 57 della Germania ci sara' sorpasso economico !!! ???

      Elimina
    3. Con queste variazioni sì. Il 2080 è una data più plausibile del 2050. Però molte cose possono cambiare nel frattempo.

      Elimina
  3. Di recente Stiglitz si è espresso su italexit.. che ne pensano invece Steve Keen e Richard Werner in tal senso? Hanno espresso pareri magari anche su moneta fiscale complementare?

    RispondiElimina
  4. Steve Keen è senz’altro a favore perché la poposta segue linee guida del tutto in linea con l’impostazione MMT. Werner non mi risulta che ne abbia parlato.

    RispondiElimina
  5. Salve ancora ho un'altra domanda ipotetica: leggo spesso discussioni su twitter sul fatto che Borghi e Lega debbano per forza agire in modo cauto non avendo maggioranza assoluta e non avendo nel programma parlato di uscita euro. Vorrei capire una cosa: se un partito mettesse uscita nel programma e poi prendesse magg. assoluta poi il PdR sarebbe costretto a formare governo? Direi di si altrimenti potrebbe esser accusato attentato a Cost.. o no? Perchè da molte discussioni pare che potrebbe vietare addirittura di formare governo.. ma mi pare assurdo davvero possa arrivare a tanto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche a me. Il problema però è che poi potrebbe rifiutarsi di firmare il decreto legge per l’uscita adducendo la non conformità ai trattati e/o a vincoli costituzionali (magari con motivazioni discutibili, ma questa sarebbe la posizione di Mattarella). E nel frattempo si scatenerebbe la turbolenza sui mercati. Per questo insisto sulla mia linea: Moneta Fiscale NON per rompere l’euro ma per risolverne le disfunzioni.

      Elimina
    2. Ma poi il decreto non dovrebbe per forza firmarlo la seconda volta? Immagino che a quel punto si dimetterebbe facendo perdere altro tempo con una nuova elezione.. tra il secondo riesame del decreto e il primo quanto tempo passerebbe?

      Elimina
    3. Dimenticavo.. secondo lei si opporrebbe anche sul decreto per introdurre ccf?

      Elimina
    4. La seconda volta sì, ma la confusione e le turbolenze nel periodo che intercorrerebbe produrrebbero una situazione molto pericolosa. Quanto ai CCF sono studiati in modo da non violare NESSUN vincolo costituzionale e nessun trattato: opporsi sarebbe quindi una strada molto più improba.

      Elimina
  6. L Italia con politiche sociali di sostegno familiare quasi alla tedesca potrebbe evitare il crollo demografico e entro il 2080 potrebbe superare addirittura la popolazione tedesca o almeno basterebbe mantenerla sui 60 milioni visto che quella tedesca potrebbe crollare a 57 ? E i CCF potrebbero aiutare le famiglie ? Per tornare a fare figli ed evitare l estinzione l Occidente rischia ritorno alle dittature !!! ?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma certamente. Potrebbero supportare anche politiche pronatalita’. E comunque un’economia che marcia è già molto efficace, sotto questo profilo...

      Elimina
    2. Quindi ci sarebbero sconti fiscali piu' marcati per famiglie con figli ? Si spera che le politiche sociali italiane funzionino e non facciano la fine inefficace di quelle tedesche !!! ??

      Elimina
    3. Per esempio. Oltre a incentivare asili nido, permessi retribuiti per i genitori lavoratori, eccetera.

      Elimina
  7. Perche' i mangia-patate tedeschi ce l'hanno coi paesi indebitati, il Giappone ha debito al 240% ma un PIL doppio di quello tedesco 6.000 a 3.000 miliardi € e una ricchezza privata di 12.000 miliardi, anche l'Italia ha un debito alto ( 130% ) ma ha una ricchezza privata doppia rispetto a quella tedesca 10.000 a 5-6.000 miliardi € questo bisognerebbe dirlo ai sopravvalutati tedeschi !!! ???

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma il Giappone ha il debito in yen che stampa, noi in euro che non stampiamo. La differenza è tutta lì.

      Elimina
  8. Quindi patrimoniale sui milionari no, ma sui miliardari, aiuterebbe ?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quella si’, ma i miliardari sono pochi e tendono a tenere i soldi dove è difficile andarli a prendere...

      Elimina
  9. Allora, il contatto per andare in tv l ha trovato ?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quello che ha suggerito lei è attivato. Data ancora da fissare però.

      Elimina
    2. In che senso l ho suggerito io ?!

      Elimina
    3. Era lei che mi ha citato Canale Italia, o sbaglio ?

      Elimina
    4. No ero io :). Quello che le suggerì Vito Monaco.. ma in fondo lo conosceva già Conditi glielo avrà detto.. ci ha messo casa là ;) (ed è un bene)! Non vedo l'ora di vederla magari insieme a Conditi o Zibordi o Malvezzi. Ci faccia sapere quando

      Elimina
  10. C'e' un certo Cocucci ( un cazzaro ) su Voci dalla Germania che dice che non e' vero che l'Italia ha ricchezza privata doppia di quella tedesca ( 10.000 a 5.000 ) lo spara-fregnacce dice anche che e' una stupidaggine l'esposizione per 45.000 miliardi € di Deutschbank e delle banche tedesche !? Mi dica c'e' l'esposizione ai DERIVATI delle banche tedesche e' reale ? E la ricchezza privata italiana e' il doppio di quella tedesca !!! ?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il dato italiano è giusto, quello tedesco non so ma ho sempre sentito dire che la ricchezza privata tedesca è modesta per buona parte della popolazione. L’esposizione ai derivati è un tema oscuro perché la vigilanza BCE non pubblica indagini approfondite (guarda caso) ma di sicuro è enorme e i mercati finanziari sono decisamente nervosi su Deutsche Bank e anche su Commerzbank - basta vedere gli andamenti di borsa.

      Elimina
    2. Ma i tedeschi furbi se volessero potrebbero sanare tramite Bce i buchi di Deutschebank? O è una questione diversa da passivi npl? Certo che però attirerebbero le ire di tutti gli altri Paesi eurozona.. o no?

      Elimina
    3. Potrebbero, ma naturalmente cercano - come per la Grecia, come per la Spagna - di scaricare i costi il più possibile sugli altri. Non è un’operazione semplice però, e nel frattempo si tira a campare. Finché la BCE mantiene aperte le linee di rifinanziamento il bubbone non esplode.

      Elimina
    4. Quindi fa bene piu' alla Germania il quantitative easing l'acquisto di titoli di stato da parte della BCE, quindi fa bene alle banche tedesche !!! ???

      Elimina
    5. Alla Germania sposta ben poco, sarebbero comunque il paese con i tassi d’interesse più bassi.

      Elimina
    6. Mi spiega cosa vuol dire "finche' la BCE mantiene aperte le linee di rifinanziamento il bubbone non esplode" !!! ???

      Elimina
    7. Finché la BCE finanzia la banca, non si scatena una fuga di depositi (perché il depositante sa di essere sostanzialmente garantito) e viene quindi meno il principale rischio di dissesto.

      Elimina
    8. È corretto dire che la BCE appartiene alle BC degli stati (che appartengono alle banche private europee - quindi ai maggiori azionisti di queste banche), delle quali le azioniste di maggioranza sono quelle tedesche? Se ciò fosse vero anche banche d'affari come Jp Morgan o Goldman Sachs sarebbero azionisti di Bce?

      Elimina
    9. No: in alcuni paesi le BC hanno banche private tra gli azionisti, in altri no, ma comunque gli azionisti privati non hanno potere di nomina degli organi di gestione.

      Elimina
  11. Salve una domanda sul taglio dei vitalizi.. premesso che sia giusto ridistribuire o togliere privilegi esagerati.. non è che cosi si crea un precedente per tagliare retroattivamente TUTTE le pensioni retributive? C'è un articolo di Cassese che ne parla di questo problema.. e non sono uno che stima Cassese per essere chiari. Che ne pensa?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Boh è un’illazione che stanno facendo in tanti. A me sembra un processo alle intenzioni. Se il taglio è illegale non si può fare, se si può non è una questione che esista un precedente, ma solo di volontà politica. Che per quanto riguarda il programma di questo governo, peraltro, non esiste.

      Elimina
  12. Cosa pensa di questa piccola-grande Croazia ? Speriamo batta la Francia ?? !!!

    RispondiElimina
  13. Mi dice in quali anni e' fallita la Germania, io sapevo che e' fallita 4 volte negl ultimi 100 anni, e' cosi ???

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sicuramente dopo le due guerre mondiali, le altre sue devo controllare.

      Elimina
  14. Gentile Prof c'è stata una recente discussione su Twitter tra Borghi e Barnard circa il fatto di discutere pubblicamente e spiegare ai cittadini come intenderebbe agire il gov in difesa dei risparmi ita in emergenza euro exit.. la linea di Barnard se non erro è come quella di Mori.. non ho capito fino a che punto però si dovrebbero spiegare certi dettagli.. voglio dire una strategia è tale perché debba rimanere oscura all'avversario giusto? Senza contare che certi dettagli sono complessi non so fina a che punto persone normali possano capire.. lei che ne pensa?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Persone normali magari no, ma quello che va su Twitter lo leggono anche gli esperti (o presunti tali...). Il problema di una strategia di exit comunque è che coinvolge troppe persone perché possa rimanere segreta: questa almeno è la mia impressione / opinione. Noti che invece il progetto Moneta Fiscale evita questo problema...

      Elimina
    2. Quindi non ci sarebbe niente di strano a spiegare qualcosa se non altro agli operatori finanziari (ce n'era uno infatti che ha preso parte alla discussione con Borghi il quale da sempre risposte un po' evasive)? Si certo conosco la sua idea e vorrei che il gov la applicasse, ma non si capisce davvero dove vogliano andare a parare (unica cosa che ho capito bisognerà aspettare def, elezioni eu e cambio pres. Bce)..

      Elimina
    3. Non ho detto questo: temo invece le difficoltà pratiche di tenere sufficientemente nascosti i dettagli, fino all’ultimo momento, siano insormontabili. Se ho cominciato a proporre i CCF e ne parlo e continuo a svilupparli da sei anni, questo è uno dei motivi - forse il principale.

      Elimina
  15. Incredibile !? La Croazia ha giocato molto meglio della Francia tirando in porta il doppio quasi rispetto alla Francia fortunatissima, che peccato !! ??

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Avrebbe meritato di finire in vantaggio il primo tempo ma è andata all'intervallo 1-2 per episodi sfortunati. Poi nel secondo dovendosi scoprire ha lasciato inevitabilmente spazio agli attaccanti francesi, molto tecnici e molto veloci, ed è finita com'è finita...

      Elimina
  16. Negl'ultimi 15-20 giorni su questo blog da quando l'ho scoperto avro' fatto quasi il 50% dei commenti, qualche informazione su di me: mi chiamo Luca sono nazionalista ho 22 anni sono appassionato di scienza, politica, economia, storia e sport, simpatizzo per Russia e NordCorea; negl'ultimi giorni sto commentando di meno perche' come vede sono un po' a corto d'argomenti, spero che il progetto CCF possa avere il successo mediatico prima e pratico dopo nella sua messa in atto !!! ???
    Luca il KAKAKATSO PATRIOTA

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Successo pratico soprattutto ! Grazie delle info.

      Elimina
  17. Problema: queste cose di cui Lei parla in questo articolo (anzi di cui parla da sempre ) Savona, Tria, Bagnai, Siri, BORGHI, SALVINI. , + quelli del M5s le sanno benissimo...ormai tutti conoscono il progetto CCF anche nei particolari e nella sua struttura (non penso sia estraneo ai prima menzionati ..).

    A me pare l'unica e più sana soluzione…(anche se l'emissione è una sfida e provocherà una reazione..). Prima c'èra il problema che al governo c'erano elementi che non avevano il coraggio (anche volendo )...ma adesso il problema non esiste : basta semplicemente che dopo autunno ..dichiarino una qualsiasi giustificazione (ne trovano centomila...vista la situazione di perenne criticità ..) ed con un atto di imperio "motu proprio" ..introdurre sia i mini bot che i CCF...e poi a seguire dopo un po la Flat Tax , abolizione Fornero, e Reddito di Cittadinanza….con una dose di prepotenza e "virilità politica" come sta facendo Salvini con le Ong…

    Non c'è da fare altro: dopodiché l'UE reagisca come le pare...si assuma la responsabilità di far saltare l'UE...perché è chiaro che un UE senza prima l'Inghilterra e poi l'Italia...non pesso possa continuare ad esistere.

    Ormai le convenzionalmente chiamate "monete parallele" non son più un tabù…(io il vostro libro lo ho letto bene bene appena uscito e mi ricordo che parlandone tanti storcevano il naso..liquidando il tutto come una "trovata" all'italiana poco credibile...adesso non è più cosi ...pure lo Stiglitz parla di possibile soluzione anche attraverso l'introduzione di sistemi del genere…

    Se non lo fanno e durano cosi per mesi e magari qualche anno...beh insomma , ecco…..il ferro bisogna batterlo quando è caldo…

    Le dinamiche da Lei spiegate le conoscono perfettamente : non hanno giustificazioni….l'uscita dall'euro in altri modi (break up ) è estremamente doloroso ..questo è chiarissimo ...basta osservare i casini dell'Inghilterra (ed è l'Inghilterra..che è tutt'altra cosa dell'Italia come "power" politico internazionalo...geopoliticamente ha tutt'altra visibilità e forza rispetto a noi...eppure è in serie difficoltà..considerando anche il fatto che escono dall'UE senza essere nell'euro...noi ci siamo. Mi pare che l'uscita dall'euro in quei termini cioè di break Up sia da scartare.

    Ma lo facciano però …

    saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non potrei essere più d'accordo. Il caso UK prova che anche quando una volontà popolare si è manifestata chiaramente, esiste un establishment interno che ha capacità di condizionare, rendere le cose vischiose, ostacolarne l'applicazione eccetera.

      E' stato il mio punto fin dall'inizio (e ormai sono passati sei anni). Il break-up è semplicemente troppo complicato per essere attuabile in un contesto in cui troppi soggetti hanno una capacità di interdizione.

      E non sa quante volte mi sono sentito dare del "traditore della causa" o giù di lì perché proponevo una cosa diversa dall'"exit o niente…".

      Elimina
  18. Gentile Prof sono l'anonimo del commento sulla discussione twitter tra Borghi e Barnard. Per correttezza devo rettificare che la discussione iniziata da Barnard parlava di preparazione in caso di crollo eurozona per volere di altri Paesi come Germania e NON di uscita unilaterale da parte di Italia.. stando cosi le cose sarebbe allora giusto spiegare ai cittadini come intendano procedere per difendere loro risparmi? Che ne pensa ? Grazie

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Boh se esce unilateralmente la Germania noi ci ritroviamo con una moneta che si svaluta e, soprattutto, usciamo dagli attuali vincoli che impediscono politiche espansive.

      Ai cittadini direi semplicemente che nel contesto attuale non c'è rischio di un impatto preoccupante sull'inflazione, quindi non solo i loro risparmi sono al sicuro, ma i beni reali e gli investimenti in valuta estera si apprezzeranno.

      In realtà è uno scenario eccellente per l'Italia. Il problemino è che all'ipotesi Germania che esce unilateralmente NON credo.

      Elimina
    2. Un'ultima cosa che non mi è chiara.. ma quando Borghi e altri parlano di piano B, intendono tutta una serie di predisposizioni per prepararsi anche alla possibilità di essere spinti fuori a forza dall'euro (magari dandoci la colpa)? Equivale ad un uscita unilaterale questa possibilità?

      Elimina
    3. E' un po' diverso, ma comunque sarebbe un processo concordato e a quel punto è interesse di tutti che avvenga con il minimo di turbolenze possibili. Quindi il piano B non può riferirsi a questa ipotesi, se per piano B intendiamo un'azione unilaterale.

      Elimina
  19. Se si attivasse l'art 50 tfue si avrebbero due anni per prepararsi.. questo significa che in quei due anni ci sarebbe il tempo per preparare l eurexit senza essere attaccati (ma i mercati sarebbero sempre in turbolenza)? A mio avviso si dovrebbe preparare sempre tutto prima (soprattutto piano industriale energetico ecc). Oppure l'uscita tramite 50 implica cmq un minimo di collaborazione come fosse uscita concordata?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. L'articolo 50 riguarda l'uscita dalla UE, non dall'euro. Tutti i problemi di turbolenze dei mercati, di ridenominazione dei contratti, di contenziosi eccetera non vengono risolti dall'attivazione dell'articolo 50. E a nulla serve neanche il fatto che sia contemplato un periodo di due anni, anzi: l'exit deve essere il più improvvisa, rapida e inaspettata possibile. Che è esattamente il motivo che la rende problematica. Non impossibile ma difficile.

      Elimina
    2. Se non sbaglio poi i vari Oettinger e altri funzionari o commissari tedeschi hanno spesso ribadito che chiunque tenti di uscire da eurozona DOVRA per forza uscire da Ue.. come dire.. dovete rimanere dentro e se per caso vi vien la tentazione d'andarvene.. ve ne dovete andare via dall'unione.. quindi penso che per ora la strategia migliore sia quella ccf che lei propone.. al limite vedendo che succederà dopo si potrà preparare un eventuale exit d'emergenza (da euro se non lo smontano, da ue se per assurdo dovessero attaccarci in altri modi.. taglio energia ecc.). Penso che ne convenga anche lei prof.

      Elimina
    3. Non c'è base giuridica per affermare che si può uscire dall'eurozona solo uscendo dalla UE. Semplicemente non esistono meccanismi precostituiti per l'€exit. Oh, e del taglio dell'energia non mi preoccuperei proprio: i principali fornitori sono non UE, in ogni caso...

      Elimina
    4. Che siano meglio i CCF del breakup poi è vero ma semplicemente perché è una via molto, ma molto meno complessa. Questo è il mio punto, da sempre.

      Elimina
    5. Mi interessa particolarmente il punto sull'energia.. da chi prendiamo elettricità e gas (immagino Libia con Eni e tra un po' pare anche Egitto, poi chi? Russia?)? Elettricità sapevo Francia ma non so in che percentuale.

      Elimina
    6. Dalla Francia sì perché hanno il nucleare, ma il peso di gran lunga maggiore sugli approvvigionamenti energetici totali è da Libia, Russia e ovviamente Medio Oriente. I grandi giacimenti di gas che sta sviluppando l'ENI al largo delle coste egiziane poi stanno diventando sempre più importanti.

      Elimina
    7. Comunque tornando al discorso giuridico su eurexit.. sono stati molto furbi ad escludere modalità di uscita dai trattati.. d'altronde Attali lo ha ammesso che le hanno volutamente escluse. Pura malafede. A proposito ma sulla creazione dell'euro chi sono i maggiori esponenti? Io sapevo Waigel ed Attali, ce ne sono altri? Sono cmq francesi e tedeschi e banchieri su questo non ci piove

      Elimina
    8. Ma anche italiani. Padoa Schioppa, giusto per fare un nome.

      Elimina
    9. Ah già quello della "durezza del vivere".. ovviamente NON per lui e i suoi colleghi tecnocrati.. cmq sia tutti di stampo Hayekiano Malthusiano e Popperiano.. Attali è pure monarchico

      Elimina
    10. Capirai poi che durezza del vivere deve aver sperimentato Padoa Schioppa, figlio di un CEO delle Generali...

      Elimina
    11. Appunto. Sono ipocriti oltre che criminali.. sono morte persone a causa loro.. e non esagero. Follia pura. La differenza è che oggi usano i numeri e la tecnica per uccidere al posto delle armi.. almeno qui in Europa.. in Africa usano debito e armi insieme

      Elimina
  20. 1) Cosa intendi per referendum di natura consultiva? Do già per scontato che tale referendum è vietato.
    2) Il referendum di indirizzo del 1989 fu inutile,questo ti è chiaro?
    3) Questo ha a che vedere con le difficoltà operative, più che con quelle legali, di mettere in atto il break-up.? Non ho capito
    4) Anche questo è un problema (se lo è) che tocca solo lo scenario “referendum con valenza vincolante di indirizzo”….non ho capito
    5) A me pare che questo valga solo nel caso che ipotizzavo nel COMMENTO UNO – referendum puramente consultivo con impegno politico del governo in carica e della maggioranza parlamentare che lo supporta…non ho capito
    6) I giuristi usano il termine pareggio del bilancio,anche se in senso economicista ci sono delle differenze…
    7) Al contrario - se invece si agisse con legislazione ordinaria, in questo caso non vedo neanche il presupposto di un eventuale ricorso: si sta semplicemente attuando una possibilità esplicitamente prevista dal TFUE. ( e le limitazioni della costituzione interna dove le metti?Non ci sono soltanto problemi verso l’esterno,ma l’esterno ci rimanda alle nostre condizioni interne con la costituzione)(saremo noi,o meglio i nostri Avvocati di stato nei giudizi davanti alla Corte costituzionale)
    Lorenzo Zanellato

    RispondiElimina
    Risposte
    1. 1) Di fatto è un sondaggio d'opinione su scala corrispondente a quella dell'elettorato e con l'impegno (politico, non giuridico) del governo ad agire in base al risultato. Che cosa lo vieta ?

      2) E' quello che ho scritto anch'io.

      3) L'effetto non immediato crea turbolenze sul mercato finanziario molto difficili da gestire. Il che è un problema serio, ma operativo, non giuridico.

      4) Se il referendum non è giuridicamente vincolante, il problema non sussiste. Tu dici che è vietato (punto 1) ma torno a chiederti perché. Io la ragione non la vedo.

      5) Se c'è impegno puramente politico, una diversa maggioranza lo può disconoscere. Se c'è impegno giuridico, no.

      6) Ma è il senso economico che conta - tanto è vero che il pareggio di bilancio non è mai stato ottenuto…

      7) Ho firmato un trattato e gli do esecuzione. Perché mai dovrebbe servire una legge costituzionale ?

      Elimina