mercoledì 23 marzo 2022

Perché l’economia russa non è marginale

 

Dall’inizio della crisi ucraina in poi, ho letto parecchi commenti in merito alla debolezza dell’economia russa e di conseguenza all’impossibilità, per Putin, di sostenere un conflitto prolungato nel tempo.

In buona sostanza questa opinione si fonda sulla dimensione del PIL. Quello della Russia è inferiore a quello dell’Italia, è pari all’incirca alla somma di Paesi Bassi e Belgio, è una frazione rispetto non solo a USA e Cina ma anche a Giappone e Germania.

In altri termini, la Russia è tutt’altro che una superpotenza economica.

Il che è vero se, appunto, misuriamo le economie in base al PIL. La Russia è, di sicuro, un’economia relativamente poco avanzata.

Ma.

Essere un’economia avanzata significa che una parte significativa del PIL è generata da attività evolute, soprattutto nel campo del terziario. In un’economia avanzata il peso percentuale di macrosettori quali estrazione di risorse, agricoltura e anche manifattura è relativamente basso. Mentre incidono molto attività ad alto contenuto intellettuale, ad alto valore aggiunto. Servizi finanziari, design, fashion, assicurazioni, consulenza strategica, media innovativi.

Belle cose.

Il problema è che sono settori economici che possono essere classificati nella categoria del “non indispensabile”.

Perché indispensabile è altro. Indispensabile è la soddisfazione dei bisogni primari. Che sono il cibo e il riscaldamento. E l’energia, anche e soprattutto per far funzionare il resto dell’apparato produttivo.

Banalmente, le economie avanzate si caratterizzano per il forte peso del superfluo, perché l’indispensabile lo considerano scontato, garantito.

Il che è vero – nella maggior parte dei casi e delle condizioni. Ma diventa non più vero - quando ?

Nelle situazioni di emergenza.

Tipo, appunto, una crisi geopolitica, o a maggior ragione una guerra.

Nelle situazioni di emergenza, si scopre che non è poi così vitale disporre dei migliori, dei più qualificati, livelli di servizi finanziari, design, fashion, assicurazioni, consulenza strategica, media innovativi.

Si scopre che sono molto più importanti il gas, il petrolio, il nickel, il grano, i fertilizzanti.

Si scopre che le cose di cui la Russia scarseggia sono belle-ma-superflue, e che le cose di cui la Russia abbonda sono essenziali.

Del resto, immaginate di fare naufragio, stile Robinson Crusoe, su un’isola deserta, dove per sopravvivere avrete a disposizione capre selvatiche, legname e poco altro.

Chi pensate che abbia maggiori possibilità di cavarsela ? un allevatore o un banchiere d’affari ? un carpentiere o un softwarista ?

Se facciamo riferimento al PIL totale, la Russia non è una potenza economica. Se parliamo di “PIL indispensabile”, lo diventa.

L’equivoco è tutto qui.

 

13 commenti:

  1. Un professionista del mondo delle banche ha scritto questo e vorrei sapere se Cattaneo è d'accordo:
    La mossa di Putin di farsi pagare il gas in rubli, di fatto, riabilita la banca centrale russa come controparte della banche occidentali.
    Dopo le sanzioni imposte alla Russia e il congelamento delle riserve valutarie, in buona sostanza avviene questo:
    Le società esportatrici russe devono convertire in rubli almeno l'80% dei loro introiti. Quindi, di fatto, dato che la BCR è sanzionata, le società si sostituiscono alla banca centrale, semplicemente convertendo in rubli gli introiti in valuta forte che hanno. In altre parole, incassano dollari e poi li cedono alla banca centrale in cambio di rubli. In questo modo la Russia si approvvigiona di valuta forte e sostiene il rublo (e finanzia la guerra).
    Ora il meccanismo cambia, ed ecco la riabilitazione della banca centrale russa.
    Se vuoi il gas russo lo devi pagare in rubli (ma i contratti sottoscritti cosa prevedono? per quanto possano valere in tempo di guerra).
    Se non hai rubli per pagare il gas te li devi procurare.
    Ma sul mercato valutario globale non ce ne sono abbastanza per permetterti di pagare il gas.
    E quindi dove puoi trovare i rubli?
    Alla banca centrale russa, of course.
    Fine.
    Aggiornamento:
    Ho letto qualche commento sotto questo post e temo che vi sfugga qualcosa. In genere i contratti di fornitura sono denominati in dollari o euro. Quindi, se Putin pretende che vengano onorati in Rubli, di fatto è inadempiente. Non credo che la UE possa accettarlo, ma questa mossa non fa altro che accrescere le possibilità/probabilità di uno stop alle forniture energetiche.

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    1. Sul commento, molto d'accordo.

      Sull'aggiornamento, non vedo perché debba aumentare la probabilità di stop alle forniture energetiche.

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    2. E' abbastanza palese che sta preparando il default, accumulando riserve e costringendo al commercio forzoso delle stesse.
      In un certo senso adesso l'Europa ha due alternative:
      1) pagare in rubli, e di conseguenza far si che la Russia si finanzi internamente bypassando la banca centrale russa
      2) Bloccare la fornitura dei servizi di gas e petrolio.
      Se infatti si facesse la 1), l'Europa avrebbe in circolo moneta (rublo) che in caso di default della Russia, varrebbe l'equivalente della cartacu*o, ergo la Russia passerebbe in quel caso per un qualcosa di "too big to fail"
      Di conseguenza, in una situazione di questo tipo, la strategia ottimale per l'Europa è quella di bloccare la fornitura di gas e petrolio, per evitare di commerciare "Moneta cattiva" (rubli), ed avercela in caso di default eventuale prossimo della Russia.
      Sarebbe l'unica contro mossa sensata.
      Un pò come quando a tiro alla fune, tiri tiri e tiri contro l'avversario, ma a un certo punto lasci di colpo la fune e dici "tiè gioca da solo che ti diverti di più". Con la differenza che in Europa per un semestre buono di scorte di gas e petrolio si campa tranquillamente, la Russia senza il 70% di entrate del Pil non so se, e come, riesce a campare per i prossimi 6 mesi.
      Paolo

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    3. 1) Non ho capito che bisogno avrebbe la Russia di bypassare la SUA banca centrale, visto che la controlla.

      2) Senza gas e petrolio russo per sei mesi l'Europa (non la Russia) collassa. A medio-lungo termine può e deve lavorare per rendersi autonoma, ma è questione di anni, non di mesi.

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    4. 1) Le riserve in valuta estera della BC russa sono bloccate, ergo Le società esportatrici russe devono convertire in rubli almeno l'80% dei loro introiti. Quindi, di fatto, dato che la BCR è sanzionata, le società esportatrici di petrolio si sostituiscono alla banca centrale, semplicemente convertendo in rubli gli introiti in valuta forte (principalmente euro e dollaro) che hanno. In altre parole, incassano dollari e poi li cedono alla banca centrale in cambio di rubli. In questo modo la Russia si approvvigiona di valuta forte e sostiene il rublo (e finanzia la guerra).
      Se vuoi il gas russo lo devi pagare in rubli (ma i contratti sottoscritti prevedono adempimenti in euro e dollari, quindi la russia è tecnicamente inadempiente su questo punto).
      Se non hai rubli per pagare il gas te li devi procurare.
      Ma sul mercato valutario globale non ce ne sono abbastanza per permetterti di pagare il gas.
      E quindi dove puoi trovare i rubli?Alla banca centrale russa, of course.
      2) Senza gas e petrolio russo sia l'Europa che la Russia vanno a carte e 48. La questione è "chi ci va prima". Considerando che le esportazioni in gas e oil rappresentano il 70% del Pil russo, la russia dovrebbe coprire la mancanza di domanda rivolgendosi altrove (ergo alla Cina princiapalmente), che cmq riuscirebbe a coprire la domanda in questione per circa 1/3 abbondante. Di conseguenza nel giro di un paio di mesi, la Russia sarebbe insolvente, e sapendo gli acquirenti che potrebbe essere potenzialmente a breve, è verosimile che nessuno "sin dall inizio" del blocco delle forniture si assumerebbe l incarico di comprarsi le sue materie prime.
      Questo chiude il cerchio del "Perchè" la Russia vorrebbe pagata in rubli. Non solo perchè così facendo le società interne si sostituirebbero alla banca centrale russa, non solo perchè così sostieni il prezzo del rublo, ma SOPRATUTTO perchè crei una "contaminazione" con "Moneta cattiva" (rublo), ovvero moneta di uno stato potenzialmente insolvente a lungo termine.
      Tu (generico paese europeo) ti riempiresti le casse statali di una moneta (rublo) che potrebbe valere potenzialmente come carta igienica nel caso in cui il paese esportatore (russia) fallisse?
      Ma soprattutto, ammesso che tu voglia cmq procedere a pagare in rubli, vorresti che la tua controparte fallisca a quel punto? Dato che in quel caso avresti una perdita netta in conto capitale pari alla tua esposizioni rubli precedentemente accumulati per pagare le fornitures di gas e petrolio?
      A titolo informativo faccio presente che la tesi di Laurea di Putin era su "La progettazione strategica delle risorse regionali sotto la formazione dei rapporti del mercato’", ovvero come gestire la politica estera mediante le risorse geostrategiche detta banalmente.
      Ed è quello che sta provando a fare, anche ora , ovvero mediante le risorse avere un vantaggio da sfruttare a livello dei rapporti di mercato.
      Quello che sta provando a fare adesso, se fosse una partita di scacchi, sarebbe un classico "gambetto di donna". Quando l'avversario ti fa il gambetto hai due opzioni (accettarlo e quindi scambiare le regine, oppure rifiutarlo).
      Questo è sicuramente un gambetto da rifiutare nella maniera più assoluta, per cui dicevo che si dovrebbe interrompere le forniture di gas e petrolio, cosa che cmq a causa della Germania non si farà mai assai probabilmente, ma sarebbe dal punto di vista strategico la cosa più razionale per far finire questa follia.

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    5. "Nel giro di un paio di mesi, la Russia sarebbe insolvente, e sapendo gli acquirenti che potrebbe essere potenzialmente a breve, è verosimile che nessuno "sin dall'inizio" del blocco delle forniture si assumerebbe l incarico di comprarsi le sue materie prime": e perché mai ? chi compra le materie prime le paga e le ottiene. Che il venditore vada successivamente in default non crea nessun danno in connessione alla transazione precedente.

      "Tu (generico paese europeo) ti riempiresti le casse statali di una moneta (rublo) che potrebbe valere potenzialmente come carta igienica nel caso in cui il paese esportatore (russia) fallisse?": il "generico paese europeo" non si riempie le casse di nulla, compra i rubli e li usa per comprare gas e petrolio.

      "In quel caso avresti una perdita netta in conto capitale pari alla tua esposizione in rubli precedentemente accumulati per pagare le forniture di gas e petrolio": non hai bisogno di accumulare nulla, compri rubli via via che devi pagare.

      "Si dovrebbero interrompere le forniture di gas e petrolio": collasserebbe l'economia europea. L'unica soluzione è rendersi autonomi, ma servono anni.

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  2. c'e' Pil e Pil, basta guardare questa classifica di pochi anni fa:
    www.deagel.com/country

    Totalmente d'accordo con Cattaneo, nei momenti di crisi il superfluo si taglia.

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  3. peraltro, mossa alquanto azzardata quella di Putin, poiché la convenienza o meno dipende intanto dal tasso di conversione dei contratti e poi dall’andamento dei rapporti di cambio, non necessariamente “automatici” i primi e del tutto “incerti” i secondi.
    In questo articolo ,Lei Cattaneo, non ne fa cenno.
    Francesco

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    1. Non ne faccio cenno perché non conosco (non mi risulta che siano stati comunicati) questi elementi. Per inciso, l'articolo l'ho scritto prima che la decisione di pagare in rubli fosse annunciata.

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  4. Notizia di ora, il g7 ha deciso che non pagherà in rubli il gas russo.
    Quali opzioni economiche dispone ora la Russia nel breve termine?Secondo Lei il passaggio sarà immediato o graduale da parte della Russia?

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    1. Se stanno alla lettera di quanto dicono, è un muro contro muro. D'istinto mi viene da pensare che i russi accetteranno i pagamenti in dollari / euro, eventualmente accreditati presso la banca centrale di un paese non a loro ostile (es. Cina).

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    2. 1)Ok, ma cosa cambia accreditarli piuttosto che incassarli direttamente?...dimostrerebbero la loro debolezza,invece che troncare le forniture.
      2) Inoltre se è vero che metà mondo non aderisce alle sanzioni contro la Russia,è anche vero che in termini di pil è trascurabile rispetto all'occidente che sanziona.
      Giusto?

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    3. 1) Cambia che se li costringi a cambiarli in rubli, sostieni il cambio. Devo dire che neanch'io sono convinto che faccia una gran differenza di sostanza.

      2) Non direi, nella metà che non sanziona ci sono anche Cina e India. In termini di PIL i non sanzionatori pesano come i sanzionatori.

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