Poche cose sono difficili quanto schiodare dalla testa degli euroausterici la bufala che il deficit pubblico costituisca un drenaggio di risorse finanziarie dal settore privato dell’economia. Quando invece è vero esattamente il contrario.
L’argomentazione base è che se lo Stato fa deficit, quindi se spende più di quanto tassa, il settore privato incassa più di quanto paga. E potrebbe / dovrebbe essere sufficiente fermarsi a questo punto.
L’obiezione che viene formulata però è la seguente: quanto sopra sarebbe vero se lo Stato emettesse moneta. Ma non lo fa, l’emissione monetaria è demandata a un organo, la Banca Centrale, indipendente (con gradi di autonomia più o meno ampi a seconda dei casi; totali nel caso dell’Italia rispetto alla BCE) dal governo.
In questa situazione lo Stato, o più esattamente il settore pubblico, non emettendo moneta non può generare un deficit - salvo se prima non ha raccolto, quindi drenato, risparmio già esistente dal settore privato, tramite l’emissione di titoli. Perché se non emette titoli non ha moneta da spendere.
Ma è davvero così? esaminiamo i passaggi.
Marco ha dei risparmi. Lo Stato emette titoli e Marco li sottoscrive. Lo Stato li usa per assumere Monica, una dottoressa neolaureata, nel sistema sanitario nazionale.
Lo Stato, quindi, paga uno stipendio a Monica. E con questo immette moneta nel settore privato dell’economia. Per l’esatto importo dei titoli sottoscritti da Marco.
Risultato? la moneta in meno nelle tasche di Marco corrisponde alla moneta in più nelle tasche di Monica. La moneta in circolazione è la stessa di prima – è stata solo riallocata. Ma le attività finanziarie totali SONO AUMENTATE: e l’aumento corrisponde ai titoli di Stato posseduti da Marco.
Con alcune altre conseguenze.
Il PIL aumenta perché lo stipendio di Monica è una componente del PIL.
Monica spenderà una parte del suo reddito, dando un ulteriore contributo al PIL.
Marco non diminuirà la sua spesa perché ha semplicemente convertito una parte dei suoi risparmi (attività finanziarie che NON stava spendendo) da moneta a titoli. Anzi un’ulteriore spinta alla domanda e al PIL è dovuta agli interessi che percepirà, in futuro, sui titoli acquistati.
Non c’è drenaggio di risparmio finanziario. C’è
IMMISSIONE di attività finanziarie nell’economia, e c’è INCREMENTO di risparmio
finanziario, di PIL, di domanda e di occupazione.
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