venerdì 22 maggio 2026

“Debito buono” ed equivoci connessi

 

Provo a far chiarezza su un concetto introdotto da Mario Draghi che ha contribuito (come se ce ne fosse bisogno) a creare confusione sui temi di finanza pubblica: quello di “debito buono”.

Il debito buono sarebbe quello che genera più risorse di quante ne assorbe. E’ un concetto, in effetti, mutuato dalla finanza aziendale e dalla gestione degli investimenti finanziari.

Se il debito mi permette di generare valore, di ritrovarmi con più risorse di quante ne avevo all’inizio, l’operazione è positiva. Quindi bene indebitarmi al 5% per acquistare un impianto che rende il 15%, o un titolo azionario che paga il 3% di dividendi e si apprezza dell’8% all’anno.

Quando si ragiona in termini di macroeconomia, bisogna invece fare riferimento alle risorse fisiche, non finanziarie, a disposizione del sistema economico. E le risorse fisiche sono lavoro, impianti e materie prime.

Uno Stato che emette la sua moneta può spendere e mettere al lavoro risorse fisiche per produrre beni e servizi. La prima domanda da porsi è: queste risorse fisiche sono al momento utilizzate o inattive?

Se sono al momento inattive, la quantità di beni e servizi messi a disposizione della collettività aumenta.

Se sono al momento già attive, la maggior spesa pubblica netta le rialloca. L’operazione, quindi, può essere positiva o negativa in funzione di quanto sia più o meno efficiente (in termini di contributo al benessere sociale) il nuovo utilizzo delle risorse rispetto all’utilizzo precedente.

E il debito?

Il “debito” non c’entra nulla. L’emissione monetaria non crea debito se lo Stato gestisce liberamente la propria moneta.

Il vincolo del debito pubblico non ha nessun fondamento né logico né economico. Ha il solo effetto di creare una limitazione artificiale all’azione dello Stato.

Nell’interesse di chi?

Sicuramente, non del benessere collettivo.

 

2 commenti:

  1. Giuseppe Corradini: Il vincolo del debito pubblico ha un senso, comunque sbagliato, quando uno Stato non emette moneta e si indebita con una moneta, appunto, a debito. Oppure quando questo indebitamento crea inflazione a causa della eccessiva emissione di moneta da parte dello Stato per far fronte ai pagamenti. Marco Cattaneo, sbaglio?

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    1. Quasi giusto. Quasi perché l'inflazione può essere creata dall'eccesso di deficit, non di debito.

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