Il dibattito sul
Superbonus 110% e sui crediti fiscali immobiliari, alla luce dei recenti
provvedimenti del governo, ha raggiunto vette di concitazione che non
contribuiscono certo a capire che cosa sta succedendo. Cerco qui di seguito di
chiarire il tema.
UNO, Eurostat
NON ha affatto “bocciato la Moneta Fiscale” né l’ha “messa fuori corso”.
Eurostat al contrario ha pienamente riconosciuto che i crediti fiscali
trasferibili, utilizzabili per compensare tributi, esistono e sono pienamente
legittimi. Ha solo affermato che vanno considerati spese dello Stato all’atto
dell’emissione e non minor gettito fiscale negli anni in cui verranno
utilizzati; e che di conseguenza entrano nel deficit pubblico nell’anno di
emissione medesimo, non successivamente.
Che cosa
significa ? che cambia solo il profilo temporale del deficit, non l’impatto sul
deficit complessivo. L’impatto totale rimane lo stesso ed è pari all’ammontare
dei crediti emessi AL NETTO dei benefici in termini di crescita del PIL e
quindi del gettito tributario.
DUE, ISTAT ed
Eurostat hanno confermato che i crediti fiscali, trasferibili o meno, NON vanno
computati nel “debito pubblico di Maastricht”, quello rilevante ai fini dei
trattati. La ragione è semplice: lo Stato non deve approvvigionarsi di fondi
per emettere crediti fiscali. Li crea dal nulla, come se si trattasse di una
moneta fiat.
TRE, per lo
stesso motivo, all’atto dell’emissione i crediti fiscali non producono nessun
impatto sul fabbisogno di cassa dello Stato.
QUATTRO, è una
bugia sfacciata, che purtroppo viene costantemente ripetuta, che il Superbonus
110% abbia prodotto un’enorme quantità di frodi. Già il 10 febbraio 2022 il
direttore generale dell’agenzia delle entrate, in audizione presso la commissione
bilancio del Senato, aveva chiarito che solo il 3% delle frodi accertate erano
riconducibili al Superbonus. I principali “colpevoli” erano state altre
categorie di bonus, in particolare il bonus facciate (46%) e l’ecobonus (34%).
Il Superbonus 110% è nato con un sistema di controlli ed asseverazioni (successivamente
anche rafforzati) che hanno limitato al minimo le frodi. Il che significa che
le frodi non si eliminano bloccando la circolazione dei crediti (come hanno
affermato Draghi tempo addietro, e Giorgetti ancora pochi giorni fa) ma
introducendo un appropriato sistema di controlli – sull’emissione, non sulla circolazione. Ed è proprio il Superbonus
a dimostrarlo !
Detto tutto ciò,
il Superbonus ha dei difetti ? doveva essere costruito diversamente ?
probabilmente sì, ma per motivi che non hanno nulla a che vedere né con le
frodi né con la demonizzazione della Moneta Fiscale:
CINQUE, si
sostiene che fosse eccessiva l’aliquota con cui è stato introdotto, il famoso
110%. Se si incentiva un importo addirittura superiore alla spesa effettiva
viene meno la spinta, da parte di chi commissiona i lavori, a negoziare al
meglio con l’azienda a cui vengono affidati. Va detto che il 110% è ripartito
su cinque anni, quindi al momento della cessione del credito entra in gioco l’attualizzazione
dei benefici futuri: per cui il valore riconosciuto dal compratore è sempre
stato inferiore a 110%, e spesso anche a 100%. In ogni caso, questa obiezione
ha un fondamento ma non mette in dubbio la validità dello strumento: casomai
suggerisce (come del resto già è stato fatto) di abbassare l’aliquota di
incentivo.
SEI, quello che
è senz’altro un difetto del Superbonus è non aver previsto un limite
dimensionale. Se non si fissa un limite totale di lavori incentivabili, per esempio su base annua, si rischia
che le opere incentivate siano di ammontare superiore a quelle che il settore
edilizio nazionale riesce a gestire. E questo sicuramente crea un collo di bottiglia
e produce la lievitazione dei costi. Ma questo significa semplicemente che
qualsiasi applicazione della Moneta Fiscale, così come qualsiasi politica economica
espansiva, deve essere ben calibrata nelle sue dimensioni e modalità.
Altro che “metterla
fuori corso”. La Moneta Fiscale, vale a dire i crediti fiscali trasferibili e
utilizzabili in compensazione, sono uno strumento di enorme efficacia, e sarebbe
folle che lo Stato italiano rinunciasse a utilizzarlo.