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giovedì 9 dicembre 2021

Correzione del mercato azionario ?

 

Chiacchierando su Facebook con Paolo Cardenà, mi trovo in sintonia con le sue opinioni in merito ai livelli della borsa USA.

Il consensus tra noi due si può riassumere, a mio parere, come segue:

UNO, c’è una sopravvalutazione.

DUE, facendo riferimento alla “costante di Siegel” misurata come differenza media storica tra rendimenti del mercato azionario e inflazione, la sopravvalutazione può essere stimata nel 40-50% circa.

TRE, non è una sopravvalutazione esasperata quanto la bolla del 2000, che può essere tranquillamente valutata intorno al 100%. Peraltro quello è stato il peggior episodio di overpricing, quantomeno degli ultimi cent’anni o giù di lì.

QUATTRO, una correzione anche significativa è possibile se i tassi d’interesse saliranno. Eventualità però, sottolineo io, non scontata in quanto anche chi teme che l’inflazione sia persistente comincia a capire che alzare i tassi per contrastarla rischia di essere inefficace. Soprattutto perché la salita dei prezzi è un fenomeno in parte significativa dovuto a strozzature di offerta: e alzare i tassi non fa magicamente comparire capacità produttiva di semiconduttori, componenti, materie prime, trasporti eccetera.

CINQUE, interessante osservazione di Paolo: i tassi reali potrebbero salire, anche se i tassi nominali non venissero aumentati, proprio se e in quanto l’inflazione si modera. E questo potrebbe non far bene ai valori azionari. Controintuitivo, ma plausibile: oggi la spinta a mettere soldi sul mercato azionario, nonostante le elevate valutazioni, deriva molto dal fatto che la liquidità rende zero in termini nominali e perde valore in termini reali. Se l’inflazione scende, la “pena” di tenere soldi liquidi diventa un po’ meno acuta, e l’incentivo a investire sull’azionario, quindi, potrebbe diminuire.

venerdì 5 novembre 2021

Il Dividend Discount Model

 

Seguito del post precedente (vedi il punto DUE)

K = fair value del mercato azionario

E = utili

D = dividendi

S = Costante di Siegel = rendimento reale storico dell’investimento azionario

G = crescita reale del fair value delle aziende quotate

Supponendo che debba essere investito in immobilizzi tecnici e circolante un importo pari a KG, ovvero il fair value del mercato azionario moltiplicato per la crescita reale (condizione che implica un tasso di investimento pari a una frazione costante della crescita reale) si ha:

K = D / ( S – G )

(un flusso di cassa che cresce a un tasso costante G ha un valore attuale pari al flusso stesso diviso per la differenza tra tasso di attualizzazione e tasso di crescita).

D = E – GK

(vengono distribuiti ai soci gli utili al netto degli investimenti).

Da cui:

K = ( E – GK ) / ( S – G )

SK – GK = E – GK

SK = E

K = E / S

formula dove i tassi d’interesse non compaiono.

Ma questo è vero perché la Costante di Siegel, stimata nel 6,5% - 7% circa su base storica, è la differenza tra rendimento nominale dell’investimento azionario e inflazione.

Alternativamente può essere utilizzata una diversa Costante, pari alla differenza tra rendimento dell’investimento azionario e rendimento delle attività risk-free a breve termine (treasury bills USA).

Storicamente, in media, i treasury bills hanno avuto un rendimento reale in termini nominali pari all’inflazione (rendimento reale nullo).

Ma se il futuro è tassi nominali a zero e inflazione al 2%, quindi tassi reali negativi per il 2%, la Costante diminuisce anch’essa di due punti.

Il fair value del rapporto price / earnings, essendo come visto K = E / S, è K / E = 1 / S: il reciproco della Costante.

Se la Costante è 6,75%, K / E = 1 / 6,75% = 14,8x, in linea con le medie storiche.

Ma se la costante è 4,75%, K / E = 1 / 4,75% = 21,1x, in linea con la situazione odierna.

21,1x supera 14,8x del 42,6%. Che è l’attuale sopravvalutazione dei valori di borsa USA rispetto ai trend storici.

Si potrebbe affermare che la borsa USA riflette uno scenario di tassi nominali a zero e tassi reali negativi per un paio di punti percentuali.