Il rilancio
della domanda è la soluzione della crisi odierna. Capire perché e come non è
affatto difficile (vedi per esempio qui) ma è controintuitivo.
Quando si parla
con persone intelligenti, comunque, come questo KI (Keynesiano Inconsapevole)
si arriva rapidamente a mettere a fuoco il tema.
KI: la crisi che
viviamo oggi è il grande aggiustamento. Non era normale la situazione di prima.
MC: avere un
output gap del 20% è una normalità a cui ci dobbiamo rassegnare ? grazie a Dio,
no.
KI: eheheh le
magie del credito illimitato…
MC: ma se ci
rifletti che senso ha un PIL 10% inferiore al 2007, quando anche con tassi di
crescita modesti dovrebbe essere il 10% IN PIU’ a sette anni di distanza ? non
ci hanno bombardati, non si è esaurita nessuna risorsa in questi anni…
KI: oh una
risorsa si è esaurita invece, la più importante: il credito…
MC: ma si
produce con persone e macchinari. Il credito è un lubrificante, certo che è
venuto meno, ma il lubrificante si può ripristinarlo senza nessun costo…
KI: è una
risorsa essenziale se diventa (come è successo durante la bolla immobiliare e
azionaria) il motore della domanda.
MC: verissimo.
Ma appunto per questo dopo che la bolla è scoppiata lo devi sostituire con
moneta creata dallo Stato e indirizzata a generare domanda. Keynes docet.
KI: ed è quello
che si è fatto, vedi aumento dei debiti pubblici nel mondo. Ma non basta.
MC: e infatti
devi incrementare questa azione. E finanziarla con moneta, non con debito.
KI: l’ha fatto
la Fed con risultati risibili in proporzione allo sforzo…
MC: risibili ?
non direi, soprattutto in proporzione a uno “sforzo” che è consistito nel
emettere bit di computer ! certo, possono e devono incrementare questa azione,
e rivolgerla tutta all’economia reale, non a quella finanziaria.
KI: che negli
USA la situazione sia buona è un mito.
MC: sono d’accordo,
arrivo a stento a definirla passabile. Ma in confronto alla catastrofe dell’Eurozona…
KI: siamo in
territorio monetariamente inesplorato. Ma non c’è alternativa alla droga della
liquidità.
MC: vedi, è un
luogo comune chiamarla droga. In realtà è il ripristino di un livello di
domanda adeguato ad occupare le risorse produttive. Diventa droga quando si
crea inflazione, ma finché non hai eliminato la disoccupazione prodotta dalla
crisi non c’è da preoccuparsi di quello.
KI: ah certo. A
parte che oggi l’inflazione è troppo bassa, magari ne avessimo un po’ di più…