E’ meglio essere ricchi che poveri. Ovvio, anzi è una catalanata (chiaro a tutti il concetto di catalanata ? forse no se siete under 40, nel caso andate via tranquilli di wikipedia). Ma esattamente per quale motivo la ricchezza dà soddisfazione ? Questa è una domanda che conduce a riflessioni un filo meno banali.
Essere ricchi dà soddisfazione per almeno tre ragioni diverse (che naturalmente possono anche presentarsi congiuntamente, tutte e tre o due a turno, nella stessa persona).
Se i soldi ve li siete guadagnati, traete una (di solito legittima) soddisfazione dall’aver dimostrato a chi vi conosce, ma anche e forse soprattutto a voi stessi, di possedere determinate capacità. E questa è una sensazione positiva, di autovalidazione, anche se magari siete il tipo di persona a cui quello che si può comprare con i soldi non interessa poi tantissimo.
Oppure potete apprezzare molto, al contrario, quello che con i soldi si può acquistare. Una bella casa ? una vacanza costosa ? un panfilo ? una megavilla ? sicuramente sono tutte cose che il 90% abbondante delle persone preferisce avere piuttosto che no. E se apprezzate queste cose tra l’altro ne derivate soddisfazione, sia che i soldi vi siano arrivati per merito, sia per fortuna (altrimenti detto, va bene anche se li avete ereditati o vinti alla lotteria).
Fin qui nulla di molto originale. Ma esiste una terza forma di soddisfazione che proviene dalla ricchezza. Una categoria di persone si inebria del potere che la ricchezza dà nei confronti del prossimo.
Ecco, non so se ci avete mai pensato, ma questa è di gran lunga la categoria più pericolosa. Perché a questi non basta la ricchezza. Agli altri è sufficiente essere ricchi – certo, più ricchi di chi sta loro intorno, perché la ricchezza è anche un concetto relativo, quindi se è un indice di successo professionale devo averne un po’ più di chi ho vicino, e idem se mi dà accesso a beni materiali – una bella casa mi piace averla se è quantomeno un po’ più bella rispetto alle persone che frequento.
Resta comunque vero che, se appartengo a una delle prime due categorie, sono contento di essere ricco ma non ho problemi se stanno bene anche gli altri – anche se per sentirmi ricco ho bisogno di stare un po’, o magari molto, meglio di loro. Però, se ho “molto”, mi va bene che gli altri abbiano comunque “abbastanza”.
Chi si inebria di potere invece, pensateci, ha bisogno che gli altri stiano male. Perché “potere” equivale a “forzare gli altri a far qualcosa che non vorrebbero”. E lo fanno se sono in stato di necessità. Altrimenti, se hanno quanto gli basta, il mio potere su di loro è modesto, o inesistente.
L’assetato di
potere, l'individuo che è interessato alla ricchezza per il potere che gli conferisce, è il
ricco veramente antisociale, veramente pericoloso. E’ la persona a cui non
basta avere molto. Ha bisogno di vedere
la povertà intorno a sé.