Qualunque cosa ne dica Giorgetti.
Blog dedicato al progetto Moneta Fiscale / Certificati di Compensazione Fiscale - MF / CCF), soluzione per la crisi dell'Eurozona. Progetto reperibile in questo post. Cronistoria degli eventi rilevanti qui. I CCF sono anche noti come Certificati di Credito Fiscale.
venerdì 1 maggio 2026
domenica 1 febbraio 2026
Moneta Sovrana Italiana - intervento di Marco Cattaneo
In una mezz'oretta di video, un'utile (spero) sintesi della situazione.
domenica 19 ottobre 2025
Il problema del debito pubblico in moneta estera
Il debito pubblico in moneta sovrana non è un problema, il debito pubblico in moneta estera può esserlo: perché la moneta sovrana può essere liberamente emessa dallo Stato debitore, la moneta estera no.
Dovrebbe essere un concetto ovvio, eppure paradossalmente viene contestato da alcuni sostenitori della MMT (che però IMHO la MMT non l’hanno capita fino in fondo) e, allo stesso tempo, da alcuni euroausterici.
I sedicenti MMTers dicono: debito in moneta sovrana o in moneta estera non fa differenza perché lo Stato debitore può sempre “utilizzare il cambio”. Altrimenti detto, può (nel secondo caso) emettere moneta propria, cambiarla nella moneta estera ed estinguere il debito. Non è un problema, perché non ha limiti all’emissione della moneta sovrana, giusto ?
Gli euroausterici partono dalla medesima riflessione per arrivare alla conclusione opposta. Il debitore può emettere moneta sovrana, usarla per comprare moneta estera ed estinguere il debito, quindi il debito pubblico non dovrebbe essere mai un problema. Ma nella realtà non è così. L’Argentina non è mai stata in grado di emettere pesos per comprare dollari in misura sufficiente ad estinguere il debito, e da decenni passa da un default all’altro sul debito in dollari. Quindi, ne deducono certi euroausterici, disporre di una moneta sovrana non elimina il problema del debito pubblico. Per cui il debito è debito, ed è un potenziale problema a prescindere dalla moneta di denominazione.
Elaborando su un concetto suggeritomi da Giovanni Piva, si arriva a identificare l’errore insito in queste argomentazioni. E ci si arriva riflettendo su un caso limite. Se fosse sempre possibile cambiare moneta sovrana per acquistare moneta estera, uno Stato potrebbe produrre ZERO PIL, indebitarsi in moneta estera per finanziare tutta la spesa interna (consumi, investimenti, spesa privata, spesa pubblica, qualsiasi cosa) ed emettere moneta propria per – dopo averla cambiata – estinguere il debito.
Ovviamente non è così, perché la moneta di uno Stato che non produce nulla non vale nulla.
Sempre ovviamente, uno Stato che non produce nulla non esiste. Ma è chiaro che senza arrivare al caso limite, può esistere uno Stato che si indebita in moneta estera in misura eccessiva rispetto al suo potenziale produttivo. E quello Stato NON può utilizzare il cambio per risolvere il problema. Semplicemente, il tentativo di cambiare moneta sovrana in moneta estera in quantità sufficiente fa crollare il cambio a livelli tali da rendere la manovra impossibile.
Per cui: no, il debito in moneta sovrana non è un
problema – non è neanche vero debito. Mentre sì, il debito in moneta estera è
debito, e può essere un guaio. E il motivo è che lo Stato ha pieno controllo
sulla quantità di moneta sovrana emessa, ma non ha controllo sulla moneta estera che qualcun altro sarà disposto a scambiare con la sua moneta
sovrana: non ha controllo né sulla quantità né sulle condizioni.
venerdì 15 luglio 2022
La moneta sovrana non risolve tutti i problemi ma
Siccome l’euro lo usano 19 paesi (dal 2023, 20 con la Croazia, good luck) e una duecentina di altri invece no, ovviamente tra gli altri 200+ qualcun altro ha qualche problema (di tipo economico, s’intende) pur disponendo della propria moneta.
Per cui ogni giorno si leggono articoli e commenti che parlano caso per caso dell’Argentina o della Turchia o del Venezuela o di qualcun altro e pensano di dire qualcosa d’intelligente formulando domande retoriche tipo “ma come ! guarda qui ! come lo spiegano questo i sovranisti ?”.
Caso per caso, le spiegazioni dei guai di questi paesi ci sono (vedi ad esempio qui e qui) e guarda un po’ tendono a ricollegarsi all’utilizzo di una moneta straniera. Mi preme però sottolineare un fatto molto più elementare ma non per questo sufficientemente compreso.
Usare la propria moneta è in primo luogo una questione di AUTODETERMINAZIONE NAZIONALE.
Con la MIA moneta, ho spazio per condurre politiche economiche decise e gestite DA ME, DI MIA INIZIATIVA.
Se invece uso una moneta che non emetto, che non gestisco, e che è sopravvalutata rispetto alle condizioni della mia economia, DIVENTO DIPENDENTE DA DECISIONI PRESE ALTROVE.
Se decido da solo sforzandomi di fare il mio interesse, posso sbagliare, certo, ma con ogni probabilità sono in grado di cambiare rotta, di correggere il tiro, e di superare tutta una serie di problemi.
Nell’altro caso, le decisioni mi vengono invece IMPOSTE DALL’ESTERNO. E chi sta all’esterno ha la non simpaticissima ma umana e comprensibile, e comunque inevitabile, tendenza a perseguire i SUOI interessi, e non i miei.
Per cui magari, guarda un po’, una situazione economica negativa dura da anni e anni, i “suggerimenti” provenienti dall’esterno non la risolvono, e più si cede potere meno le cose funzionano, e più qualcuno pretende che sia necessario cederne ancora di più.
Stiamo parlando della storia italiana degli ultimi 20-25 anni.
Una storia brutta, sgradevole, insensata, alimentata da avidità e ipocrisie.
Più brutta di
quanto mi aspettassi quando è stato introdotto l’euro. E non mi aspettavo
niente di buono.