giovedì 12 maggio 2016

Spaventapasseri venezuelani



“Straw-man argument” o “argomentazione dello spaventapasseri”, definizione: dare l’impressione di controbattere la tesi dell’interlocutore, quando in realtà ci si sta contrapponendo a una tesi diversa, solo superficialmente (in genere, molto superficialmente) simile.

Tipico esempio “come fai a dire che la sovranità monetaria e l’espansione della domanda risolvono qualsiasi problema dell’economia ? non vedi che il Venezuela non riesce più neanche a stampare la carta moneta che gli serve ? carta moneta che vale pressoché zero, del resto ?”

L’espansione della domanda non risolve QUALSIASI problema economico. Risolve un PARTICOLARE, SPECIFICO problema: la disoccupazione massiccia e il sottoutilizzo delle risorse produttive dovuto al fatto che in un sistema economico non circola sufficiente potere d’acquisto, quindi sufficiente domanda, per impiegare a livelli ottimali persone e impianti.

Emettendo moneta e incrementando la domanda, non aumento il POTENZIALE produttivo: ma sono in grado di saturare quello esistente – se attualmente è sottoutilizzato.

Il PIL 2015 italiano è stato, in termini reali, inferiore del 9% a quello del 2007. E’ totalmente assurdo ipotizzare che l’economia italiana non possa produrre ALMENO gli stessi livelli di PIL e di reddito che aveva raggiunto OTTO ANNI prima. Il sistema economico italiano sta operando MOLTO al di sotto delle sue potenzialità.

Al contrario, quando il sistema economico di un paese si fonda anche e principalmente sulla produzione di una materia prima – per esempio il petrolio – e il prezzo di mercato di quella materia prima cala, quel paese – per esempio il Venezuela – subisce una diminuzione di PIL potenziale, che non è risolvibile stampando moneta e sostenendo la domanda.

E se il PIL potenziale annuo di un paese africano è 1.000 dollari pro-capite, stampare moneta non lo eleva a 10.000, 20.000 o 30.000.

Ma se un paese, COME L’ITALIA, ha un PIL effettivo nettamente inferiore al suo potenziale, stampare moneta ed espandere la domanda RISOLVE IL PROBLEMA. Fa ripartire produzione e occupazione, e risolve la crisi.

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