giovedì 12 aprile 2018

Target2: la Germania che chiede i soldi ?


Come ho già spiegato più di una volta, i saldi Target2 sono una delle caratteristiche dell’Eurosistema peggio comprese e quindi maggiormente fraintese.

Un commento espresso piuttosto di frequente da vari opinionisti, e particolarmente significativo di questo stato di confusione, si può riassumere nei termini seguenti. La Germania avrebbe tutto l’interesse a lasciare l’Eurosistema perché la Bundesbank vanta un saldo attivo Target2 con la BCE di circa 900 miliardi. “Quindi” in caso di GermanExit la BCE dovrebbe “staccare un assegno” di 900 miliardi.

Dove sta il fraintendimento ?

Poniamo pure che esista un “impegno di liquidazione” in caso di uscita (che in realtà non c’è, in quanto, come si spiegava qui, non esiste alcun contratto di finanziamento o di deposito: il Target2 è un meccanismo di regolazione contabile, non un rapporto creditizio).

Ma trascuriamo quest’ultimo punto. La Germania, immaginiamo, esce dall’Eurosistema, e il signor Bundesbank si presenta dal signor BCE (il viaggio è breve, stanno tutti e due a Francoforte) e con piglio fermo e deciso chiede “i miei 900 miliardi, li voglio qui, sul tavolo, li devi saldare !!”

Il signor BCE guarderebbe il signor Bundesbank con aria alquanto sbigottita.

Perché il signor Bundesbank detiene, certamente, un attivo di 900 miliardi, a cui però già oggi può attingere quando gli pare. E l’impegno correlato è a carico dell’istituzione che emette gli euro (la BCE). Una controparte, quindi, solvibile per definizione.

Già oggi, senza bisogno di fare nulla di particolare, la Bundesbank può prelevare quanto vuole, fino al limite del suo saldo attivo.

Perché non lo fa ? ma perché la Bundesbank centralizza su di sé i saldi interbancari del sistema creditizio tedesco, a cui fanno riferimento le persone fisiche e giuridiche (non necessariamente tutte tedesche) che hanno depositi presso le banche del paese.

E i saldi Target2 si formano appunto perché i residenti tedeschi incassano (collettivamente) più euro dagli altri paesi dell'Eurosistema, rispetto a quanti ne pagano. E la differenza rimane depositata presso la BCE.

Altrimenti detto, i residenti tedeschi potrebbero in qualsiasi momento decidere di spendere questi euro per importare più prodotti esteri, o per effettuare maggiori investimenti finanziari all’estero. Se non lo fanno, i soldi rimangono depositati presso la BCE. E dove se no ?

Non c’è bisogno di attivare la GermanExit né di presentarsi dal signor BCE, con aria truce, per “esigere il dovuto”. Basta effettuare un prelievo.

Un altro modo di descrivere la situazione è il seguente. Se la Bundesbank “preleva i suoi 900 miliardi” è perché i residenti tedeschi hanno deciso (in qualche modo) di utilizzare surplus di bilancia dei pagamenti generati in questi anni. Questo lo possono fare in qualsiasi momento.

Se non lo vogliono fare, l’ipotetico prelievo di 900 miliardi verrebbe effettuato dalla Bundesbank senza che venga attivata alcuna altra forma di impiego. In pratica la Bundesbank li preleverebbe e li ridepositerebbe un secondo dopo, sempre presso la BCE. Che senso ha questa operazione ? esattamente e precisamente nessuno.

In sintesi, la Bundesbank ha effettivamente 900 miliardi di disponibilità presso la BCE. Ma li ha già oggi, e li può utilizzare in qualsiasi momento i residenti tedeschi lo desiderassero. Se esce dall’euro, non le arriva un centesimo in più rispetto a quanto è già disponibile e utilizzabile oggi.


11 commenti:

  1. Ennesima riprova che il signor Sinn e gli altri fanatici rigoristi usano questa frottola del credito da esigere per incutere ulteriori timori verso i Paesi del sud e per dissuaderli da un'eventuale uscita. Oppure per pretendere un "dazio" (che non sussiste) se un eventuale Paese decidesse di uscire.

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    1. Qualcuno di loro sicuramente strumentalizza questi equivoci. Paradossalmente però altri sono in buona fede: hanno le idee genuinamente confuse...

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  2. Un "rimborso" non dazio

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  3. Giovanni Albin: E cosa succederebbe se la Bundesbank utilizzasse i 900 mld che le spettano?

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    1. Non lei, ma i titolari di depositi presso banche tedesche: comprerebbero beni, servizi o attività finanziarie all’estero e i saldi Target2 di conseguenza si azzererebbero.

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    2. Giovanni Albin: Quindi si darebbero la zappa sui piedi mentre noi aumenteremmo le esportazioni verso Germania 😁

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    3. Ma infatti ;) si sta montando una panna montata pazzesca su un problema inesistente.

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    4. Perché si darebbero la zappa sui piedi? Ai tedeschi converrebbe importare di più se avessero una politica fiscale adeguata a farlo, non gli conviene con l'attuale politica fiscale (pareggio o leggero surplus di bilancio) perché importare di più significherebbe meno domanda interna

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    5. Zappa sui piedi nella loro ottica mercantilistica. Che effettivamente per la maggioranza della popolazione non è affatto l’ideale ma (finché dura, cioè finché i partner commerciali non si stufano - vedi USA oggi) piace molto ai loro industriali.

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  4. Secondo me sono già della Bundesbank e se tutti i clienti (Banche Commerciali) chiedessero quei soldi perché imprese e privati paradossalmente e simultaneamente ritirano e prelevano i loro denari dai propri conti nessuno potrebbe potrebbe impedirglielo e li rimetterebbero in circolo nel sistema paese nazionale e/o internazionale.

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    1. E' assolutamente così, non ci sono dubbi. Con la precisazione che se restano all'interno del paese non diminuiscono il surplus Target2 (perché vengono ridepositati presso il sistema bancario tedesco e quindi presso la Bundesbank). Lo diminuiscono se vengono utilizzati per acquistare beni o servizi da, o per effettuare investimenti in, altri paesi dell'Eurosistema.

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