lunedì 13 agosto 2018

Turchia


Molti commentatori economici “antisovranisti” stanno utilizzando la crisi turca per contrastare la tesi secondo la quale è (di gran lunga) preferibile emettere e gestire la propria moneta nazionale.

La Turchia sta attraversando forti tensioni finanziarie e la lira turca si sta rapidamente svalutando. Meglio quindi essere nell’Eurosistema, “che ci protegge da questo tipo di problemi" ?

No, proprio per niente. I problemi della Turchia nascono da un eccesso di indebitamento in valuta estera, contratto durante i recenti anni di forte crescita economica, domanda interna effervescente e alti deficit commerciali.

Questi eccessi sono la prova delle difficoltà che possono nascere dalla libera e deregolamentata circolazione di capitali: uno dei principi basilari dell’Eurosistema, in effetti.

Indebitarsi in moneta estera è certamente un rischio. Usare l’euro al posto della propria moneta nazionale lo evita ? al contrario. Se si usa l’euro e si cessa di emettere la propria moneta, TUTTI i debiti – pubblici e privati – diventano debiti in moneta estera.

E infatti la crisi dei PIGS, nell’ambito dell’Eurosistema, si è venuta a creare nel 2009-2012 a causa di un eccesso di indebitamento estero, soprattutto privato, contratto per finanziare deficit commerciali (nel caso di Spagna, Portogallo e Grecia) o a causa di movimenti finanziari speculativi (Irlanda) o di bolle immobiliari (Spagna e Irlanda). Problemi in larga misura analoghi a quelli attuali della Turchia.

Tra l’altro la Turchia ha un rapporto debito pubblico / PIL molto basso (40% circa), su livelli simili a quelli di Spagna e Irlanda all’inizio della crisi: prova che i “conti pubblici in ordine” non evitano l’instabilità finanziaria.

Se c’è una cosa che la crisi turca, una volta di più, dimostra è che i mercati sono spesso inaffidabili nella loro valutazione di breve-medio termine riguardo all’affidabilità di un paese. E che è quindi potenzialmente catastrofico infilarsi in una situazione dove i mercati diventano il giudice supremo della “credibilità” dei paesi stessi – come è invece costretto a fare chi (i paesi dell’Eurozona) raccoglie debito (in particolare debito PUBBLICO) denominato in una moneta che non emette.

Che cosa avrebbe dovuto fare di diverso, la Turchia ? gestire il suo sviluppo economico con maggiore attenzione ai saldi commerciali esteri e regolare gli afflussi di capitale in valuta, limitando in particolare quelli che non davano solide garanzie di essere utilizzati per espandere produzione locale, in parte destinabile alle esportazioni.

Sento dire: i finanziamenti non sarebbero arrivati se non in valuta estera, perché della lira turca non ci si fidava. Probabile, o quantomeno non nella stessa misura. Questa però è un ulteriore prova della scarsa capacità di valutazione dei “mercati”: non gli va bene prendersi un rischio di svalutazione e però invece accettano un rischio di default… (o magari contano sul fatto che arriverà a tempo debito un Fondo Monetario Internazionale o una Troika a limitargli i danni e a far pagare il conto alle popolazioni locali…).

Ma comunque, con meno finanziamenti esteri in valuta sarebbero arrivati quelli meglio in grado di rientrare grazie a flussi di export futuri, e meno di quelli a sostegno dei consumi o della speculazione immobiliare. Crescita meno rapida, quindi, ma più equilibrata.

Che cosa può fare la Turchia, adesso ? come argomenta Krugman qui, prendere esempio da chi nel recente passato ha avuto problemi analoghi ed è stato in grado di uscirne: la Malesia nel 1998, l’Islanda nel 2009, l’Argentina nei primi anni dopo la crisi del 2001.

Nelle parole di Krugman, per un periodo transitorio “interrompere l’esplosione del rapporto d’indebitamento con una qualche combinazione di controlli temporanei sui capitali, per creare un coprifuoco sulle fuoriuscite “da panico”, ed eventualmente ripudiare una parte del debito in valuta estera”.

Tutte cose che un paese appartenente all’Eurosistema, ovviamente, non ha l’autonomia di mettere in atto.

La sovranità monetaria non evita QUALSIASI problema. Questa ovviamente non è la tesi. E’ sempre possibile, anche avendo la propria moneta, cedere alle lusinghe di chi, nelle fasi di euforia, offre credito facile in moneta estera. Ma i problemi attuali della Turchia non sarebbero stati evitati affatto usando l’euro. Al contrario, sarebbero scoppiati molti anni fa, come nel caso dei PIGS, e sarebbero poi stati ancora più difficili da risolvere.

La sovranità monetaria non evita e non risolve qualsiasi problema, ma fornisce delle leve di azione che avrebbero evitato all’Italia i problemi attuali, e gli darebbero gli strumenti per risolverli oggi.

Mantenendo il suo debito pubblico in lire, l’Italia non avrebbe avuto, nel 2011, alcuna crisi dello spread. E oggi potrebbe tranquillamente immettere nell’economia il potere d’acquisto necessario a rilanciare la domanda interna, nonché migliorare la propria competitività senza passare da lunghi e dolorosi processi di deflazione salariale.

L’Italia, al contrario della Turchia e degli altri PIGS, non ha mai avuto alti deficit commerciali né una posizione finanziaria netta sull’estero (“NIIP”) fortemente passiva. Nel 2017 in realtà i saldi commerciali esteri sono stati in surplus per oltre 50 miliardi. La NIIP è oggi negativa ma solo per l’8% del PIL circa.

L’Italia non ha bisogno di capitali esteri per tornare a crescere. Sono i vincoli dell’Eurosistema che generano, artificialmente, costrizioni il cui superamento è indispensabile per uscire, finalmente, dalla depressione economica.


76 commenti:

  1. Che dire carissimo....forse sarebbe il caso di chiudere la Bocconi...ormai stantia...e,coloro che scelgono economia, contattare i blog dei sovranisti....nei quali vi sono grandi economisti. Grazie a Lei dr. Cattaneo ed altri....sto capendo le strategie della economia, moneta, banche...io, che mai mi sono interessata di questa materia...infatti ho scelto studi classici, oggi se voglio affrontare questi gravissimi problemi in cui la UE, questa organizzazione criminale che agisce a discapito dei popoli e nazioni...in favore dei mercati....e mercanti necessita avere appieno una conoscenza della situazione perpoter creare strategie.

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    1. Chiudere la Bocconi mi spiacerebbe perché mi ci sono laureato, ma la tentazione viene :) ai tempi insegnavano cose diverse, rispetto a quanto raccontano oggi.

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    2. Ma le altre università come sono che lei sappia? Da quel che sento i prof euristi o cmq di idee mainstream e i manuali di Giavazzi e co non sono prerogativa solo della Bocconi..

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    3. No, la LUISS per esempio è sulla stessa linea. Molte università meno note invece hanno parecchi docenti che la pensano diversamente. Va anche detto che voci discordi si trovano anche in Bocconi: Amato e Fantacci, per esempio.

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  2. Che cos'e' la posizione finanziaria netta e perche' e' passiva per l'Italia io sapevo che la ricchezza finanziaria dell'Italia e' di 4.000 miliardi contro i 1.000 di debito si tratta di 2 cose diverse ???
    Luca il KAKAKATSO PATRIOTA

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    1. Sì, sono cose diverse. La Net International Investment Position è la differenza tra attività di residenti italiani all'estero, e quelle di residenti stranieri in Italia. Vedi post del 6.6.2018.

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    2. Perche' e' importante la posizione finanziaria netta sull'estero ?
      Luca il KAKAKATSO PATRIOTA

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    3. Perché esprime in che misura il totale dei cittadini, dello Stato e delle aziende italiane, quindi l'Italia intesa come paese, accumulano attività finanziarie e patrimoniali estere, al netto di quelle possedute da stranieri in Italia. Se ho il passivo NIIP pari a 1.000 miliardi e zero attività, significa che residenti stranieri in tutto possiedono 1.000 miliardi di aziende, immobili, partecipazioni e crediti verso l'Italia. Se il passivo è 1.000 ma la NIIP è zero, significa che a fronte dei 1.000 di passivo ne ho altrettanti di investimenti internazionali.

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    4. Quindi in Italia ci sono proprieta' di stranieri in attivo pari all'8% del PIL ( 136 miliardi € ), e' un problema ?
      Luca il KAKAKATSO PATRIOTA

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    5. L'8% non è un problema perché è una percentuale modesta. La Spagna, per esempio, è passiva al 100%: quello sì dovrebbe preoccupare...

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    6. Questo spiega forse perché la Spagna sia molto europeista ed eurista? Non ci pensano nemmeno a tornare alla peseta proprio come i Greci non pensano di tornare alla dracma.. stanno messi molto peggio sono colonie.. ma potrebbero salvarsi se lo facessero

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    7. Di sicuro quelli che potrebbero gestire meglio di tutti la transizione, e avere più di tutti vantaggi tornando alla moneta nazionale, siamo proprio noi...

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  3. Ma il Niip rientra nella bilancia commerciale?

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    1. Casomai il contrario: a parità di altre condizioni, una bilancia commerciale attiva incrementa la NIIP, una bilancia passiva la decrementa.

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  4. Salve le domandai tempo fa che ne pensava della nazionalizzazione di Alitalia. Ora pare che il governo voglia acquisire addirittura il 100% con CdP e FS e stia preparando un buon piano industriale con espansione flotta lungo raggio e coinvolgendo Boeing e Delta (accordo Conte-Trump). Sembra una buona notizia che dice ?

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    1. Suona bene, anche se ovviamente non ho cognizione dei dettagli. I tentativi di rimettere in sesto Alitalia sono stati tanti che oggi prevale lo scetticismo. Ma era accaduto così anche con la Fiat ante Marchionne, per fare un esempio (a prescindere dalle valutazioni sugli impatti per l'economia e per il tessuto sociale italiano: ma Marchionne aveva un compito solo che era fare l'interesse dell'azionista. Che nel caso di Alitalia non sono - solo - eventuali futuri investitori, ma la collettività nazionale).

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    2. Esattamente. Oltretutto parliamo di una compagnia che è tra le prime per puntualità in Europa (meglio di British Airways e Lufthansa su puntualità) e ha molti passeggeri.. se ben sviluppata può portare molti introiti nel lungo raggio. Inoltre è uno dei pochi gioielli che ci sono rimasti.. svenderla e regalarla a stranieri non mi pare proprio il caso..

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  5. Poco fa su TGCom24 canale 51 Ugo Arrigo prof della Bicocca ha detto che l'Italia con moneta sovrana stile anni '70 sarebbe attaccata come la Turchia, conosce questo pseudo prof Ugo Arrigo ???
    Luca il KAKAKATSO PATRIOTA

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    1. No, comunque ha detto una stupidaggine, per i motivi spiegati nel post.

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    2. Sono quello del discorso Alitalia.. Ugo Arrigo guarda caso è proprio uno degli esperti chiamati dal M5S come consiglieri sul caso Alitalia.. è un prof della Bicocca Milano, di tendenza liberista, esperto di Alitalia e aziende ma per la macroeconomia e monetarismo è meglio che se ne stia zitto

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    3. Magari riguardo al settore trasporti aerei è competentissimo. Ma la macroeconomia è un'altra faccenda...

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    4. Si infatti segue Alitalia da anni, ha sviscerato i bilanci nei dettagli ma ovviamente qui si parla di un'azienda (microeconomia).. di sovranità monetaria penso che non ne sappia un granché da come parla.. questi applicano il micro al macro.. brutta abitudine

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  6. Zibordi ritiene che l'austerità continuerà e che Bce ovviamente rinnoverà acquisti titoli reinvestendoli per ricambiare.. in pratica son già d'accordo nel mandare avanti la baracca. Il mio dubbio però è se ciò avverrà anche dopo Draghi con Weidmann ma temo di si, dato che conviene molto a industria tedesca oltre che a finanza internazionale.. insomma daranno il calcio al barattolo.. certo che se governo fa deficit all'uno virgola NON andrà lontano lei mi dirà.. io invece temo che governo potrebbe benissimo durare 5 anni se fosse d'accordo con Draghi su deficit.. perderebbe consenso ma il popolo non può cacciarli via purtroppo (se tradiranno con austerità)

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    1. Ma se anche li cacciasse tornerebbe il PD, quindi a che pro ? Detto questo, continuo a non fare nessuna previsione perché allo stato di quanto posso giudicare io (ma, sono sicuro, anche allo stato di quanto ne sa Zibordi) si tratterebbe (tratta) di pure illazioni.

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  7. Ma ci converrebbe di piu' usare i CCF o uscire dall'€ con la nuova Lira/Solido/Sesterzio/Fiorino :) potremmo esportare molto di piu' rispetto all'€ avremmo forse qualche problema per le importazioni energetiche ???
    Luca il KAKAKATSO PATRIOTA

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    1. No, nessun problema. Il motivo per cui propongo i CCF e non l’uscita secca è che l’uscita secca è molto più complicata da attuare. Vedi post del 26.2.2013.

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    2. Secondo lei quanto ci costerebbero di piu' le importazioni con nuova moneta sovrana questo e' uno degl'argomenti dei filo-€ !!! ???
      Luca il KAKAKATSO PATRIOTA

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    3. Massimo il 30% in più, ma questo riguarda solo le importazioni che non possiamo sostituire con produzioni interne - non più del 20% del totale. Il maggior costo dell’import è quindi stimabile in max 6%. Il vantaggio dato dal maggior export e dal rilancio della domanda interna è molto, ma molto maggiore.

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  8. Ma possiamo avere gli stessi effetti dell'uscita dall'€ usando i ccf o le esportazioni non crescerebbero come con vera moneta diversa dall'€ ? Dobbiamo avere paura delle agenzie di rating e dei loro giudizi poco imparziali ?
    Luca il KAKAKATSO PATRIOTA

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    1. Si’, perché una quota di CCF può essere usata per ridurre i costi di lavoro a beneficio (anche) delle imprese, e questo crea un beneficio analogo a quello di un riallineamento valutario - vedi post del 15.9.2013. Quanto alle agenzie di rating, anche nei loro confronti bloccare il debito e far ripartire la crescita crea una situazione enormemente migliore dell’attuale.

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    2. Le agenzie di rating capirebbero il progetto CCF o l'userebbero come scusa per speculare come hanno sempre fatto ???
      Luca il KAKAKATSO PATRIOTA

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    3. Le agenzie di rating non sono gli speculatori, anche se spesso creano il dubbio di esserne, diciamo così, fortemente influenzate... di sicuro il progetto CCF tutela i creditori e gli investitori molto meglio della situazione attuale - vedi risposta precedente.

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  9. Sul twitter di Zibordi ho letto che ora la Bce smette di comprare i btp e quindi il costo dei titoli aumenta.. ma non dovrebbe scendere? Sapevo che quando la BC acquista titoli il prezzo sale e il tasso scende, viceversa quando li vende. Non sono esperto forse quando si limita a non comprarli il prezzo può cmq salire come dice Zibordi? Se può chiarirmi la ringrazio

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    1. Se gli acquisti diminuiscono, a parità di altre condizioni il prezzo scende e quindi il tasso d’interesse sale.

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    2. Forse allora per costo che sale intendeva il tasso. Altra domanda: quando la BC acquista/vende il tasso interesse scende/sale e il tasso di cambio pure ?

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    3. Tendenzialmente gli acquisti della BCE finanziati da emissione monetaria (di euro) lo indeboliscono.

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    4. Noto che da qualche tempo il dollaro sta salendo rispetto all'euro.. dipende dal rialzo tassi della fed? Ma agli Usa non converrebbe tenere il dollaro basso?

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    5. Si’, ma l’economia USA va molto meglio rispetto all’Eurozona, e le turbolenze non fanno altro che spingere gli investitori verso il dollaro - che domani ci sarà, l’euro chissà... senza contare che le banche più esposte verso la Turchia sono eurozoniche (soprattutto spagnole e francesi) non certo statunitensi.

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    6. Quindi sale anche per il fatto che nel Forex si comprano dollari. Mentre l'euro scende.. ma se uno ha banconote euro (o titoli in euro) e poi questo viene smantellato non è che gli rimane il cerino in mano? Potrà poi convertire nella moneta del suo Paese gli euro?

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    7. Si’, potrà convertirlo. Però se, quando e come avverrà è incerto, e l’incertezza non fa bene ai valori delle attività finanziarie - valute incluse.

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  10. Salve ha letto i commenti dei vari sciacalli (Marattin) sul crollo di Genova? Negare che l'austerità ne sia la causa (e anche la privatizzazione).. non è più sopportabile ascoltare anche un PdR che straparli di sicurezza ed investimenti fingendo che non ci siano vincoli sui quali è il primo guardiano.. siamo oltre l'ipocrisia.. siamo vicini al crimine. Vediamo il governo se darà una svolta

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  11. L'ex capo economista Ashoka Mody parla di tempesta finanziaria in arriva per sistema bancario italiano e che governo dovrà essere preparato a difenderlo.. come potrà farlo? I ccf possono aiutare in questo?

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    1. Si’ perché possiamo bloccare definitivamente l’incremento del debito e attuare le politiche espansive che ci servono con i CCF.

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  12. Mi spiega perche' la Germania nazista ha usato le obbligazioni MEFO nonostante avesse moneta sovrana per rilanciare l'economia ???
    Luca il KAKAKATSO PATRIOTA

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    1. Perché il trattato di Versailles imponeva alla Germania restrizioni e controlli (da parte delle potenze vincitrici della prima guerra mondiale) sull’emissione di moneta.

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  13. Ha visto ? Su Il Fatto Quotidiano e' uscito un articolo sui titoli di sconto fiscale TSF i nostri CCF e si dice che il governo e' pronto a emetterli ma solo 30/40 miliardi annui da usare dopo 4 anni quindi meno efficaci dei CCF ma sempre meglio di niente :) !!!!!
    Luca il KAKAKATSO PATRIOTA

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    1. L’autore di quell’articolo ha apportato qualche modifica marginale al progetto CCF e la sta presentando come fosse una cosa diversa, ma è solo una variante. Comunque il governo non è “pronto a emetterli”, è solo una proposta da blog giornalistico.

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    2. Quindi secondo lei Il Fatto che e' un giornale simpatizzante dei 5S non ha qualche informazione in piu' rispetto alle politiche del governo, e' solo una proposta dell'autore sul blog ???
      Luca il KAKAKATSO PATRIOTA

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    3. Il Fatto non lo so; l’autore dell’articolo non credo proprio abbia informazioni diverse da quelle di pubblico dominio.

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  14. Pare che ora la Lira turca stia recuperando.. avere una valuta sovrana FA la differenza, non c'è niente da fare (ovviamente per Paesi industrializzati e sviluppati)

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    1. Come si diceva nell’articolo: non risolve QUALSIASI problema, ma molti si’, e molti altri li evita...

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  15. Domanda OT: Richard Werner, White (ex BRI) Zibordi ecc dicono spesso che sono le banche commerciali a creare il denaro a debito (ad emettere la quantità maggiore) e che quindi questo sistema funziona molto male e crea bolle e crsh finanziari (con le BC che poi tappano le perdite e l'austerità imposta in Occidente). Ma è cosi anche in Asia ? Come dovrebbe essere allora il sistema ? Lo Stato creerebbe il denaro e le banche commerciali farebbero solo da intermediari per il risparmio e i prestiti?

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    1. E’ una possibilità. Ma sarebbe già un grossissimo passo in avanti tornare alla situazione pre anni Ottanta: separazione dell’attività creditizia dall’investimento finanziario (spesso e volentieri di natura speculativa). E garanzia ai depositanti degli istituti di credito fornita dalla propria banca centrale (folle, nell’eurozona, averla eliminata). Mentre l’investimento finanziario lo fanno fondi che non raccolgono capitale a debito.

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    2. Si anche. Ma in Asia il sistema com'è? Come in Occidente pre anni 80 ? Sicuramente hanno la garanzia della BC e dello Stato credo

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    3. Credo simile all’Occidente pre anni 80 ma ancora più controllato. Dipende poi da paese a paese. In Cina ovviamente tutto il sistema bancario è statale.

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  16. OT

    In un forum stiamo parlando dei Vincoli di spesa imposti dall'UE e del Pareggio di Bilancio..e dell'impossibilità che si facciano lavori per via del Patto di Stabilità.

    Uno mi ha linkato questo articolo di Dago Spia in relazione alle affermazioni di Salvini sulle responsabilità delle imposizioni dell'UE in relazione al disastro di Genova

    http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/ma-allora-fessi-siamo-noi-salvini-accusa-rsquo-europa-181040.htm

    .. articolo ove parla il neoliberista Nicola Rossi dell'Istituto Bruno Leoni (quello che piace ad Oscar Giannino ..quello dei masterFake prestigiosi alla Booth School dei Chicago Boys ..;-)

    Sinceramente ? non so cosa rispondere …

    domanda : è cosi come dice Nicola Rossi ???....voglio dire di soldi per far certi lavori ce ne sono in abbondanza messi a disposizione dall'UE...oppure è una balla ben arzigogolata come talvolta sparano "lor signori neoliberisti " ??? …

    non ho elementi conoscitivi per poter controbattere….

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    1. In primo luogo l’Italia è un contribuente netto della UE: noi paghiamo e poi la UE ci consente “graziosamente” di utilizzare una parte dei nostri soldi. Poi, l’utilizzo è condizionato al fatto che lo Stato italiano metta altrettanti soldi (cofinanziamento al 50%): e se i vincoli di bilancio impediscono di trovare il 50%, anche il 50% di “provenienza” UE rimane sulla carta. Infine, tutto è comunque soggetto a un’approvazione specifica UE, quindi a un’ulteriore livello di burocrazia. Livello, a quanto sento dire, particolarmente lungo e ferruginoso, dove peraltro le iniziative italiane tendono ad essere viste - diciamo così - con scarsa “simpatia”.

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  17. Salve ho una domanda sul debito ita: è vero che la percentuale del debito estero ita equivale al 40% e corrisponde quindi quasi alla spesa pubblica del governo cioè circa 800 mld ? Questo vuol dire che l'intero ammontare della spesa governativa è in mano alla BCE e Bankitalia che la finanziano ? O non è necessariamente cosi? Grazie

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    1. È vero che i due numeri sono all’incirca uguali, ma non c’è nesso tra le due cose. Tra l’altro il debito è uno stock, la spesa è un flusso. Quello che è vero è che il finanziamento del deficit e il rifinanziamento del debito via via che scade sono in mano a chi decide di comprare nuove emissioni di debito: che siano investitori italiani o stranieri, BCE o Bankitalia... ma l’unico motivo è che la moneta in cui lo Stato effettua la sua spesa netta non è emessa dallo Stato medesimo. Riappropriarsi dell’emissione monetaria fa di colpo cessare la necessità di reperire “chi ti compra il debito”. Il che non vuol dire che diventa possibile spendere qualunque cifra per qualunque cosa, ma che i vincoli tornano a essere l’inflazione e i saldi commerciali esteri, non le paturnie dei mercati finanziari.

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  18. L'Avv. Mori dice che se non si modifica la legge di attuazione della legge di bilancio, l'avanzo primario nella legge bilancio sarà inevitabile. È vero? Coi ccf cmq penso si potrebbe cmq aggirare, ma se anche il piano Savona prevede 50 mld in deficit che senso avrà ? Grazie

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    1. Correggo: se quel che dice Mori è vero che legge attuazione è vincolante, come potranno fare 50 mld deficit?

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    2. In realtà puntano a deficit e crescita entrambi intorno al 2%. Con i CCF naturalmente si potrebbe fare di meglio, vedi post dell’8.8.2018.

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    3. Si ok ma questa legge di attuazione (scritta da Giorgetti e secondo Mori vincolante) di cui parla Mori, permette deficit o no?

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    4. Dovrei esaminare le argomentazioni di Mori. Se ho ben capito ci sarebbe un provvedimento normativo che a suo dire ci impegna a un avanzo primario nel 2019. Ma non rileva perché il 2% o anche il 3% di deficit totale implicano comunque un avanzo primario. E a più del 3% nel 2019 nessuno pensa di arrivare.

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    5. Non sono esperto ma mi faccia capire.. se come lei ha detto anche il 2 o il 3% implicano l'avanzo primario, a quanto ammonta la somma di avanzo? Es se governo fa un deficit del 3 che sono 50 mld ?

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    6. Se facciamo 50 miliardi di deficit totale e gli interessi sul debito sono 60, siamo comunque in avanzo primario per 10.

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    7. Questo prova che empiricamente gli interessi (dovuti all'euro) si mangiano il deficit? Bisognerebbe quindi superare quel 3%. È una gabbia economicida questo sistema. Si figuri che ecatombe se si applicasse il pareggio di bilancio..

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    8. Gli interessi si mangiano l’avanzo primario. E il pareggio di bilancio è un’assurdità, salvo in rari casi - congiuntura molto più forte della media, ma è un fenomeno per definizione transitorio, o megasurplus commerciali che sostituiscono domanda estera alla domanda netta del settore pubblico: la fa oggi la Germania grazie all’euro, moneta per lei sottovalutata, ma così crea problemi a tutti i suoi partner commerciali.

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    9. Chiedo scusa mi è venuto un dubbio.. nella prima domanda forse avrei dovuto dire avanzo PUBBLICO invece che primario? Forse Mori intendeva quello? Nel discorso fatto finora cambia qualcosa se parliamo di avanzo pubblico(è quello fonale o sbaglio?) Grazie e scusi sono neofita

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    10. Avanzo / disavanzo pubblico è quello complessivo; avanzo / disavanzo primario è quello che esclude dal computo gli interessi. Sicuramente Mori non intendeva (salvo che abbia preso una cantonata clamorosa...) che l’Italia si sia impegnata a realizzare un avanzo pubblico nel 2019, semplicemente perché è impossibile.

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    11. Si certo Mori intendeva l'avanzo primario. Comunque da quello che ho capito bella parte delle tasse che paghiamo se ne va in interessi verso banche e fondi finanziari e la spesa dello Stato viene diminuita drenando risorse ai cittadini. E il debito NON si riduce anzi aumenta. Bella trappola davvero l'euro e l'austerità

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  19. Professore buongiorno, vorrei che n suo commento sul momento. Abbiamo lo spread vicino ai 300, la lex di stabilità ad ottobre, la questione migranti sul tappeto è un enorme bisogno di spendere in infrastrutture. Il rating del paese è alle porte del junk. Secondo lei, in questo momento, questo governo ha già pronto o sta lavorando ad un piano per l’uscita dall’euro? Temo si rischi lo scontro con la UE come fece la Grecia X poi trovarsi senza carte in mano. Mi preoccupa il silenzio di Bagnai, Borghi, Caraciolo e anche Savona. Infine, nessuno dell’attuale governo che lei sappia, sta valutando proposte come i suoi CCF? Grazie

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    1. Su quest’ultimo punto, qualcosa si sta facendo, ma non le so dire con che grado di approfondimento. Il silenzio dei vari personaggi citati non dimostra niente ne’ in un senso ne’ nel senso. Se stessero lavorando su un piano, ovviamente non dovrebbero far trapelare nulla...

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  20. SU internet vi è un grafico che ben evidenzia la massa monetaria che decolla con il cambio che collassa...purtroppo non si puo' pubblicare qui ma è così...alla faccia che la moneta non impatta sui prezzi...

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    1. Non è la moneta DI PER SE' che impatta sui prezzi, ma la moneta che va ad alimentare domanda di beni e servizi reali in eccesso rispetto alle capacità produttive del sistema economico. Vedi post del 9.1.2014.

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