sabato 1 maggio 2021

Gli scettici azzittiti dall’Ecobonus

 

L’Ecobonus 110% attribuisce crediti d’imposta, utilizzabili in compensazione su un arco temporale di cinque anni, a chi effettua interventi di ristrutturazione immobiliare che soddisfino determinati requisiti di efficientamento energetico e di miglioramento degli impatti ambientali.

In questi giorni, forze politiche e governo stanno discutendo animatamente in merito alla sua estensione, al suo prolungamento temporale, e a come rendere le procedure per ottenere l’Ecobonus più snelle e affidabili.

La normativa può senz’altro essere migliorata. Però un risultato importantissimo già è stato ottenuto.

Quando, nell’ormai lontano 2012, ho formulato le prime proposte di Moneta Fiscale nel formato CCF, ho ricevuto parecchie contestazioni – condite a volte da forti dosi d’ironia se non di sarcasmo – del tipo “ma che sono questi CCF, buoni pasto ?” “ma che me ne faccio ?” “ma chi mai li prenderà ?” “se vai in banca a farteli scontare ben che vada ti daranno metà del valore facciale”. Eccetera.

Il dato di fatto è che l’Ecobonus sta suscitando un interesse enorme, e le aziende di credito accettano di comprare i relativi crediti d’imposta con sconti tipo 7-8% del valore facciale, su un periodo di differimento medio di due anni o poco più. Su base annua il tasso di attualizzazione è del 3-4%, altro che il 50%.

Lo strumento oggi è ben lontano dall’essere sfruttato per tutto il suo potenziale. Le procedure per ottenerlo sono complesse, non so dire se per eccesso di burocrazia o perché la verifica delle caratteristiche energetico-ambientali degli interventi è, di suo, complicata.

Sicuramente la normativa va migliorata e semplificata. Ma in aggiunta, e ancora più importante, va estesa a un ventaglio di interventi molto più ampio, soggetti a condizioni di erogazione molto più semplici e automatiche. Come previsto peraltro dal progetto-base CCF.

Va inoltre avviata la piattaforma di scambio dei crediti fiscali, che renderà lo strumento molto più liquido e ridurrà ulteriormente, e di parecchio, i tassi di attualizzazione.

Ma già nella forma attuale, l’Ecobonus ha demolito gli scetticismi e le ironie di quei commentatori. Il valore economico della Moneta Fiscale e la sua capacità di sviluppare una potente azione espansiva sull’economia, nonché di ridare leve d’intervento per portare l’Italia fuori dalla crisi, sono a questo punto totalmente dimostrati.

 

6 commenti:

  1. Non dimentichiamo che questi bonus consistono in riduzioni di gettito fiscale in futuro. Un altro strumento funzionale all'aumento del debito pubblico.
    La strada non e' questa, ma quella della "moneta di stato"

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    1. Ma questa E' moneta di Stato. La moneta di Stato è tale se, appunto, lo Stato la accetta per pagarci le tasse.
      La riduzione di gettito fiscale futuro non preoccupa per due ragioni (1) con ogni probabilità, dati i due anni medi intercorrenti tra emissione e utilizzo, l'operazione si autofinanzia; e (2) se anche l'autofinanziamento non si realizzasse al 100%, non c'è problema ad incrementare nel tempo la quantità di Moneta Fiscale emessa (effettuando, con questo incremento, future azioni di politica economica) purché l'ammontare di sconti fiscali che diventano utilizzabili anno dopo anno rimanga una modesta frazione del gettito lordo. E siccome il progetto CCF punta a emissioni annue di 150 miliardi a fronte di incassi lordi del settore pubblico di circa 800, i margini sono enormi.

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  2. In teoria si potrebbero estendere a tutto il resto del sistema delle detrazioni e bonus vari no? Idealmente potremmo avere una situazione in cui ad esempio se compri dei farmaci ti viene rimborsata immediatamente una percentuale della spesa in crediti fiscali (tramite un conto collegato alla tessera sanitaria o qualcosa di simile). Sarebbe anche una semplificazione burocratica perché non ti devi conservare gli scontrini ed è anche più semplice la dichiarazione dei redditi.

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    1. Certo, il concetto è applicabile a qualsiasi credito d'imposta, nell'accezione più ampia del termine.

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    2. Occasione per avere una camera di compensazione nazionale. Poi potremmo chiedere anche la trasparenza derivante dalla sincronizzazione di tutti gli ENTI. Senza dati, si è solo una persona con un'opinione. Bello gestire la politica in presenza di milioni di opinioni. Colpa nostra.

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  3. Gli USA ci hanno aiutato col piano Marshall???
    I francesi hanno fatto una ricerca con documenti in mano da cui si denota che il 90% dei fondi erano prestiti e il resto soldi con cui comprare merci esclusivamente americane.
    È UNA LEGGENDA METROPOLITANA CHE L'IMPERO DEGLI OBESI HANDICAPPATI ABBIA "AIUTATO" L'EUROPA LO HA FATTO SOLO PER EVITARE LA PRESA AL POTERE DEI COMUNISTI E SOLO GLI STUPIDI E GLI IGNORANTI CREDONO ALLA PROPAGANDA AMERICANA ;) !!!
    LUC NAZIONALISTA

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