Per le banche centrali, perlomeno per quelle del mondo occidentale (Fed e BCE) è un dato di fatto incontrovertibile che alzare i tassi d’interesse crei un effetto restrittivo su domanda e prezzi, quindi un effetto di rallentamento dell’economia. E che abbassarli generi il risultato opposto.
In realtà non è per niente certo che le cose funzionino così.
Alti tassi d’interesse producono un effetto negativo su credito al consumo, mutui immobiliari e finanziamenti agli investimenti industriali.
Ma alti tassi d’interesse vogliono anche dire maggior reddito disponibile per i risparmiatori, e maggiori costi per le aziende (che non innalzano la domanda ma potenzialmente l'inflazione).
Quale effetto è predominante ? è tutt’altro che scontato determinarlo, e comunque gli effetti vanno in direzioni opposte, quindi almeno parzialmente si compensano.
Per accelerare o rallentare la dinamica di domanda e
prezzi, la leva fiscale, il maggiore o minore stimolo introdotto con azioni di
spesa e tassazione, è molto più diretto, molto più efficace e molto più sicuro
nei risultati.