Chi vuole apparire,
almeno agli occhi di un certo segmento di opinione pubblica, un commentatore
economico (e magari un decisore politico) avveduto e assennato, ha un sistema
semplice e pratico. Inveire contro i “sussidi a pioggia e a debito”.
Vedi qui (un
esempio tra tantissimi) Giovanni Cagnoli, consulente di strategie e direzione d’azienda,
già capo di Bain Consulting in Italia.
Niente sussidi
quindi, fonte di sprechi, parassitismo e inefficienza. Investimenti,
formazione, ricerca, nuove tecnologie, organizzazione eccetera eccetera.
Un tipico
approccio da consulente aziendale. Devo utilizzare al meglio le risorse che ho
e riallocarle dal poco utile al molto utile.
Il problema è
che la macroeconomia non ha un granché a che vedere con la gestione aziendale. “Un
paese non è un’azienda” sarà un luogo comune, ma i luoghi comuni spesso sono
comuni perché sono veri, e questo lo è.
Intanto, i
Cagnoli di turno che se la prendono con i “sussidi a pioggia a debito” omettono
totalmente di prendere in considerazione una verità che dovrebbe (ma non è)
essere ovvia a tutti: la spesa pubblica netta può essere finanziata non
emettendo debito ma emettendo moneta.
Con un paio di
corollari. Emettere moneta non è affatto più inflazionistico che emettere
debito.
E comunque l’inflazione,
nel contesto attuale (che in realtà dura da oltre un decennio, il Covid l’ha
solo accentuato) di deficit cronico di domanda, è un problema in quanto troppo
bassa, non troppo alta.
Ma i Cagnoli di
turno, se applicassero correttamente le loro analisi di utilizzo efficiente
delle risorse, dovrebbero accorgersi che lo spreco peggiore è possedere risorse
produttive, risorse fisiche, e lasciarle inoperose.
Il che vuol dire
che il primo obiettivo deve (dovrebbe) essere ridurre al minimo la
disoccupazione, la sottoccupazione, il precariato.
Cos’hanno in
mente, invece, i Cagnoli di turno ? interventi a saldo zero. Riallocazione dal
meno efficiente, dal meno produttivo, al più.
Ma sono così
certi di saper identificare e attuare processi di riallocazione dove i vantaggi
dei maggiori investimenti, delle nuove direttrici di spesa, superano l’impatto
negativo di tasse e tagli ? può essere benissimo il contrario. Di sicuro, una
decina d’anni di “riforme strutturali” prescritte e benedette dalla UE non
hanno risolto nessun problema. Anzi.
In ogni caso, se
rialloco risorse pari al 20% del PIL (una passeggiata di salute riuscirci,
pensando a chi dovrà subire i tagli o pagare le maggiori tasse…) e su quel 20
ottengo un recupero di efficienza del 15% (obiettivo MOLTO ambizioso) il
vantaggio è 3.
Se metto al
lavoro risorse inoperose o sottoutilizzate pari al 10% del PIL, il vantaggio è,
appunto, 10. E senza togliere niente a nessuno (non taglio e non tasso).