E’ stata forte,
certamente, ma la cosa peggiore che può fare ora il M5S è crogiolarsi
nell’afflizione, nel ripetere che “gli italiani non hanno capito”.
Mi pare che sia
arrivato al momento in cui il M5S ha bisogno di istituzionalizzarsi. Che cosa
intendo ?
Buona parte
dell’elettorato di febbraio 2013 è defluita verso l’astensione (soprattutto)
perché non è convinta della capacità del M5S di presentare una squadra di
governo e un programma credibile.
Avendo
conosciuto di persona vari parlamentari – Barbanti, Castelli, Molinari, Pesco,
Villarosa e mi scuso se non cito altri con cui ho avuto occasione di scambiare
idee, ma meno a lungo – ritengo che non sia così. Ma questa convinzione non è
stata adeguatamente trasmessa all’opinione pubblica.
Che cosa serve
ora ?
Smorzare i toni. Trasmettere
indignazione e alzare il livello della polemica oltre un certo punto non paga.
Presentare una
potenziale squadra di governo. Grillo e Casaleggio sono i fondatori e
gli ispiratori del M5S. Ma non ambiscono a cariche istituzionali, non si
propongono quel ruolo. L’elettorato deve capire chi potrebbe essere il ministro
dell’economia, chi il ministro degli interni, chi il capo del governo.
Dettagliare i
programmi.
Certo, a buona parte dell’opinione pubblica è importante trasmettere sensazioni
ed emozioni. Ma gli indecisi non li porti dalla tua parte se non chiarisci in
modo plausibile e articolato come raggiungere i tuoi obiettivi.
Prendere una
posizione chiara su come uscire dalla gabbia dell’attuale eurosistema. Sapete che
questo è il tema che mi sta maggiormente a cuore, ma è oggettivo che l’economia
ha un peso fondamentale e uscire dalla crisi è il tema più importante.
Le ambiguità
euro sì – euro no, il referendum “che non si capisce come quando in che modo
votato da chi”, hanno creato un mare di confusione.
Non c’è prova
che schierarsi per il breakup avrebbe migliorato le cose. La Lega ha ottenuto
un discreto risultato, ma i suoi candidati breakuppers non sono stati eletti.
Fratelli d’Italia non ha raggiunto il quorum. Il breakup è inefficiente,
complesso, rischioso, e rischia di spaventare più persone di quelle che
convince.
L’adozione della Riforma Morbida come perno del programma economico sarebbe stata (sono di parte
nel dirlo, ma ovviamente ci credo moltissimo…) essenziale.
Risolvere tutte
le inefficienze dell’odierno eurosistema. Tramite un’iniziativa unilaterale. Ma
senza modificare posizioni e diritti di nessun soggetto – pensionati,
lavoratori, risparmiatori, creditori esteri, controparti commerciali.
Una Riforma che
può essere presentata – perché a tutti gli effetti lo è - come la soluzione
permanente per l’Eurocrisi, adottabile in forma cooperativa da tutti i paesi in
difficoltà.
Che susciterebbe
un dibattito ai massimi livelli internazionali, tra gli economisti più
prestigiosi, per la sua innovatività e per le sue potenzialità, qualificando
chi la propone. Altro che arrabbiati senza idee.
Sarebbe comunque
osteggiata da UE, BCE, establishment finanziario ? forse, ma con quale
fondamento tecnico ?
In realtà la
Riforma Morbida è proprio la strada che Bruxelles e Francoforte dovrebbero
riconoscere come la soluzione alle pulsioni centrifughe e al rischio di
deflagrazione del sistema.
Istituzionalizzarsi,
volendolo, per il M5S non è difficile.
L’alternativa è
sparire, o cadere nell’irrilevanza.