Il tema è di
moda, visti i malumori pre- e post-ferragostani espressi dal commissario
Cottarelli. E la maggior parte dei commenti segue la falsariga tipica: non si
riescono a tagliare gli sprechi, per questo i conti dello stato sono in
difficoltà, non usciremo mai dalla crisi in questo modo.
La verità è un
po’ diversa, anzi parecchio. Non usciremo mai da questa crisi con azioni di
riduzione della spesa. Da una situazione di depressione economica e di
deflazione si esce incrementando le risorse messe a disposizione del sistema
economico, non riducendole.
Questa è una
verità semplice ma controintuitiva che parecchie persone comprendono, ma molte
altre no. E constato quotidianamente che non c’è alcuna correlazione tra il
livello di istruzione di chi capisce e di chi non capisce: parecchie mie
conoscenze, magari professionisti di ottimo standing e di eccellente qualità, impegnati
in settori legati alla finanza, all’economia, alla pratica legale, non ci
arrivano assolutamente.
La Spending
Review ha senso se condotta in tutt’altro modo. All’annuncio che un costo è
stato tagliato, si dovrebbe immediatamente associare la dichiarazione “e quei
soldi li abbiamo, invece, spesi così”.
Una cattiva
spesa che viene sostituita da una spesa migliore, o da un’efficace riduzione di
tassazione, è positiva. Ma l’impatto maggiore, anzi l’unico che costituisce un beneficio
di vera sostanza nel contesto attuale, arriva se per un euro di riduzione ce ne
sono due di maggiore spesa. Spesa pubblica o anche spesa privata (grazie, per
esempio, a minori tasse).
Tagliare un euro
di spreco per ridurre il deficit pubblico significa invece, oggi, aumentare la
disoccupazione. Lo “spreco” è, in realtà, allocazione poco equa della spesa. Metto
qualcuno in condizione di spendere (un consigliere provinciale corrotto ? Er
Batman, ricordate ?) e quello comunque spende e dà lavoro ad altri.
Molto meglio
dare soldi a pensionati, disoccupati, o lavoratori e aziende (sotto forma di
minori tasse) che a Er Batman. Ma molto, molto PEGGIO tagliare lo spreco per
ridurre il deficit. Invece di spesa mal distribuita (ma che comunque alimenta
domanda e lavoro) ottengo solo di far sparire soldi dalla circolazione,
riducendo quindi il reddito della collettività.
Non sarebbe così
se l’economia fosse in condizioni normali, cioè in uno stato in cui non ci sono
livelli anomali di disoccupazione. Se l’economia lavora al suo normale regime, la
spesa di Er Batman fa lavorare risorse produttive che altrimenti sarebbero
impiegate altrimenti, ma comunque lavorerebbero: e l’allocazione sarebbe più
equa.
Oggi invece meno
soldi a Er Batman, se non sono riallocati verso un’altra forma di spesa,
significa un maggior sottoutilizzo delle capacità produttive: più
disoccupazione, come si diceva.
Tagliamo quindi
la spesa sbagliata, ma per RIALLOCARE, non per diminuire il deficit. E per ogni
euro di spesa tagliata, aumentiamo di due altre forme di spesa migliori.
Molti capiscono
tutto questo, molti altri hanno letteralmente un blocco mentale nel rendersi
conto che in una situazione di domanda depressa, di disoccupazione massiccia,
le cose stanno così. Pazienza. Io continuo a spiegare.