venerdì 28 agosto 2026

Sempre sull’intelligenza artificiale

 

Corollario al post precedente: pericolosissimo usare l’IA per scrivere documenti, quali i contratti, che regolano l’interazione tra parti contrapposte. A meno che si supponga che due IA contrapposte siano in grado di regolare i rapporti tra le parti meglio di quanto accada utilizzando estensori e negoziatori umani. Il che magari può anche essere, ma equivale a perdere il controllo del processo. Almeno, io percepisco questo rischio per come vedo funzionare l’IA attualmente.

Sono stupito invece – in positivo, almeno per come vedo le cose attualmente – dalle prestazioni dell’IA nello sviscerare argomenti e nel fornire informazioni e relative spiegazioni. Dalle capacità di lavorare come una combinazione tra un SuperGoogle e una SuperWikipedia.

Sempre però a condizione di non prenderla come un oracolo. Fondamentale rimane porre le domande giuste e sottoporre le informazioni a confronto e vaglio critico.

venerdì 21 agosto 2026

Un problema dell’intelligenza artificiale

 

Datemi del boomer se vi aggrada, anagraficamente del resto lo sono, ma vedo un serio problema connesso all’IA.

In sintesi: la velocità di produzione di testi, pareri, contratti, documenti di analisi aumenta esponenzialmente, ma la capacità del destinatario umano di leggerli e comprenderli è la stessa di prima.

E’ un problema che era già stato generato dal word processor. Scrivere un contratto è diventato molto più rapido – per pagina. Si è per questo ridotto il tempo di elaborazione e condivisione? no perché sono aumentate le pagine. Ed è quindi aumentato, non diminuito, il tempo necessario al lettore umano per leggere e capire.

Con l’IA è pure peggio. Si danno istruzioni è quella scrive. Il destinatario riceve e usa la SUA IA per distillare i contenuti, le variazioni, le contraddizioni eccetera.

Siccome l’IA è velocissima ma tutt’altro che perfettissima, il testo prodotto non necessariamente riflette in modo impeccabile gli intendimenti del mittente, e non necessariamente l’analisi dell’IA ricevente spiega al destinatario quello che dovrebbe effettivamente capire.

Di questo passo si arriva molto in fretta a un’interazione tra IA che negoziano tra di loro e concordano un testo che gli esseri umani coinvolti prendono per buono senza comprenderlo.

Magari funzionerà benissimo. Lasciatemi le mie perplessità da boomer, però.